“Ascoltate la mia storia… forse questa è l’ultima occasione. Iniziava così la straziante vicenda di Tidus, un giovane dai capelli biondi e dai vestiti eccentrici: un ragazzo che si ergeva sulle rovine di una città circondata da strane lucciole, che svolazzavano da un lato all’altro. Straziante, ma appassionante, perché Final Fantasy X, ora disponibile anche su Nintendo Switch e Xbox One, è uno dei capitoli più drammatici della saga ideata da Hironobu Sakaguchi, un’esperienza unica, che al pari del sesto, del settimo e del nono capitolo è nell’olimpo dei migliori. Vi spieghiamo perché ancora oggi, a vent’anni dall’uscita, ci troviamo ancora davanti a un capolavoro, ma qualora non lo aveste ancora giocato, interrompete qui la lettura, perché qui di seguito troverete innumerevoli spoiler.

Dal punto di vista della trama Final Fantasy X è ancora incredibilmente attuale. C’è tanto nel non detto della storia di Tidus e Yuna, tanti aspetti tenuti sotto la superficie e raccontati soltanto in secondi momenti. Alla base della terribile guerra che attanaglia il mondo di Spira c’è la dicotomia tra religione e sviluppo tecnologico, rappresentata da due fazioni e da due città: Zanarkand e Bevelle. La prima, governata dal clero, è quella che maggiormente si preoccupa delle necessità ecclesiastiche; la seconda spinge l’acceleratore sul progresso, sulle macchine, sul sogno di rendere l’intero mondo automatizzato. È in questo scenario che Bevelle crea la più potente delle macchine da guerra, Vegnagun, e Yu Yevon, leader di Zanarkand, decide di trasformare tutti i cittadini della sua città in intercessori, a esclusione di sua figlia Yunalesca e suo marito, Zaon, così da poter realizzare la Zanarkand dei Sogni. Come ultima azione crea Sin, un’armatura che però finisce per distruggere l’intera città. Per placare l’ira di Sin, Yunalesca e Bevelle decidono di inaugurare il culto di Yevon, una fede, fondata sull’espiazione del peccato e sul sacrificio, che però dà vita a una spirale di morte che attraversa Spira per mille anni.

Final Fantasy X | X-2 HD Remaster screenshot

La storia d’amore tra Tidus e Yuna è memorabile

In questo scenario di distruzione e di tremenda sottomissione alla religione, Final Fantasy X muove una delle più feroci critica alla fede, l’oppio effettivo di tutti i popoli: il culto di Yevon nasce sostanzialmente da un inganno, da un raggiro messo in piedi da Yunalesca per tenere sempre rifocillato Sin, la creatura creata dal padre, così come allo stesso modo Bevelle, originariamente votata alla tecnologia, cede a un accordo sottobanco per sfuggire dagli assalti del mostro. Allo stesso modo, però, il gioco insegna il valore dei sogni: se la città creata da Yevon ne è un esempio eclatante, allo stesso modo il protagonista dell’intera vicenda rappresenta un’elaborazione perfetta dell’eroe romantico, coinvolto in una vicenda più grande di quanto pensi, ma lo stesso intenzionato a portare la pace a Spira.

“Final Fantasy X cambiò le regole del combattimento e dello sviluppo dei personaggi rispetto alla tradizione della serie”Tidus, d’altronde, scopre soltanto quasi al termine del proprio viaggio di non essere mai esistito. Le critiche mosse al personaggio furono e sono tante, in particolar modo per una scena doppiata, a detta di molti, in maniera errata. Il pomo della discordia è una risata, innaturale, ma che di Tidus dice tutto: il ragazzo ha appena scoperto che Jetch, il padre era sparito al largo di Zanarkand anni e anni prima, che tutti ritenevano morto, è Sin, l’essere che sta andando a combattere e che dovrà alla fine del suo viaggio di distruggere. Una risata falsata e forzata, causata da uno stato d’animo confuso. Comprendere al meglio la psicologia di Tidus non è facile, vederlo piangere con una facilità inaspettata per un eroe lo ha spinto a essere un protagonista non amato in occidente, ma ben apprezzato in Giappone: la sua concezione di famiglia è elevata, ha sempre rispettato un padre che in alcuni momenti dice di odiare per la sua arroganza e per l’averlo abbandonato in giovane età, ha cura di tutto ciò che lo circonda. La sua evoluzione, però, è innegabile: parte dall’essere un ragazzino scanzonato, finisce per essere un amante premuroso, il primo a dividere la propria storia con una controparte femminile, a raccontare il peso dell’amore, che in alcuni casi fa anche rima con il dolore. Accetta di accompagnare Yuna al massacro e di starle accanto per sempre, non fino alla fine. Nessuna storia d’amore, in Final Fantasy, sboccia allo stesso modo. Nessun sacrificio viene così tanto sottolineato e preannunciato, con l’impossibilità di cambiare il destino degli interpreti. Dal punto di vista della trama, insomma, il gioco inevitabilmente colpisce e commuove, fino alla sparizione finale del protagonista, che in quanto sogno cessa di esistere al compimento del suo destino. Come nessun altro protagonista aveva mai fatto prima, nella saga.

Final Fantasy X | X-2 HD Remaster screenshot

A Zanarkand è dedicato una delle melodie più apprezzate della serie tutta

Final Fantasy X cambiò anche le regole del combattimento e dello sviluppo dei personaggi rispetto alla tradizione della serie. Mandò in pensione l’Active Time Battle, sostituito da battaglie a turni che permettevano molta più riflessione. Affrontare Omega Weapon e Der Richter diventava quasi una partita a scacchi, senza però la spada di Damocle della clessidra. La Sferografia, il sistema di level up, permise una personalizzazione più accattivante dei personaggi, anche se nell’esasperazione dell’endgame si rischiava di avere nove copie della stessa build. L’abbandono del classico sistema di abilità stratificò completamente il concetto degli skill tree, introducendo qualcosa di completamente diverso e nuovo, ripreso in forme diverse nel più recente passato. Inoltre il già citato endgame conteneva numerosissime ore di gioco aggiuntive, che oggi, in presenza dei trofei all’epoca ancora inesistenti, spingerebbe chiunque al platino: la ricerca delle Armi dei Sette Astri, la lotta contro gli Eoni Oscuri, la cattura dei mostri da mandare allo Zoolab e l’esplorazione delle rovine di Omega, la quale aveva alle spalle una storia straziante, fatta di invocazioni e magie, arricchivano un titolo già densissimo di emozioni.

A ulteriore dimostrazione della capillarità del gioco, Final Fantasy X offre ancora oggi le migliori attività secondarie della saga tutta. Le avventure di Tidus sono arricchite dal meraviglioso blitzball, un calcio giocato sott’acqua. Con la possibilità di mettere in piedi un mercato trasferimenti – nemmeno fossimo in FUT – e potenziare la propria squadra, sbloccando abilità e power up, giocando con le statistiche e i punti esperienza, disputando tornei e partite, il blitzball resta a oggi il minigioco più di successo, è assurdo il fatto che non abbia mai avuto una versione stand alone. Le ore che trascorrerete sott’acqua saranno di puro piacere, di estrema soddisfazione. L’ultimo e non il solo dei molteplici motivi per i quali lasciarsi raccontare da Tidus la sua storia, potrebbe essere l’ultima occasione.

Consigliati dalla redazione