Cyberpunk 2077 è il titolo più atteso dell’ultimo biennio: il tempo che ci divide da qui fino al 2020 sembra un’eternità, soprattutto perché nel frattempo Night City continua a prendere forma sotto i nostri occhi, ma non tra le nostre mani. Così come per Dying Light 2, altro titolo molto atteso e col quale Cyberpunk 2077 condivide le mire espansionistiche e gli obiettivi di conquista, nemmeno per il titolo di CD Projekt RED abbiamo avuto la possibilità di tastare con i nostri polpastrelli cosa stanno creando per noi gli uomini di The Witcher. Poco male, perché la demo che ci è stata mostrata – quella poi svelata il 30 agosto scorso – ci ha permesso comunque di notare buone novità e conferme.

Night City sembra essere una città pronta ad accogliere i peggiori individui resistiti all’evoluzione fino al 2077: la tecnologia ha colpito tutto e tutti, dagli innesti corporei al vero e proprio funzionamento di ciò che abbiamo intorno a noi. Lo scenario che si dipana dinanzi ai nostri occhi non è però quello che ci aspetteremmo: semplicemente Night City non è la metropoli che tutti pensavano di poter vivere in un domani, magari noi stessi tra meno di 50 anni. Discoteche, negozi, ma anche eventuali centri commerciali che possano dare un senso alla quotidianità di un cittadino normale appartengono soltanto ai pensieri dei costruttori e di chi ha pensato di poter costruire una realtà florida: il 2077 è degrado, è povertà, è abbandono, è squallore, quello più disgraziato e dimenticato, nell’affrontare la vita stessa che nel normale dispiegamento di risorse umane. Lo scenario è disillusamente cyberpunk, con venature molto kitsch e con un trash che è spazzatura quanto anche espressione distorta dell’arte e della disposizione degli oggetti che fanno da contorno. Il dettaglio è, come potete immaginare, altissimo e davvero unico per un prodotto che vuole essere di una grandezza davvero unica: non sappiamo ancora quanto la Night City di CD Projekt RED possa essere grande, ma supponiamo che possa essere qualcosa di davvero mai visto prima d’ora.

 

Cyberpunk 2077 screenshot

Placide è il leader dei Voodoo Boys

Il nostro protagonista, di nome V, viene reclutato da un figuro che non sembra del tutto raccomandabile: risponde al nome di Placide ed è il capo dei Voodo Boys. L’obiettivo è quello di infiltrarsi in un centro commerciale che si trova verso la costa, divenuto il covo della gang rivale, che si chiama Animals. Ovviamente l’approccio che decideremo di dare alla nostra missione è prettamente soggettivo, perché potremo sia entrare urlando come dei dannati e sparare a più non posso (munizioni e arsenale permettendo), sia sgattaiolare come i migliori Sam Fisher all’interno della struttura. Nella demo che ci è stata mostrata la soluzione è stata proprio la seconda: d’altronde lo stesso Placide ci fa sapere che ogni azione comporta delle reazioni che non dovranno essere necessariamente positive per l’evolversi delle nostre azioni. Dovesse partire un proiettile per sbaglio la nostra vita ne risentirebbe, così come anche la missione in sé. Per questo motivo l’approccio più pacato e docile diventa fondamentale. Lo stacco che il team di sviluppo polacco ha voluto realizzare con The Witcher 3 è imponente: Cyberpunk 2077 evidenzia in maniera molto palese la possibilità di passare dallo stealth al gunplay in qualsiasi momento, semplicemente cambiando l’approccio alla missione. Siamo comunque dinanzi a un titolo action, che vuole il movimento e vuole concedervi la possibilità di esplorare Night City come meglio credete, affidandovi anche a una motocicletta prontissima a guidarvi in ogni dove: però entrare in un centro commerciale di nascosto, cercando di distrarre tutti e affondare il colpo nel momento opportuno è tutt’altra questione.

“Cyberpunk 2077 evidenzia in maniera molto palese la possibilità di passare dallo stealth al gunplay in qualsiasi momento, semplicemente cambiando l’approccio alla missione”Tra i momenti più elaborati sicuramente abbiamo apprezzato l’aver sabotato una vending machine vicino alla quale due appartenenti dell’Animals stavano dialogando: dopo averli distratti, colpirli è stato davvero immediato e molto facile. Poi delle lattine uscite dal distributore abbiamo fatto un buon tesoretto, com’è giusto che fosse: siamo certi che avremmo potuto in tantissimi altri modi stordirli o assaltarli, ma avendo a nostra disposizione un oggetto pronto a prestarsi a un intervento di hackeraggio dall’esterno, ne abbiamo approfittato. Quindi tra telecamere e sistemi di sicurezza, supportati da Johnny (il tanto chiacchierato personaggio interpretato da Keanu Reeves) che ci guidava da una sorta di hub di controllo, abbiamo osservato il nostro V arrivare a conclusione della missione. Con una boss fight che ci ha visto fronteggiare Sasquatch, il leader degli Animals.

Cyberpunk 2077 screenshot

Quando le cose vanno male è sempre possibile tirare fuori l’artiglierìa pesante

La sensazione è quella di trovarci dinanzi a un titolo che può permetterci tantissimi approcci e che può guidarci in un’esperienza abbastanza unica: finché non avremo la possibilità di raccontarvi il feeling che Cyberpunk 2077 riesce a trasmettere con un controller tra le nostre mani sarà ovviamente complesso potervi dire di più. Per adesso è come guardare un bellissimo quadro che racconta un futuro che non ci aspettavamo sicuramente, ma in quel dipinto vorremmo davvero entrarci e scoprire in che modo possiamo viverlo. Per questo e per tutto il resto non possiamo far altro che rimandarvi al momento in cui CD Projekt RED deciderà di farci toccare con mano questa esperienza che promette di essere incredibile.

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