Con l’annuncio della sua, fondamentale, presenza all’interno di Marvel’s Avengers, nelle ultime settimane i riflettori di tutto il mondo si sono puntati su Kamala Khan, la giovane Ms. Marvel. Dopo aver provato un intero livello nei suoi panni e dopo averne parlato a lungo con Scot Amos, Studio Head di Crystal Dynamics, possiamo confermare che l’intera trama del titolo prodotto da Square-Enix ruoterà proprio attorno a Ms. Marvel.

Ma chi è Kamala? Quale è la sua storia editoriale? Come potrebbe inserirsi all’interno di Marvel’s Avengers?

Le origini della giovane ragazza pakistana risalgono al 2013, quando la Casa delle Idee decise d’introdurre una serie di personaggi differenti dalle controparti originali, in modo da poter lavorare su uno dei temi più cari alla Marvel: la diversità. Fu quindi introdotto un Captain America di colore (Sam “Falcon” Wilson), un Thor donna (Jane Foster) e una Ms. Marvel musulmana. Ma badate bene: non si è trattato né di politically correct, né di abili mosse di marketing, ma del bisogno di raccontare nuove storie che potessero aggiornare le tematiche che da sempre contraddistinguono gli eroi della casa editrice americana. Dopo aver fatto la sua comparsa in un episodio di Captain Marvel, Kamala è diventata protagonista di una sua serie personale, scritta da G. Willow Wilson, disegnata da Adrian Alphona e pubblicata nel febbraio del 2014.

 

Marvel's Avengers

 

Kamala scopre di avere una lontana discendenza inumana in seguito alla diffusione delle Nebbie Terrigene su tutto il pianeta: dopo aver inalato la sostanza aliena ed essere fuoriuscita dal bozzolo della mutazione, ottiene il potere di modificare le dimensioni del proprio corpo. Un po’ Mr.Fantastic, un po’ Ant-Man, con una spruzzatina di Golia: ecco quali sono le abilità di una supereroina che, prima di passare dall’altra parte, idolatrava i supereroi e, in particolare, Captain Marvel. La serie regolare di Kamala, oltre a raccontare le prime avventure di una ragazza dal cuore impavido, tratta temi molto importanti come la religione e i doveri nei confronti della propria famiglia. Tutti i comprimari della serie sono caratterizzati alla perfezione e vanno a comporre un mosaico di personaggi che non solo aiutano Kamala a migliorarsi come eroina, ma che le permettono di crescere anche come persona.

Lo scontro più importante che affronta Ms.Marvel, infatti, non è quello contro i molteplici villain di New York, ma quello interiore tra quello che crede essere giusto e quello che le è stato insegnato essere giusto.

 

 

Il sapiente mix tra argomenti attuali, dialoghi brillanti e uno stile di disegno tanto semplice quanto funzionale, sono stati gli elementi che hanno permesso alla serie di Ms. Marvel di guadagnare un consenso pressoché univoco di pubblico e critica. In pochi mesi, Kamala è diventata uno dei personaggi più amati della Marvel, cosa che ha spinto la sua sceneggiatrice principale ad affrontare argomenti sempre più delicati e agli altri autori della Casa delle Idee d’inserire l’erede di Carol Danvers all’interno di storie di più ampio (e classico) respiro.

Vediamo Ms. Marvel entrare a far parte prima dei Nuovissimi Avengers e poi dei Champions, un gruppo di supereroi (tra i quali milita anche Miles Morales) che ha come scopo non quello di affrontare le minacce cosmiche, ma di aiutare la gente comune, costretta ad avere a che fare con supercriminali e i problemi di tutti i giorni. Dopo una valida saga in concomitanza con il mega evento Secret Wars, Kamala ha anche avuto un ruolo importante in Civil War II, dove la sua cieca fede in Captain Marvel ha, per la prima volta, vacillato. Vacillato proprio come sembra fare anche nel titolo targato Crystal Dynamics, dove vedremo la giovane ragazza che, da “semplice” spasimante dei supereroi, sarà costretta a confrontarsi con le loro paure più profonde e a vedere il lato peggiore di un gruppo ormai allo sbando.

 

 

Nonostante Ms. Marvel sia stata mostrata ancora troppo poco per poter dare un giudizio definitivo sul suo personaggio, sono bastati due trailer e qualche minuto di giocato per capire che la software house americana sembra aver compreso appieno la psicologia dell’eroina, portandone una versione per molti versi simile all’interno dell’industria videoludica.

 

Marvel's Avengers

 

Ma perché mai Kamala Khan ha ottenuto tutto questo successo? Semplice: perché Kamala siamo tutti noi.

Tutti noi abbiamo dovuto scontrarci con noi stessi, affrontare ciò che credevamo giusto per poi crescere, sino a diventare la miglior versione possibile di noi stessi. Le avventure di Ms. Marvel parlano direttamente al nostro cuore. Un cuore che batte per i supereroi e che, una volta ottenuti i grandi poteri, ci mette di fronte anche tutte le grandi responsabilità del caso.

Questa cosa la sanno bene i ragazzi di Crystal Dynamics, che hanno deciso di bruciare sul tempo Disney, inserendo il personaggio di Kamala tra i protagonisti della propria produzione. Nel caso non abbiate intenzione di giocare a Marvel’s Avengers, sappiate che potete sempre aspettare la serie tv in lavorazione per Disney+, che permetterà al grande pubblico degli appassionati del Marvel Cinematic Universe di conoscere uno dei personaggi della Casa delle Idee più interessanti da molto tempo a questa parte.

 

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