Non avessimo già tessuto sufficienti lodi di DOOM Eternal nella nostra entusiastica recensione, torniamo a farlo in questo approfondimento che analizza il Battlemode, modalità multiplayer online che solo ora che i server sono stati ufficialmente aperti abbiamo avuto modo di scoprire e conoscere appieno.

Un po’ come fu per lo sfortunato Evolve, si tratta di una modalità competitiva asimmetrica, 1vs2. Nei panni dello Slayer, l’utente in inferiorità numerica dovrà difendersi e rispedire all’inferno due demoni controllati da altrettanti videogiocatori.

A riequilibrare l’apparente disparità, la maggior resistenza ai colpi del soldato. Dall’altra, tuttavia, peserà la possibilità di evocare minion e piazzare trappole ambientali, oltre alla certezza del respawn se entrambi i demoni non veranno abbattuti entro un lasso di tempo che si aggira attorno ai venti secondi.

L’elemento alla base del gameplay di DOOM Eternal, ovvero la frenesia, è insomma rispettato, salvaguardato, riproposto identico anche online, con buona pace di chi temeva il tradimento del concept che ha fatto la fortuna del reboot della saga.

 

DOOM Eternal screenshot

 

Lo Slayer ha dalla sua un’innata agilità ed un arsenale di tutto rispetto, contando che in ogni partita potrà fare affidamento sulle mod di ogni bocca di fuoco, ulteriore freccia nel suo arco che amplia a dismisura il ventaglio di strategie che potrà sfoderare sul campo di battaglia. Il modo migliore per sopravvivere, tuttavia, è sempre quello: non fermarsi mai. Sia per eludere il fuoco nemico, sia per recuperare vita e munizioni abbattendo i nemici più deboli, l’imperativo è muoversi continuamente, tanto più che fermarsi per rifiatare, diventando così un bersaglio facile, equivale a morte certa.

Dall’altra parte dello schieramento, collaborazione e coordinazione sono fondamentali per spuntarla. In questo senso, già la selezione del demone, tra i cinque disponibili, risulta essenziale. Affiancare un mostro che dà il suo meglio a breve distanza, con uno che predilige colpi a lungo raggio, può rivelarsi azzeccato, così come attirare lo Slayer in una trappola, lasciandogli eliminare un gruppo di minion, opportunamente piazzati, con l’illusione di recuperare facilmente risorse e vita.

Evocazioni, trappole e bonus temporanei di velocità o difesa, sono naturalmente abilità vincolate a tempi di cooldown ben specifici, tanto più prolungati, quanto più l’abilità è impattante sull’andamento della partita.

Non mancano inoltre i perk, selezionabili prima di ogni set e disponibili per entrambi gli schieramenti. Lo Slayer, ad esempio, può equipaggiare granate extra, rendere più efficiente il suo lanciafiamme, garantirsi cartuccere più ampie. I demoni, dal canto loro, possono ottenere bonus di vita o incrementare l’attacco degli aiutanti evocati.

Strategia e adrenalina si fondono indissolubilmente nel Battlemode, regalando a tutti i possessori di DOOM Eternal una modalità multiplayer piacevole, divertente, assolutamente in linea con il feeling e il gameplay amato nella campagna in singolo.

 

DOOM Eternal screenshot

 

Se proprio si può muovere una critica, questa va rivolta al non perfetto bilanciamento tra i due schieramenti. Per quanto lo Slayer sia in grado di incassare più colpi dei diretti avversari, vincere nei suoi panni è nettamente più difficile che farlo quando si ricopre il ruolo di demone. Sebbene questa caratteristica incrementi, in certe situazioni, il divertimento, e quindi la soddisfazione nel caso in cui se ne esca vincitori, è inevitabilmente un aspetto su cui id Software dovrà intervenire pur lievemente.

Anche l’hud, a dirla tutta, è piuttosto invasiva, piena di indicatori che sì, aiutano a tenere sotto controllo la situazione del proprio team e di quello avversario, ma che affollano fin troppo lo schermo.

Divertente e frenetico, il Battlemode accresce ulteriormente il valore di DOOM Eternal. Modalità assolutamente accessoria e secondaria all’economia del titolo, è tuttavia un ottimo supplemento, nonché il perfetto passatempo per prendersi una piacevole e adrenalinica pausa dalla campagna in singolo.