In Super Smash Bros. Brawl c’era l’Emissario del Subspazio, una modalità single player in cui gli eroi se la dovevano vedere con l’invasione da parte di un nutrito esercito di alieni. Ogni tanto c’erano delle cutscene interessanti, che li mettevano in situazioni belle e divertenti. C’era una storia, quindi, per quanto risicata e in apparenza banale. In Super Smash Bros. Ultimate c’è un pretesto narrativo, ma a parte all’inizio (che poi è il trailer che tutti abbiamo visto nell’ultimo Nintendo Direct), in una svolta imprevista a metà e nel finale non ci sono intermezzi di sorta o dialoghi tra personaggi. Masahiro Sakurai, infatti, odiava il fatto che l’Emissario del Subspazio fosse stato caricato su YouTube.

Pur mancando completamente un coinvolgimento narrativo, La stella della speranza è un single player dalla qualità fin troppo superiore a quello di Brawl, a tratti incredibile per ciò che riesce a fare.

Il gameplay legato agli Spiriti è la perfetta sintesi tra i mostriciattoli di casa Nintendo, ovvero i Pokémon, e ciò che succede con i Persona dell’omonimo titolo di Atlus. Come il gameplay si integri all’esistenza stessa degli spiriti è notevole, perché ogni incontro è costruito in maniera certosina. Lo spirito di The Boss è ovviamente Samus Tuta Zero in versione bianca, nello scenario di Pikmin che ricorda il campo fiorito dove si conclude la storia di Snake Eater, mentre il calciatore di Pocket Football sono chiaramente undici Abitante con la maglia da calcio.

Super Smash Bros. Ultimate Screenshot

Anche il Rabbid Kong di Mario + Rabbids Kingdom Battle è finito nel calderone degli Spiriti

Nelle fasi iniziali siamo chiamati a scegliere tra tre percorsi da affrontare legati ad altrettanti eroi da sbloccare (Marth, MarioAbitante). Si aprono sezioni della mappa che solo dopo moltissima esplorazione si ricongiungeranno in futuro, ma nel frattempo di roba ce n’è da fare. Ci sono mini dungeon, come la centrale elettrica dedicata a Splatoon 2, nella quale si sblocca Pichu, la spiaggia di Donkey Kong, con tutte sfide a tema per sbloccare gli spiriti di Funky, Cranky e alla fine Diddy Kong come personaggio giocabile. Tra le aree più pregevoli c’è quella completamente dedicata a The Legend of Zelda, nella quale le citazioni e gli omaggi all’intera serie si sprecano, tra i Lost Woods da ripercorrere e gli scontri più iconici dei vari capitoli della saga.

La stella della speranza è una fucina di idee. Perché se è vero che non tutti gli scontri sono esaltanti lo è altrettando che non c’è mai un momento di noia in una modalità che, di fatto, è costituita da una serie lunghissima di incontri. Il segreto è che ogni battaglia ha sempre quella piccola citazione, la piccola idea messa lì per far sorridere o stuzzicare le conoscenze dei giocatori più appassionati. Il tutto funziona anche perché cercare Spiriti ricorda un po’ le dinamiche di cattura dei Pokémon, e considerata la natura enciclopedica di Super Smash Bros. Ultimate se ne trovano di ogni tipo. Tra citazioni e quel brividino dato dalla raccolta ecco che è servita un’esperienza assuefacente.

Super Smash Bros. Ultimate Screenshot

Ci saranno eventi in cui poter sbloccare Spiriti particolari, come questa selezione di personaggi con gli occhiali

Non bastasse tutto questo, ad un certo punto la modalità cambia addirittura marcia. Un nuovo nemico, una nuova mappa da esplorare e una rivelazione. E quando pensi che sia giunta la fine arriva una sezione finale con combattimenti serratissimi, un’area in cui gestire il bilanciamento tra luce e ombra e ancora un ultimo rush finale.

È vero che, in un contesto del genere, un minimo di storia sarebbe stata la proverbiale ciliegina sulla torta. Ma alla fine stiamo parlando di una modalità single player da oltre 30 ore in un picchiaduro, che solitamente relegano al giocatore singolo giusto delle attività che fanno da tutorial. Ci sono anche degli scontri che sono stati palesemente pensati per l’endgame per la loro difficoltà, oppure per la Nuova Partita + che si sblocca una volta completata l’avventura (che, dal day one, ha reso disponibile anche un ulteriore livello di difficoltà). Di tutti i pregi che Super Smash Bros. Ultimate porta con sé una modalità single player così corposa era proprio quello più inaspettato.

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