In un’intervista rilasciata all’Hollywood Reporter Norman Reedus, che nel gioco interpreta Sam Porter, il protagonista, ha parlato di come sia stato lavorare con Hideo Kojima su Death Stranding, l’attesissimo videogioco in uscita il prossimo 8 novembre su PlayStation 4 e nel corso del 2020 su PC.

Reedus ha prima parlato di come abbia conosciuto Kojima, a far da tramite è stato Guillermo del Toro, grande amico di entrambi e del quale si fida ciecamente, avendogli dato il primo lavoro come attore. I tre avrebbero dovuto lavorare insieme su di un nuovo Silent Hill, ma il progetto, lo sappiamo, si concretizzò solo in una demo (P.T.), prima di essere interrotto a causa delle divergenze tra Konami e il game designer. Qualche tempo dopo Kojima tornò alla carica con Reedus per Death Stranding, con Sony Interactive Entertainment alle spalle.

Reedus, che non è un giocatore, non avrebbe mai pensato di far parte di un videogioco, ma ha descritto l’esperienza di indossare la tuta per il motion capture come estremamente divertente (anche al netto del tempo necessario per applicare i sensori e toglierli). Sul set ha lavorato con gli altri attori coinvolti (Mads Mikkelsen, Léa Seydoux e altri ancora), ma molte volte era da solo con Kojima, ed è stato in quelle occasioni che ne ha potuto apprezzare il genio. “Genio tra i geni”, l’ha definito. “La sua mente è su di un altro livello. Nella maggio parte dei casi un regista ha talmente una scena in testa che quando gli proponi qualcosa di nuovo vanno incorto circuito. Hideo è l’opposto, gli dici ‘Forse dovrei fare questo’ e lui ‘Sì, fallo!’, è una mente collaborativa, vuole ascoltare i tuoi input. È molto divertente lavorare con lui, se facesse un film o altro sarei lì in un batter d’occhio.”

 

 

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Fonte: The Hollywood Reporter

 

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