Star Wars Jedi: Fallen Order è riuscito nell’intento di mettere d’accordo pubblico e critica, che si sentono di definire il titolo targato Respawn Entertainment come una delle migliori produzioni ambientate nell’universo di George Lucas mai realizzate.

Come vi abbiamo già accennato nello speciale dedicato a Cal Kestis, l’ex-allievo Padawan è costretto a fuggire da Bracca, il pianeta nel quale si era rifugiato dopo l’Ordine 66, per impedire che gli Inquisitori lo trovino e lo uccidano.

Ma da dove arrivano questi Inquisitori? Chi li ha creati?

Per scoprire l’origine di questo gruppo di cacciatori di Jedi, bisogna risalire all’albo a fumetti Darth Vader 34, uscito in Italia nel maggio del 2018 e ad opera di Charles Soule (alla sceneggiatura) e del nostro Giuseppe Camuncoli (ai disegni). All’interno della sesta parte della saga “Il Prescelto”, l’Imperatore tende una trappola a Darth Vader e, con l’inganno, lo obbliga ad affrontare il Grande Inquisitore, un avversario mortale dal passato misterioso. Nel corso dell’episodio, scopriamo come Palpatine abbia fondato l’Inquisitorio, un gruppo composto dalla sapiente selezione di una serie di individui dal forte legame con la Forza e, nello specifico, con il Lato Chiaro di essa.

Lo scopo del malvagio tiranno, infatti, è quello di avvicinare i suddetti individui e di corromperli sfruttando le loro più grandi paure e debolezze. Il Grande Inquisitore, ad esempio, era un arrogante Maestro Jedi che, stanco di non ricevere supporto da parte del Consiglio, ha cominciato a covare astio nei confronti dei suoi compagni. Una volta riuscito nell’intento di minare le sicurezze dei suoi bersagli, Darth Sidious li manipola e li costringe a utilizzare le loro capacità per cercare, trovare e uccidere tutti i Guerrieri Jedi sopravvissuti all’Ordine 66.

 

 

Proprio nel succitato numero 34 di Darth Vader vediamo comparire in più di qualche vignetta anche la Seconda e la Nona Sorella, due elementi cardine degli Inquisitori che i giocatori di Star Wars Jedi: Fallen Order ormai conosceranno sin troppo bene.

 

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