Ecco il nostro secondo articolo dedicato a Destiny: dopo l’introduzione di qualche giorno fa e l’unboxing della Ghost Edition, proseguiamo il nostro cammino verso la recensione con un nuovo approfondimento, questa volta scritto dopo una settimana di testing intensivo.

Come vedete qui sopra, abbiamo affidato l’articolo a un secondo redattore, in modo tale da avere un punto di vista diverso rispetto a quello del pezzo precedente.


 

Il nuovo videogioco di Bungie, Destiny, è praticamente sulla bocca di tutti: c’è chi ne parla male, chi ne parla bene, chi addirittura lo osanna a gioco dell’anno. Come si dice in questi casi l’importante è che se ne parli e di sicuro Activision è riuscita a promuovere il suo nuovo FPS in modo tale da attirare su di esso l’attenzione dell’intero mondo videoludico. A circa una settimana dalla messa online dei server è giunto ora il momento di tirare le prime conclusioni su alcuni degli aspetti più interessanti del titolo, anche se per una recensione definitiva abbiamo deciso di testarlo un altro po’ per poter esprimere un giudizio più approfondito.

Destiny

Destiny

Infrastruttura granitica

Destiny ha fatto registrare nel suo primo giorno sui mercati qualcosa come 500 milioni di dollari di entrate, cifre davvero notevoli considerando che si tratta di un’IP totalmente nuova. Certo, i suoi sviluppatori sono delle vere e proprie leggende del settore, ma riuscire a raggiungere un traguardo simile con un prodotto inedito non è cosa di tutti i giorni. Le preoccupazioni che i server non potessero reggere al carico di lavoro erano quindi più che legittime: quanto spesso abbiamo assistito a server intasati nei giorni a ridosso del lancio di un qualche MMORPG o prodotto fortemente incentrato sulla componente online? Molte, forse anche troppe volte. Questo fortunatamente non è stato il caso di Destiny: il gioco Bungie ha infatti offerto nella sua prima settimana di vita un servizio online di tutto rispetto, con disconnessioni sporadiche e lag ridotto al minimo, decisamente notevole. Gli anni di esperienza con la serie Halo hanno certamente aiutato e lo stress test svolto con la Beta questa estate ha fatto il resto.

Natura ibrida

Poter provare con mano Destiny ha fatto emergere la vera natura del titolo. Senza girarci troppo intorno si può dire che ci troviamo in presenza di un ibrido a metà strada tra FPS ed RPG, dove la personalizzazione del proprio personaggio ricopre un ruolo sicuramente importante, anche se con qualche riserva. Se sull’ottima componente sparatutto non c’è quindi molto da dire, è di quella RPG che forse è più opportuno spendere qualche riga. Nonostante non sia profonda e ricca di opzioni come invece accade in altri prodotti simili, questa fetta del gioco Bungie risulta essere comunque sufficientemente elastica al punto da permettere la creazione di build molto differenti tra loro. Le tre classi disponibili fin da subito, ovvero Titano, Stregone e Cacciatore, si sviluppano attraverso un pratico albero di abilità il quale otterrà nuovi rami in corrispondenza dell’aumento dell’esperienza guadagnata. Anche del sistema legato all’equipaggiamento è bene parlare in quanto ogni elemento che i nemici lasceranno cadere durante una partita verrà generato tenendo conto della classe e delle caratteristiche peculiari del personaggio che lo raccoglie. Uno stratagemma astuto questo, volto probabilmente a mantenere alto l’interesse dei giocatori anche verso quelle missioni che hanno già portato a termine.

Destiny - 9 settembre

Destiny – Screenshot

Un crogiolo di modalità competitive?

