Per una bizzarra serie di coincidenze e circostanze, alla Game Developers Conference 2019 c’è stata un’improvvisa concentrazione di giochi d’avventura fortemente basati sulla conversazione e ambientati in automobile. No, sul serio: giochi in cui si passa il novanta per cento del tempo col sedere piazzato sul sedile di un’auto, impegnati in conversazioni o anche solo ad ascoltare gente che parla. Meglio ancora: in due di quei giochi, saremo impegnati a fare i tassisti. Sembra una battuta, ma tant’è, è successo e il bello è che sono tre giochi molto interessanti, ognuno alla sua maniera. Parliamone un po’.

 

Il tassinaro detective

Night Call arriva dalla Francia ed è un’avventura di stampo investigativo, che mescola delle indagini portate avanti tramite le conversazioni con un sistema di gestione delle risorse dal gusto vagamente survival. Il protagonista è un tassista parigino che una sera si ritrova come cliente una persona che poco dopo finirà vittima di un serial killer. Il nostro eroe diventa quindi testimone ma ha il problema di essere fin troppo noto alla polizia locale: a causa di un passato oscuro che lo tormenta, è sostanzialmente nelle mani degli investigatori, che lo costringono a lavorare per loro, promettendogli la galera se non dovesse collaborare. E quindi noi, nei suoi panni, ci ritroviamo detective improvvisati, impegnati a cercare di scoprire chi sia il colpevole conversando con i clienti che portiamo in giro.

L’avventura proporrà tre casi separati e una struttura abbastanza schematica, con una divisione in giorni, al termine di ciascuno dei quali potremo fare il punto sugli indizi raccolti, collegare le informazioni e iniziare a decidere se i vari sospetti, suggeriti dalla polizia stessa, siano o meno colpevoli. Le informazioni verranno raccolte conversando con i clienti e provando a piazzare le domande giuste al momento giusto. Avremo un certo margine di libertà nel decidere dove muoverci in città e potremo incontrare questo o quel cliente anche in base a una certa misura di generazione casuale. Di contro, però, le decisioni prese durante le conversazione influenzeranno anche la possibilità di accogliere in auto più volte la stessa persona e ciascun cliente avrà un suo piccolo filo narrativo, che potremo far sviluppare in maniere diverse.

Oltre all’aspetto investigativo e di narrazione, dicevamo, Night Call propone anche una parte gestionale, che ci vede impegnati a tenere d’occhio i guadagni e la benzina. Ciascun tragitto in auto, infatti, consuma del tempo, fa guadagnare dei soldi, fa consumare carburante. A fine giornata, i conti dovranno tornare, altrimenti rischieremo penalità ed eventualmente anche la perdita del lavoro. Sarà comunque una componente survival all’acqua di rose, perché il cuore del gioco rimarrà quello investigativo e, al termine di ciascuna delle tre avventure, avremo la possibilità di accusare un sospetto. Attenzione, però: nel caso dovessimo sbagliarci, saremo noi a finire in prigione. Che permalosi, questi poliziotti!

Night Call screenshot

Night Call è in arrivo su PC e console (alla GDC era presente in versione Nintendo Switch)

 

Emozioni e ansie futuristiche

Il secondo gioco a base tassistica è Neo Cab, un’avventura più incentrata sulla narrazione pura, senza elementi gestionali e meccaniche legate all’investigazione. La protagonista conduce un taxi in un futuro vagamente distopico, nel quale l’automazione ha sostanzialmente spazzato via diverse carriere lavorative e, di fatto, il nostro personaggio è fra gli ultimi della sua categoria. In avvio di avventura, accoglie sul suo taxi una vecchia fiamma, con cui ha una conversazione molto sentita, che poi è la parte di gioco che ho provato a San Francisco. La struttura delle conversazioni è piuttosto classica, con risposte multiple fra cui scegliere per dettare l’evoluzione del rapporto tra i personaggi ed eventuali ramificazioni del racconto. Ma ci sono anche altre piccole trovate.

Per esempio, nella demo, abbiamo visto in azione delle sorta di braccialetti colorati, capaci di rilevare lo stato emotivo di chi lo indossa. A seconda del colore, capiamo come la conversazione stia influenzando le emozioni del personaggio e questo, chiaramente, aggiunge uno strato in più alle scelte che facciamo. La cosa, tra l’altro, funziona in un certo senso sia sul piano del coinvolgimento emotivo puro, per il giocatore che si lascia trascinare e ragiona solo in termini di rapporti fra i personaggi, sia su quello di un approccio più tattico, per il giocatore analitico che pianifica le sue scelte nel tentativo di ottenere un risultato specifico. Comunque, va detto, i braccialetti non saranno presenti in tutte le conversazioni, e solo alcuni personaggi li indosseranno.

Per il resto, la storia mescola relazioni interpersonali e tematiche più di ampio respiro, utilizzando come spunto narrativo di partenza la scomparsa della vecchia fiamma di cui sopra. Cosa è successo? C’è qualcosa di strano o, semplicemente, non vuole farsi trovare? A domanda diretta, gli sviluppatori ci hanno detto che Neo Cab non sarà un thriller con criminali e omicidi su cui investigare, ma certamente un velo di mistero caratterizzerà le vicende. Al di là di quello, Neo Cab è senza dubbio molto interessante sul piano visivo e ha una scrittura dei dialoghi brillante, fresca e soprattutto naturale. Gli amanti dei giochi incentrati sulla narrazione dovrebbero attenderlo.

Neo Cab screenshot

Neo Cab è in arrivo su PC

 

Autostoppismo lynchiano

L’ultimo gioco della tripletta è Hitchhiker e si tratta dell’espansione e rielaborazione in prodotto commerciale di un prototipo che qualche tempo fa ha fatto parecchio parlare di sé. A curarlo è il team tedesco Mad About Pandas, che ha a curriculum vari giochi, fra cui Truck Simulation 16. E proprio dal suo lavoro su quel titolo camionistico, gli sviluppatori hanno tratto spunto per questa nuova idea. Il motore utilizzato per svilupparlo, infatti, si presta ovviamente molto bene un’avventura narrativa incentrata su dei viaggi in automobile, grazie alla semplicità con cui permette di gestire paesaggi molto ampi da percorrere durante le chiacchierate. Anche perché, di fondo, pure qui il tema centrale è la chiacchiera, ma in maniera molto diversa rispetto ai due giochi precedenti.

Il protagonista di Hitchhiker è un uomo che sta elaborando una perdita personale e si lancia in un viaggio da autostoppista per ritrovare se stesso. Nel farlo, incontra una serie di personalità bizzarre della provincia americana, che lo scarrozzano in giro per diversi paesaggi. L’azione di gioco non sarà sempre limitata ai veicoli (un capitolo, per esempio, si apre con una conversazione in un ristorante) ma, in linea di massima, il cuore dell’esperienza ci vedrà piazzati sul sedile del passeggero, intenti ad ascoltare i racconti altrui e a interagire con piccoli gesti, movimenti del corpo, manipolazioni dell’abitacolo.

Non ci sarà comunque solo chiacchiera e avremo anzi a che fare con piccoli enigmi surreali. In un caso, per esempio, potremo utilizzare il binocolo per osservare il paesaggio e a un certo punto vedremo due cose diverse nelle due lenti: sarà lo spunto da cui agire per risolvere un piccolo puzzle. Non troveremo comunque mai enigmi davvero tosti, si tratterà più che altro di variazioni di ritmo per punteggiare il racconto. Ed è sicuramente il racconto, da vivere in prima persona e influenzare con la nostra interpretazione, il cuore di un gioco che punta tantissimo sull’atmosfera, sulle suggestioni e sul suggerito, andando a omaggiare la letteratura e il cinema del surreale.

Hitchhiker screenshot

Hitchhiker è in arrivo su PC, PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One

Andrea Maderna

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