Siamo entrati in quel periodo dell’anno in cui gli appassionati di titoli sportivi si fermano a osservare l’eterna sfida tra Electronic Arts da una parte e Konami dall’altra, ovvero tra FIFA 2020 e eFootball PES 2020. Stavolta, però, con un po’ di verve agonistica, con più piglio competitivo, perché il titolo giapponese è sceso in campo svelando l’accordo con la Juventus per averne la licenza in esclusiva, il che costringerà il rivale ad appellarsi a un fittizio Piemonte Calcio per raccontare le gesta dei bianconeri: un ribaltamento dei ruoli per quanto riguarda la squadra più tifata in Italia, che potrebbe rimescolare le carte in tavola negli equilibri della sfida nel nostro Paese. La pubblicazione della demo del nuovo capitolo di PES ci ha inoltre permesso già di farcene una prima impressione.

Ci siamo lanciati in qualche partita di esibizione, scegliendo per la maggior parte delle volte proprio la Juventus, così da poter godere sia del dettaglio grafico utilizzato sia dell’atmosfera che Konami ha ricreato: pur non essendo schierati verso nessuna squadra di quelle presenti nella demo, non abbiamo non potuto apprezzare le coreografie e i cori personalizzati a favore dei bianconeri. La versione di prova mette comunque a disposizione 13 diversi team, permettendoci anche di giocare in co-op, ma l’attenzione non poteva che ricadere sulla compagine allenata da Sarri, a fronte di – vogliamo ribadirlo – un’esclusiva triennale che porrà l’accento sulla società calcistica più chiacchierata al mondo, soprattutto dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo, durante la scorsa estate. Tra le altre licenze che Konami ha saputo conquistare troviamo quella del Bayern Monaco, altro cruccio degli ultimi anni, e il campionato brasiliano, che sta acquisendo gradualmente maggior interesse anche in Italia. L’impegno da parte del publisher giapponese, insomma, si nota anche in questi piccoli passi in avanti, soprattutto dopo qualche anno di bandiera bianca nell’eterna sfida a FIFA.

eFootball PES 2020 Juventus

L’accordo tra PES e la Juventus è di durata triennale

È impossibile non notare immediatamente la precisione delle reazioni dei calciatori nei contrasti fisici: l’intervento, che si tratti della scivolata o del contrasto normale, così come anche il controllo palla in fase offensiva, vengono resi proprio come nella realtà, evitando di emulare quell’aspetto prettamente arcade che appartiene alla serie rivale. Perfezionamenti molto importanti per il First Touch Impact, che danno maggior fisicità alla palla, che rischia persino di essere mancata in fase di impatto se coordinati male al momento del tiro, soprattutto se al volo con palla spiovente. Da non sottovalutare anche l’inserimento del Finesse Dribbling, un’altra importante feature che è stata realizzata, tra l’altro, con la supervisione di Andres Iniesta, il talento spagnolo oramai emblema del calcio giapponese, da quando è capitano del Vissel Kobe. Avendo tra le nostre mani la possibilità di giostrarci con i piedi di Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala, Douglas Costa e Aaron Ramsey abbiamo notato come tutti i dribbling fossero più precisi, rendendo la gestione del pallone stesso molto più meticolosa e accorta, andando a eliminare quei movimenti legnosi e un po’ ruvidi presenti nelle edizioni precedenti della serie.

“È impossibile non notare immediatamente la precisione delle reazioni dei calciatori nei contrasti fisici”Quello che manca ancora al videogioco targato Konami è l’immediatezza di alcuni momenti della partita, aspetti che rendono FIFA molto più dinamico e adatto ai giocatori che preferiscono non temporeggiare inutilmente in momenti di stasi che riducono l’adrenalina della partita: velocizzare le fasi di rimessa dal fondo e il recupero del pallone da parte dei giocatori, il non dover necessariamente proporre un replay per tutte le azioni salienti e soprattutto cercare di ridurre l’attesa tra lo skip e la ripresa della gara sono aspetti che PES dovrebbe ancora correggere. Parliamo pur sempre di una demo però e la speranza di vedere questi meccanismi velocizzati nel gioco finale resta.

eFootball PES 2020 Juventus

Come da tradizione della serie la resa dei volti dei giocatori promette di essere superiore rispetto a FIFA

Tornando invece alle nuove feature del gameplay abbiamo potuto apprezzare anche l’aggiunta dell’Inspire, quello che più facilmente potremmo ricollegare al famigerato Momentum di FIFA. In questo caso, però, tale aspetto è ad appannaggio dei talenti individuali, che vanno a influenzare il comportamento dei compagni schierati in campo: tutto è collegato all’intelligenza artificiale, che nelle fasi più attive della partita va a influire sulla squadra, spingendola a un pressing maggiore e ad aggredire di più gli avversari. Da rivedere è la fase difensiva, che è stato il tallone d’Achille per tante edizioni anche di FIFA d’altronde, ma che con le squadre di un certo blasone riesce a non essere troppo dannosa, grazie al recupero nell’uno contro uno dei campioni a nostra disposizione: tutto sarà da vedere e testare quando saremo alla guida di squadre meno forti o di team allestiti in maniera provvisoria all’inizio della nostra eventuale avventura manageriale e non avremo Cancelo e Alex Sandro sugli esterni, pronti alla diagonale perfetta.

Servirà un’analisi più approfondita del gameplay puro dell’esperienza calcistica, così come delle modalità offerte, ma intanto è già palese che eFootball PES 2020 voglia staccarsi sempre di più dal binario arcade che ha imboccato FIFA e sposare la scelta della simulazione calcistica, soprattutto dal punto di vista degli impatti fisici e della gestione della palla.

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