Manca ormai meno di una settimana dall’uscita ufficiale di Final Fantasy VII Remake, riproposizione di uno dei capitoli del franchise targato Square più famosi e amati di sempre.

Come ben saprete se ci seguite da qualche tempo, il nuovo titolo diretto da Tetsuya Nomura e Naoki Hamaguchi è riuscito a convincerci appieno nel corso dell’evento organizzato da Koch Media in quel di Milano. Durante il nostro hands-on delle fasi iniziali dell’avventura di Cloud, infatti, abbiamo non solo riscontrato una regia e un comparto tecnico di altissimo livello, ma anche un combat system davvero eccezionale, in grado di intrattenerci e divertirci come un Final Fantasy non faceva da troppo tempo.

 

 

Forti di queste ottime sensazioni, aspettiamo trepidanti la data del 10 aprile, giorno in cui potremo finalmente inserire il disco di questo nuovo Final Fantasy VII nella nostra PlayStation 4.

Per ingannare l’attesa, ma senza perdere il focus sull’opera di Square, Vite Digitali sta ospitando da ormai più di un mese i principali protagonisti che incontreremo in questo primo capitolo del Remake. Dopo aver analizzato i quattro eroi che potremo utilizzare nel gioco e un quinto personaggio, che potremo però utilizzare solamente a partire dal prossimo episodio, è finalmente giunto il momento del principale villain della settima Fantasia Finale. Un villain che, con il passare degli anni è diventato sempre più iconico, riuscendo a emergere dal “semplice” fandom di Final Fantasy e imponendosi come uno dei più importanti antagonisti videoludici di tutti i tempi. Stiamo ovviamente parlando di Sephiroth, il SOLDIER più forte di tutta Gaia e vera e propria nemesi di Cloud Strife.

 

 

Per quanto sia molto difficile analizzare nel dettaglio Sephiroth senza entrare nella tanto temuta zona spoiler, sappiate che anche in questo episodio di Vite Digitali abbiamo prestato particolare attenzione a non rivelare nulla che possa arrecarvi fastidio. Questo per evitare che tutti coloro che non hanno mai avuto occasione di giocare a Final Fantasy VII dal 1997 ai giorni nostri possano rovinarsi una delle principali esperienze videoludiche della storia. Vi ricordiamo, prima di cominciare, che Vite Digitali è la rubrica settimanale che si occupa di analizzare i principali personaggi provenienti dai videogames da un punto di vista emotivo, per capire cosa essi provino e, di conseguenza, cosa siano in grado di trasmettere al giocatore.

Tutto quello che vi serve sapere di Sephiroth, prima di intraprendere la vostra avventura nei panni di Cloud e dei suoi alleati, è che l’uomo dal volto angelico viene ricordato da tutti come il miglior soldato delle forze speciali SOLDIER che sia mai esistito, in grado d’impressionare tutti con le proprie abilità e con un innato carisma. Improvvisamente, però, qualcosa deve essere cambiato irrimediabilmente nella vita del guerriero, portandolo a diventare una minaccia non solo per i nostri eroi, ma per l’intero Pianeta.

 

 

Ma cosa si nasconde nel passato di Sephiroth? Qual è il legame con Cloud? Perché è considerato da tutti i giocatori come uno dei personaggi più interessanti del franchise?

Come già anticipato, in questo articolo non troverete la risposta alle prime due domande, per le quali vi invitiamo ad acquistare il gioco, ma alla terza proveremo comunque a dare la nostra personale opinione. Per prima cosa, il metodo con il quale Sephiroth viene introdotto al giocatore evidenzia una notevole maestria da parte degli sviluppatori. Il principale nemico di Final Fantasy VII Remake, infatti, viene inizialmente solo menzionato all’interno di alcuni dialoghi, guadagnando pian piano un’aura di mistero che, di volta in volta, contribuisce a renderne la figura a metà tra il mito e la leggenda. La progressiva comparsa in scena e il ritmo con il quale viene raccontato il suo passato, fondendolo con il presente dei nostri eroi, riesce a calamitare l’attenzione del giocatore, rendendolo sempre più curioso e alimentando la sua voglia di risposte, con nuove domande.

Il passato epico da SOLDIER e l’aspetto estetico in grado di trasmettere carisma da tutti i pori contribuiscono ulteriormente a dipingere una figura dalle caratteristiche più vicine a quelle di un eroe, che a quelle di un villain. Anche il lessico elegante e pacato che Sephiroth utilizza nei suoi dialoghi, inoltre, conferma una maestosità di fondo che, in più di un’occasione, ci spinge a parteggiare per il nobile guerriero.

 

 

Attratti dall’aspetto fisico e psicologico e incuriositi dalla sua graduale entrata in scena, Sephiroth conquista definitivamente il giocatore quando il mistero che avvolge la sua persona viene lentamente svelato. Vogliamo sapere quale sia il passato di questo eroe. Dobbiamo capire perché egli abbia fatto quello che ha fatto. Cerchiamo continuamente di comprendere il suo punto di vista. Perché? Perché, sotto sotto, vorremmo che Sephiroth non fosse il cattivo di questa storia.

L’abilità con la quale gli sviluppatori hanno saputo delineare la principale minaccia di Final Fantasy VII Remake, infatti, difficilmente è stata replicata in altri capitoli del franchise Square, che spesso si sono trovati ad avere a che fare con personaggi più piatti e/o meno carismatici del potente SOLDIER. Nonostante questo possa essere accaduto talvolta a causa di qualche leggerezza in fase di scrittura (Final Fantasy XV), altre volte, invece, è dovuto a una maggior attenzione ai personaggi positivi della vicenda, in quanto veri e propri protagonisti della storia (Final Fantasy X). Sephiroth, insieme a Kafka (Final Fantasy VI), riesce ad attirare inevitabilmente l’attenzione su di sé, rubando talvolta la scena agli eroi della vicenda e instaurandosi nel cuore dei giocatori grazie non solo a una storia dall’indubbio (e misterioso) fascino, ma anche a una presenza in scena tanto presente da conquistare e tanto assente da volerne ancora di più.

 

 

Insomma, come disse lo scrittore e filosofo Baltasar Graciàn: “Se non ci si dichiara immediatamente, si crea attesa… Bisogna aggiungere un po’ di mistero alla vita di tutti i giorni e si suscita venerazione. E quando viene il momento delle spiegazioni, non si deve essere troppo espliciti… in questo modo si imita il divino quando si pongono gli uomini nella condizione di osservare e meravigliarsi.” E Square, con l’antagonista di Final Fantasy VII, è riuscita a trasmettere alla perfezione questo insegnamento.