Journey to the Savage Planet potrebbe ricordarci che non si vive di soli tripla A, soprattutto se le così dette killer application fanno le preziose, rimandando a data da destinarsi il giorno del loro debutto ufficiale, pratica divenuta sconcertante norma proprio in questi giorni, come ben sappiamo purtroppo.

Tra gli innumerevoli titoli che giornalmente si affacciano speranzosi sul mercato, tra roboanti produzioni multi-milionarie e coraggiosi indie realizzati con pochi uomini e ancor meno soldi, spicca tutt’ora quel manipolo di titoli che, pur senza l’ardire di rivoluzionare il genere di riferimento, hanno tutte le carte in regola per divertire, appassionare, intrattenere per una manciata di ore. Ai tempi di PlayStation 2, Xbox e Game Cube, non era difficile imbattersi in giochi di questo tipo, onesti mestieranti che rinunciando a campagne marketing faraoniche riuscivano a ritagliarsi una fetta di fan sfegatati, ipnotizzati da gameplay quasi inspiegabilmente assuefacenti.

Con l’avvento dell’HD, con il moltiplicarsi dei costi di produzione, siamo stati testimoni di una vera e propria estinzione di massa di questo “ceto medio”. Journey to the Savage Planet, in questo senso, è un panda, un raro, paffuto e simpatico esponente di una categoria ormai esigua, un titolo che promette di strappare numerose risate e di incantare tutti coloro che gliene daranno l’opportunità.

Sviluppato dalla debuttante Typhoon Studios, atteso il 28 gennaio su PlayStation 4, Xbox One e PC, in esclusiva per Epic Store, ha potenzialmente tutte le carte in regola per fare la felicità di tutti gli aspiranti esploratori del cosmo che non amano prendersi troppo sul serio.

In attesa della recensione, in arrivo sulle pagine di Badtaste tra un paio di giorni, avendolo provato in anteprima vogliamo fornirvi cinque validi motivi per cui vale la pena tenerlo in considerazione: