Last Day of June è uno di quei rari titoli in grado di far comprendere ai giocatori di tutto il mondo quali siano le reali possibilità offerte dal panorama videoludico italiano. Sviluppato da Ovosonico, sotto la stretta direzione di Massimo Guarini, il titolo è stato pubblicato nel 2017 su PC e PlayStation 4, ricevendo poi un discreto porting su Nintendo Switch nel 2018.

La critica e il pubblico, quasi all’unanimità, hanno apprezzato l’ottimo lavoro del team nostrano, elogiandone non solo il comparto narrativo, ma anche l’aspetto tecnico. Last Day of June, infatti, vanta uno stile visivo in grado di mescolare i colori ad acquerello con i modelli 3D e una colonna sonora a dir poco strepitosa. La parte musicale, infatti, è stata curata da Steven Wilson, frontman del gruppo rock Porcupine Tree e alla costante ricerca di nuove tecniche sonore da sperimentare.

A conquistare davvero chiunque decida di metterci sopra le mani, è però l’atmosfera e la storia che avvolgono la produzione Ovosonico. Proprio come quella nostalgia che si prova in autunno, quando le foglie degli alberi cambiano colore e virano verso il giallo e l’arancione, Last Day of June saprà insinuarsi nei vostri cuori, riempiendoli di malinconia. Una malinconia, però, senza l’accezione negativa del termine e capace di lasciare una sensazione piacevole ogni qualvolta che penserete alle avventure di Carl e June.

 

 

Visto il calare ormai di questa bizzarra estate del 2020, abbiamo quindi deciso di dedicare l’episodio di questa domenica di Vite Digitali proprio a Carl, amareggiato protagonista del succitato titolo italiano. Per coloro che non lo sapessero, Vite Digitali è la rubrica settimanale dedicata ai protagonisti dei videogiochi che più hanno saputo colpirci. Come ci teniamo sempre a specificare, nelle prossime righe non troverete spoiler di alcun tipo, limitando la descrizione della trama al semplice incipit di gioco. In questo modo, tutti coloro che saranno tentati dall’idea di recuperare il titolo in questione, potranno farlo senza alcun problema.

Giusto per dare un minimo di contesto al nostro discorso, Last Day of June vede come protagonista Carl, un uomo incapace di superare il trauma per aver perso la propria amata in un incidente d’auto. Un giorno, però, Carl scopre di poter attraversare i quadri dipinti dalla moglie per rivivere alcuni istanti di quella terribile giornata attraverso gli occhi di tutte le figure coinvolte nel tragico evento. Inutile dire che l’uomo sarà disposto a fare qualsiasi cosa, pur di tentare di salvare l’amore della sua vita dal suo triste destino.

 

 

Come avrete già capito, Last Day of June tratta tematiche estremamente delicate, utilizzando come mezzo di comunicazione l’avventura di Carl, ridotto sulla sedia a rotelle in seguito all’incidente. Parte della magia del titolo Ovosonico sta proprio nel riuscire a comunicare emozioni forti e profonde, senza il minimo dialogo. All’interno del mondo di gioco, infatti, i personaggi parlano tra di loro, ma il suono risulta spesso ovattato e non si riesce a cogliere il significato delle parole. Per capire le intenzioni dei vari personaggi, infatti, bisognerà affidarsi al loro linguaggio del corpo e all’intonazione del versi emessi dalle varie persone. Questo obbliga il giocatore a rimanere concentrato, senza fare lo sforzo di dover leggere/comprendere, ma percependo comunque il mood voluto dagli sviluppatori. Insomma, come direbbe Christopher Nolan, “non cercare di capirlo, sentilo!”

In tutto questo, Carl è il simbolo perfetto di un amore irrisolto. Dopotutto, qualsiasi amore stroncato prima della sua giusta fine può essere considerato “irrisolto”, lasciando nel cuore di chi ama una pesantezza a tratti soffocante. Carl non accetta la morte della moglie. Non accetta nemmeno quello che è diventato. Non accetta che la persona con la quale ha deciso di condividere la propria vita non sia più al suo fianco, lasciando solamente lo spazio su una poltrona vuota. Ecco che queste emozioni vengono sapientemente comunicate al videogiocatore, che si sentirà in dovere di fare di tutto per porre fine a quella situazione tanto dolorosa. Una situazione che, per assurdo, potrebbe capire a chiunque di noi.

 

 

Last Day of June è un titolo che dovremmo giocare tutti proprio perché in grado di parlare direttamente al nostro cuore, qualsiasi lingua esso comprenda. Se volete vivere una storia lontana dagli FPS moderni, dai titoli dal forte stampo realistico, dal multiplayer online e dagli open world dalla durata superiore alle 100 ore, l’opera Ovosonico è esattamente quello che fa per voi. Un piccolo spazio per poter tornare a respirare un’atmosfera più intima, più personale e più pura. Un piccolo panificio nel bel mezzo dei centri commerciali. Una solida casa nel bosco, circondata da palazzi al limite del futuristico.