Destiny è un gioco fortemente improntato sul multiplayer cooperativo online, c’è però da dire che anche il player versus player ha trovato un posto tutto suo nel prodotto. La software house creatrice della serie Halo non poteva di certo tradire le sue origini ed ecco quindi che nel Crogiolo gli utenti avranno modo di misurare le loro abilità sparacchine in numerose modalità a tema sufficientemente differenziate tra loro. Come influiscono però i livelli e le abilità dei personaggi in questo caso? La scelta operata è stata decisamente intelligente ed infatti, salvo alcune eccezioni legate a specifici eventi, tutte le statistiche di armi, armature ed attributi saranno appianate durante le competizioni online, questo per garantire che un personaggio di livello 10 abbia le stesse probabilità o quasi di vincere un match contro un avversario di livello 20. Sia chiaro, le abilità ottenute nel single player vengono comunque mantenute, c’è però da dire che esse possono essere considerate un po’ come i perks presenti in tanti altri FPS multiplayer odierni, i quali non stravolgono eccessivamente gli equilibri delle partite mantenendo così il PVP abbastanza bilanciato.
Forse quello che ha più lasciato l’amaro in bocca agli utenti è il limitato numero di giocatori per modalità, si va da un minimo di 3vs3 ad un massimo di 6vs6: capiamo che Destiny sia molto incentrato sulla creazione di gruppi di giocatori, è però un vero peccato non poter sfruttare a dovere le buone meccaniche da FPS messe in piedi da Bungie.

Feature inaspettate

A tutti gli utenti in possesso di una versione PlayStation 4 del titolo e di una console PlayStation Vita è disponibile una feature molto interessante: il remote play. In sostanza è possibile giocare a Destiny dalla propria console portatile senza l’ausilio della tv, sfruttando quindi una connessione wireless con la propria PlayStation 4. Potrà sembrare una sciocchezza ai più ma vi possiamo assicurare che il risultato ottenuto ha quasi dell’incredibile: anche in stanze non adiacenti lo streaming che viene mandato a PlayStation Vita risulta essere qualitativamente molto buono e l’input lag minimo, tanto che nel multiplayer cooperativo si riescono comunque ad ottenere performance soddisfacenti che vi permetteranno di arrivare al termine della missione senza particolari problemi. Questo è stato possibile non solo grazie alla qualità dello streaming ma anche all’ottima mappatura dei tasti del DualShock 4 su PlayStation Vita: Bungie ha infatti lavorato fianco a fianco con Sony per offrire la migliore configurazione che risultasse allo stesso tempo ergonomica e pratica da utilizzare.

Destiny | Screenshot E3 2014

Destiny – Screenshot

Xbox One o PlayStation 4?

La beta distribuita questa estate aveva fatto sorgere più di qualche dubbio sulla qualità della versione Xbox One di Destiny, mostrando come quella PlayStation 4 fosse superiore in più di qualche aspetto. Per la gioia di tutti i possessori della nuova console Microsoft tali differenze sono state per lo più appianate e rese praticamente inesistenti, tanto che le due versioni risultano ad oggi pressoché identiche. Certo, la console Sony risulta essere più stabile nel framerate in qualche situazione, ciò però si verifica in un limitatissimo numero di circostanze, mostrando come Bungie abbia lavorato alacremente per adattare al meglio il suo motore grafico alle macchine di nuova generazione. 1080p, 30 frame fissi al secondo, discreta pulizia visiva e texture di buona fattura sono i punti distintivi di questo gioco, che non risulterà il più bel prodotto di nuova generazione visto fino ad oggi ma conferisce comunque un certo senso di solidità ed omogeneità al tutto.

Quale destino ci attende?

Il titolo Bungie, così com’è strutturato ora, è sicuramente un prodotto divertente ed appagante, la cui esperienza di gioco è resa tale grazie non solo a collaudate meccaniche FPS ma anche ad una solida infrastruttura di server. Le meccaniche da RPG necessitano di un po’ di tempo per essere assimilate, soprattutto da chi non è molto avezzo al genere. La loro natura volutamente limitata però potrebbe far storcere il naso a chi invece si aspettava maggior profondità, ma per un giudizio più dettagliato a tal proposito vi rimandiamo alla nostra recensione, che pubblicheremo nei prossimi giorni.
In definitiva dalla nostra prima settimana con Destiny siamo rimasti piacevolmente colpiti, spetta ora a Bungie supportare adeguatamente il suo MMOFPS con contenuti ed eventi sempre nuovi. Intanto, a partire dal 16 settembre 2014, verrà lanciata la prima ondata di raid ai quali si potrà accedere unicamente rispettando certi pre-requisiti: vedremo se tutto ciò risulterà un buon post-game o se saranno eventi tutto sommato trascurabili.