Non inganni la roboante presentazione, la lunghissima conferenza, la manciata di annunci inattesi: la strategia di Microsoft non è affatto cambiata, né ha subito una particolare accelerazione, incalzata da una diretta concorrenza ormai imprendibile, PlayStation 4, o in rampa di lancio per tentare, addirittura, un impronosticabile sorpasso, Nintendo Switch.

Dal drammatico e poco lucido cambio di rotta post-E3 2013, varato in fretta e furia per assecondare un’utenza tutt’altro che lungimirante, scottata da alcune delle feature (incomprese) che avrebbero dovuto rappresentare l’anima più intima di Xbox One, ad oggi, la casa di Redomond ha lavorato sotto traccia, ricomponendo lentamente i cocci, ritrovando il vigore perduto, architettando una coreografica rinascita in una forma un po’ diversa, radicata in un futuro lontano da device che avranno forma e funzionalità delle odierne console.

Il sottoscritto lo ripete, come un vecchio bisbetico, ormai da anni: Xbox è destinata a tramutarsi in un servizio, privo di confini, adattabile a più contesti e necessità, libero di muoversi ed attualizzarsi indifferentemente sui nostri smartphone, sui PC, su dispositivi più specificatamente pensati per il gaming.

Halo Infinite screenshot

Non conosciamo nemmeno il genere d’appartenenza di Halo Infinite, ma siamo già pronti a scommettere che lo ameremo alla follia

Lo ha sottolineato a più riprese Phil Spencer, sul palco della conferenza di Microsoft, con tanto di ammiccante accenno alla futura Xbox, ribadendo più e più volte come la sua azienda si stia preoccupando di abbattere le barriere, eliminare il più possibile limiti e blocchi.

Il Play Anywhere, in questo senso, sta già apportando enormi benefici; la rincorsa alla retrocompatibilità vuole superare i limiti di un medium che generazione di console dopo generazione cambia formato; il rinnovato impegno con Game Pass, declamato da una fierissima (ed emozionata) Ashley Speicher, conferma la volontà di offrire all’utenza il più possibile, in cambio di un abbonamento dai costi relativamente contenuti; Xbox One X,infine, è il cavallo di Troia con cui convincere pubblico pagante e sviluppatori a godere e realizzare le migliori versioni dei titoli terze parti sullo stesso (ed unico) sistema di gioco.

Una strategia estremamente stratificata, complessa, difficile da realizzare, che in questo E3 2018 si è arricchita di un’ulteriore tentacolo: il rinnovato interesse alla produzione di esclusive tramite studi second party.

È questo il vero annuncio bomba di Microsoft per l’E3 in corso, l’aver accolto sotto la sua ala protettiva Playground Games, responsabili della serie Forza Horizon; Compulsion Games, autori di We Happy Few; Undead Labs, da poco sotto le luci della ribalta grazie a State of Decay 2; The Initiative, neonata software house con base a Santa Monica; Ninja Theory, che nel curriculum vantano piccole e grandi perle quali Enslaved: Odyssey to the West e il più recente Hellblade: Senua’s Sacrifice.

Se il futuro remoto di Xbox sembra roseo, tra servizi online solidi ed un discreto numero di esclusive ancora da scoprire, quello più prossimo non sembra da meno, nonostante sia mancato il vero annuncio bomba capace di spiazzare tutto e tutti.

Forza Horizon 4 sembra già in formissima, Halo Infinite riporterà la saga alle sue origini, almeno sotto il profilo dell’art design, preoccupa lievemente il nuovo corso di Gears of War, conteso tra spin-off la cui qualità è tutta da verificare, e un Gears 5 sempre più distante dai toni (cupi e sanguinolenti) che caratterizzarono la prima trilogia. Nel novero delle prossime esclusive di un certo peso andrebbe annoverato anche Crackdown 3, non fosse che il breve trailer mostrato nel corso della conferenza ha messo già a nudo limiti e anacronismo di un progetto martoriato da continui cambi di direzione e ritardi a profusione.

Varrebbe la pena citare anche progetti più contenuti, esclusive dal minor richiamo come il DLC di Cuphead o il già citato We Happy Few, finalmente pronto a debuttare a tutti gli effetti il prossimo agosto, ma Microsoft ha deciso di lanciare un segnale anche sul fronte delle terze parti, chiamate a raduno sul palco della propria conferenza, sottolineando in tutti i modi che su Xbox One X ogni gioco avrà modo di esprimersi al meglio.

Da questo punto di vista, la casa di Redmond si è preoccupata di lasciare solo le briciole al diretto concorrente, mostrando per prima titoli come Tom Clancy’sThe Division 2, che ci ha già conquistato grazie all’affascinante setting; Sekiro, il nuovo gioco di FromSoftware che ci ha ricordato in qualche modo il meraviglioso Asura’s Wrath; Devil May Cry 5, che ha già ammaliato i fan del “vecchio” Dante; ovviamente Cyberpunk 2077, che ha chiuso con stile e carattere l’evento.

Kingdom Hearts III screenshot

Tra i graditi annunci, la conferma che Kingdom Hearts III debutterà anche su Xbox One

Ricca di annunci, dai ritmi serrati, a suo modo sorprendente. Alla conferenza di Microsoft sono mancate solo due cose: un vero annuncio bomba, perché dei vari Halo e Gears of War, infondo, già lo sapevamo tutti; qualche video di gameplay in più.

Piccolezze, di fronte ad uno spettacolo finalmente all’altezza delle aspettative, che proietta il publisher americano verso un futuro, più o meno prossimo, in cui non sembra esserci alcuna intenzione di mollare la presa e cedere alla concorrenza.

Al contrario, dopo anni di rodaggio e riorganizzazione, Microsoft sta per iniziare a godere dei frutti della sua lenta e lunga riorganizzazione. E guarda caso, i principali beneficiari di tutto ciò saremo proprio noi videogiocatori.

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