Codemasters aveva un obbligo morale verso se stessa e anche verso il mercato videoludico: riscattare l’insuccesso chiamato ONRUSH, titolo che ha fatto tremare le radici del team di sviluppo anglosassone. Per farlo la decisione è ricaduta su GRID, serie seguito di TOCA, composta da tre titoli, l’ultimo dei quali datato 2014. Durante la gamescom 2019 ha avuto modo di esaltare la propria produzione raccontandoci di aspetti teorici affascinanti, che ci auguriamo troveranno riscontro nella pratica del gioco finito, ma intanto sfrecciare a Roma con una Ferrari ci ha divertito.

Ad un primo sguardo il gioco sembra figlio di un’epoca diversa dall’attuale: non c’è un meteo dinamico, aspetto che oramai appartiene quasi a tutti i congeneri, da Project Cars 2 in giù, e la modalità principale, la carriera, è semplicemente un susseguirsi di eventi che vanno affrontati in ordine non preciso. Tra l’altro per sbloccare l’evento successivo non è nemmeno necessario vincere il precedente, ma semplicemente parteciparvi: sicuramente un modo per strizzare l’occhio alla realtà, d’altronde Vettel non deve vincere il GP di Monaco per presenziare a quello di Dubai, ma che non soddisfa la necessità videoludica. Chiaramente l’impostazione è diversa, ma dinanzi a una campagna à la Forza Horizon 4, con un open world e un free roaming da far impallidire qualsiasi altro videogioco del genere, GRID sfigura moltissimo, anche a fronte di un sistema di personalizzazione che non ci è sembrato di altissimo livello, ma che dovrà essere approfondito.

GRID screenshot

“GRID affronta una sfida non facile: vuole contestualmente strizzare l’occhio ai puristi, quindi a quelli che cercano una simulazione vera e propria, e agli amanti dell’arcade, che potranno godersi un’esperienza che esula dalle problematiche del realismo”Alla prova su strada GRID affronta una sfida non facile: vuole contestualmente strizzare l’occhio ai puristi, quindi a quelli che cercano una simulazione vera e propria, e agli amanti dell’arcade, che potranno godersi un’esperienza che esula dalle problematiche del realismo. Avrete sì la possibilità di sfruttare un rewind per correggere i vostri errori – la durata verrà decisa da voi – ma comunque dovrete fare attenzione ai danni subiti dalla vostra auto. Quello che ci ha più colpito è il nemesis system: non stiamo parlando di un qualcosa simile a La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, che ne faceva ampio sfoggio, ma di un sistema che spingerà l’IA a comportarsi diversamente nei vostri confronti. Dal punto di vista teorico si tratta di una feature sicuramente interessante, ma che si è palesata poche volte dinanzi ai nostri occhi: in sostanza nel caso in cui decidessimo di usare i nostri avversari come scudo durante una curva o una derapata non facilissima, questi, a danni subiti, diventeranno molto più cattivi nei nostri confronti, cercando sempre di più il contatto e di buttarci fuori pista. Una guida pulita, invece, non scatenerà nessuna vendetta. L’aspetto particolare è che Codemaster ha previsto 72 diversi caratteri per gli altri guidatori, il che significa che ognuno di loro potrà comportarsi in maniera diversa e reagire in altrettanti modi, con un grado di suscettibilità vario. Il lavoro sulla IA continua anche nel momento in cui i piloti possano sbagliare curva, andare in testacoda e dimostrare di aver calcolato male la traiettoria, proprio come potrebbe capire a noi stessi. Gli eventi casuali sono molto presenti, quindi, ma non sappiamo quanto effettivamente sarà impattante tale caratteristica nell’intera esperienza.

Per quanto abbiamo potuto vedere e provare GRID è un racing game molto basilare, con poche particolarità che emergono su strada, esclusi i caratteri dei piloti e il nemesis system, che cerca di rimanere in equilibrio tra arcade e realismo. Tecnicamente il gioco ci è sembrato molto stabile, grazie anche alla nuova versione dell’EGO Engine: i modelli sono molto curati, così come i circuiti messi a disposizione. Quelli cittadini, in particolar modo, sono molto dettagliati e richiedono una buona dose di memoria per poter girare al meglio: su Xbox One tutto sembrava andare per il meglio. Una volta chiariti i dubbi legati alle modalità e al cuore del gameplay potremo effettivamente valutare GRID in tutte le sue qualità.

Consigliati dalla redazione