“This is Blackout!”, tuona un galvanizzato David Vonderhaar, game designer di Treyarch, durante un segmento dell’evento di reveal di Call of Duty: Black Ops IIII. Blackout è la modalità battle royale del gioco, ma un battle royale “fatto alla maniera di Call of Duty”, citando ancora Vonderhaar. L’enfasi con cui questa modalità aggiuntiva è stata rivelata è la chiave per capire ciò che potrebbe essere il futuro della serie. Salire sul carro dei vincitori? Sì. Considerare opzioni già note per essere efficaci? Sì. Provare ad imporsi in un genere in forte crescita? Sì. Copiare? Pure quello, un pochino.

In fondo è così che funziona, da sempre. Un concetto di game design, una modalità, o qualsiasi altra cosa che funzioni viene presa e rielaborata per evolverla ed adattarla ai propri bisogni. Blackout sarà una modalità battle royale abbastanza classica da quanto ne sappiamo – lo stesso Vonderhaar sottolinea che non c’è bisogno di spiegare come funzioni – ma sarà messa in scena su una mappa che è grande 1500 volte Nuketown. Inoltre, la mappa sarà una sorta di calderone di alcune delle migliori idee di map design viste nella storia del franchise, con tanto di armi e personaggi presi da tutti i titoli della saga. Infine, in Blackout sarà possibile usare veicoli terrestri, marittimi ed aerei.

Un’altra modalità sulla quale Treyarch punta tantissimo, e che di fatto diventa l’unico contenuto con un contesto narrativo, è quella zombie, che ritorna in pompa magna. Compresa l’entità dell’apprezzamento e del seguito da parte del pubblico, il team ha lavorato per rendere questa modalità l’esperienza definitiva per tutti gli appassionati.

Al lancio avrà tre mappe, e per ognuna di esse la possibilità di personalizzare qualsiasi elemento dell’esperienza ludica, dalla difficoltà alla forza dei nemici, passando per armi consentite e tanto altro. I tre scenari sono IX, in cui – per colpa di un inquietante rituale – il quartetto di personaggi si ritroverà in un’arena gladiatoria a combattere zombie con sole armi da mischia; Voyage of Despair, che reinterpreta la sciagura del viaggio del Titanic aggiungendo una buona dose di non morti; ed infine Blood of the Dead, ambientato in una prigione ed ispirato ad uno degli scenari passati più amati dai fan, Mob of the Dead.

Inoltre la modalità avrà una categoria di partite chiamate Callings, eventi a tempo e sfide particolari che verranno inserite in corso d’opera da Treyarch. Il gioco diventarà così una piattaforma espandibile ed in grado di adattarsi, di evolversi col tempo in base alle esigenze. Quel “modello Overwatch la cui efficacia è stata ben più che dimostrata dal lancio dello shooter Blizzard ad oggi. E l’inseguimento, per così dire, di ciò che Overwatch ha significato per il mondo delle esperienze multigiocatore online, è evidente anche nelle altre modalità del multiplayer di Call of Duty: Black Ops IIII.

Call of Duty: Black Ops IIII screenshot

Via il walljump, i jetpack ed i salti multipli, si torna a combattere con i piedi per terra. Il time to kill aumenta perché la salute non si rigenera se non iniettandosi una speciale siringa curativa. Questo rende gli scontri a fuoco molto più tattici e incentrati sull’abilità, e non più una pura gara di riflessi, anche perché il rinculo delle armi non è più casuale ed i giocatori più capaci potranno memorizzare i movimenti di ogni bocca da fuoco.

“Via il walljump, i jetpack ed i salti multipli, si torna a combattere con i piedi per terr”La rinnovata dimensione tattica di Call of Duty: Black Ops IIII viene anche dal ritorno degli Specialisti, il cui funzionamento è l’ipotetica crasi tra un Operatore di Rainbow Six Siege e gli Eroi di Overwatch. L’idea è quella di incentivare il gioco di squadra, visto che ogni soldato avrà un setup di gadget ed abilità che ricordano un po’ quelli visti negli shooter Ubisoft e Blizzard. Tra il ritorno dei lanciafiamme e gli scudi balistici, si vuole costruire uno shooting più ragionato, pur sempre frenetico e veloce. C’è pur sempre la capacità di aumentare la propria mobilità con un rampino, balestre che lanciano trappole, esplosivi da attivare in remoto, granate a grappolo che rimbalzano prima di esplodere, e tutto ciò siamo più o meno abituati a vedere in un Call of Duty.

Nell’ottica del tatticismo ci sarà anche la nebbia di guerra nella minimappa, decisamente singolare per un FPS, che potrà essere aggirata dalle abilità di alcuni specifici Specialisti, e delle speciali modifiche alle armi che daranno dei bonus particolari, facendo diventare l’arma stessa quasi un personaggio a sé stante.

Call of Duty: Black Ops IIII screenshot

È chiaro che Treyarch vuole che Call of Duty: Black Ops IIII sia un prodotto solido, ben più duraturo del classico ciclo semi-annuale. Non è un caso che la versione PC avrà un team interamente dedicato e, parimenti a Destiny 2, il gioco sfrutterà la piattaforma Battle.net nella totalità. Una rivoluzione del genere in termini di gameplay, supportata dalla totale assenza della campagna single player, può significare solo una totale e completa devozione al mondo dei giocatori online, ma soprattutto degli eSport. Tutte queste modifiche, infatti, sono palesemente l’apripista per rimanere con solidità nel mondo del gaming competitivo.

Da un lato, rimane il videogioco pop per eccellenza, venderà la solita badilata di copie ed ora, grazie a Blackout, rischia davvero di toccare record mai visti per la serie. Dall’altro, c’è tutto un set di modifiche che farà diventare il nuovo titolo della serie uno dei baluardi del gaming per professionisti. Certo, qualcuno direbbe che una volta Call of Duty inventava e gli altri inseguivano, ma ciò che è successo alla serie non è niente che non si sia già visto. Overwatch, in fondo, oltre a riuscire a creare un lore incredibilmente accattivante per il pubblico non ha fatto niente di realmente nuovo, unendo meccaniche di FPS più o meno tattici ed aggiungendo i ruoli e le abilità dei MOBA.

Call of Duty: Black Ops IIII pare essere un qualcosa di simile, una produzione che ha avuto bisogno di fare scelte drastiche per tornare in auge (come consenso si intende, perché le vendite non sono certo calate), che ha saputo guardarsi intorno, leggere ed interpretare il mercato, e reinventarsi per essere di nuovo appetibile. E la questione battle royale infine non è affatto da sottovalutare. Call of Duty: Black Ops IIII è, infatti, ufficialmente il primo titolo tripla A che si tuffa nel settore. Dal suo successo o meno vedremo l’evolversi del trend tra i big della concorrenza.

Consigliati dalla redazione