Strano a dirsi, ma esistono persone nel mondo a cui non piacciono i pirati. La prospettiva di una vita a bordo di possenti galeoni che solcano mari cristallini, in perenne stato di ebbrezza, continuamente a caccia di tesori e avventure in cui buttarsi a capofitto, non attrare la totalità della nostra specie.

Allo stesso modo, un sandbox che impone ben pochi limiti, ma al tempo stesso non offre chissà quali contenuti, potrebbe lasciare alquanto indifferenti quella fetta di utenza che si crogiola in una progressione scandita da una campagna solida, ricompense concrete, magari nuove abilità ed equipaggiamento da sbloccare.

Sea of Thieves non è mai stato nulla di tutto ciò. Nonostante le gilde, i nuovi capi d’abbigliamento da acquistare ed un nutrito numero di isole da esplorare, non ha mai imposto alcunché agli aspiranti filibustieri che da un anno a questa parte si riversano entusiasti sui server, desiderosi di passare qualche ora di piacevole svago, senza l’assillante urgenza di scalare livelli d’esperienza. Per quanto una struttura ruolistica all’acqua di rose sia stata introdotta e timidamente potenziata, Rare ha difeso ad oltranza l’accessibilità della sua creatura, non garantendo in alcun caso bonus o power-up ai giocatori, nonostante tempo investito e imprese portate a termine.

Sea of Thieves Anniversary Update screenshot

Tanto più nell’affrontare le Storie Assurde, sarebbe meglio circondarsi di amici rodati che apprezzano la filosofia di fondo di Sea of Thieves

Similmente ai battle royale, la produzione Microsoft ha puntato, non senza enormi rischi, su un concetto estremamente democratico di gameplay, permettendo a qualsiasi neofita di sentirsi all’altezza della situazione, anche solcando i mari in compagnia di navigati lupi di mare.

L’idea, paradossale per molti versi se vogliamo, è stata ostacolata unicamente da un lancio fin troppo sottotono, esclusivamente affidato alla bontà del concept, sufficientemente solido da conquistare una nutrita e fedelissima schiera di fan, certo, ma non abbastanza da sfondare con il grande pubblico o con una certa tipologia di critica.“Ciò che cambia è il senso di coinvolgimento, finalmente catalizzato attraverso vere e proprie campagne, chiamate per l’occasione Storie Assurde

Sordo ai trend dell’industria, e a certe richieste della stessa community, Sea of Thieves è andato dritto per la sua strada, avendo la meglio nei confronti di colleghi ben più illustri, almeno sulla carta, come il controverso Fallout 76, che tutt’ora tenta disperatamente di sopravvivere compromesso dopo compromesso; o Anthem, ormai abbandonato a sé stesso da Bioware in primis.

L’Anniversary Update, da questo punto di vista, è la grande occasione per la produzione Rare di stratificarsi ulteriormente, puntando anche a quel target che finora lo ha ignorato per i motivi di cui sopra.

Il punto di partenza, beninteso, è sempre quello: inclusione. Non c’è alcun limite imposto, né equipaggiamento specifico che possa in qualche modo avvantaggiare aprioristicamente un pirata rispetto ad un altro. Le basi filosofiche del gioco, insomma, sono salde al loro posto.

Ciò che semmai cambia, almeno parzialmente, è il senso di coinvolgimento, finalmente catalizzato attraverso vere e proprie campagne, chiamate per l’occasione Storie Assurde. Che si tratti di recuperare un tesoro particolarmente prezioso, piuttosto che di abbattere mostri marini dalle proporzioni colossali, in queste missioni si ha la reale sensazione di prendere parte ad avventure dall’ampio respiro, in cui la ferrea collaborazione con i propri alleati è tanto più fondamentale.

C’è un risvolto della medaglia, purtroppo, che si palesa in lunghe sessioni di gioco che vanno pianificate e concordate coralmente. Vista l’assenza di checkpoint di qualsiasi tipo, ogni Storia Assurda dovrà essere completata in un’unica sessione di gioco, costringendo l’utente a liberarsi per almeno un paio d’ore da qualsiasi altro impegno.

L’altra costola dell’Anniversary Update ha le sembianze dell’Arena, altra concessione ad un pubblico mainstream, desideroso di una modalità dichiaratamente votata al PvP. A partire da mappe comuni, gli equipaggi coinvolti nella partita avranno il compito di accumulare più tesori possibile, recuperandoli, prima di tutto, preoccupandosi di riconsegnarli alla gilda di riferimento in seconda battuta. In pratica, ogni momento è buono per vanificare l’operato degli avversari, guidando un arrembaggio ai galeoni ancora carichi di forzieri persino a pochi minuti dalla fine del match.

Sea of Thieves Anniversary Update screenshot

Tra le novità dell’Anniversary Update c’è anche la pesca, attività facoltativa che non solo vi permetterà di preparare gustosi manicaretti con cui rimpinzare la salute del vostro avatar, ma vi garantirà l’accesso ad una nuova gilda

Ogni mossa, insomma, va attentamente pianificata, soppesando rischi ed opportunità di ogni decisione presa, consapevoli che mettere le mani per primi sui tesori, non equivale affatto a vittoria sicura.

Ci sono innumerevoli analogie tra Sea of Thieves e No Man’s Sky, non ultima l’attenta e puntuale strategia di aggiornamenti che hanno progressivamente potenziato le due produzioni, senza per questo snaturarne i concept originari. L’Anniversary Update, in questo senso, va a sopperire ad alcune lacune palesata dalla creatura di Rare, introducendo un paio di modalità che incanalano gli sforzi degli utenti in imprese più strutturate e, per certi versi, canoniche.

Oggi più che mai, vale la pena dare una chance alla produzione di Microsoft, forte di un carisma unico e in grado di offrire un’esperienza assolutamente inedita.

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