Darksiders II Deathinitive Edition: la recensione

Certo che è strano pensare che Darksiders II Deathinitive Edition arrivi proprio su Nintendo Switch: è un po’ la chiusura di un cerchio, se vogliamo. Il primo Darksiders, vera e propria sorpresa della scorsa generazione, afferrava a piene mani le idee di gameplay dei The Legend of Zelda pre-Breath of the Wild, aggiungendo una componente ruolistica del tutto inedita nella saga Nintendo, dei combattimenti furiosi e una direzione artistica di altissimo livello curata da Joe “Mad” Madureira.

Nel 2012, quando ancora la crisi di THQ era lontana, Darksiders II continuava l’interessante tessuto narrativo iniziato nel precedente capitolo da Guerra, nel quale una rielaborazione del folklore dei Cavalieri dell’Apocalisse vedeva i quattro messaggeri della fine del mondo in mezzo a un complotto, accusati ingiustamente dell’imminente fine della Terra. Poi la citata crisi, la rinascita grazie a Nordic Games e l’idea di rilanciare quel titolo nel 2015 con Darksiders II: Deathinitive Edition, riedizione molto pigra e raffazzonata che serviva a far ricordare più che altro al mondo che il franchise esisteva ancora, e infine il recente Darksiders III che non è stato di certo il titolo che serviva per dare nuova linfa vitale al franchise.

Darksiders II: Deathinitive Edition Nintendo Switch screenshot

Non ci vedete un po’ di The Legend of Zelda: Twilight Princess?

Ed è interessante, quindi, che su una console prodotta da chi quella mistura così particolare degli action adventure l’ha inventata, arrivi proprio una produzione tra le più brillanti nell’omaggiare quel tipo di esperienza. A ulteriore testimonianza di come Nintendo Switch stia diventando sempre più la console delle seconde occasioni, come vi raccontavamo in uno speciale di qualche settimana fa.

Nel 2019 non è che ci sia molto da dire, effettivamente, su Darksiders. Si tratta di una serie action adventure che si ispira moltissimo alla vecchia scuola, nella quale però c’è una rilevante componente ruolistica, tra armi da equipaggiare, barra della vita, statistiche e abilità da sbloccare tramite l’avanzamento di livello. L’azione, inoltre, si avvicina molto di più a quella di un action con le combo da inanellare tra una schivata e l’altra, attacchi leggeri e pesanti, mosse speciali.

Darksiders II: Deathinitive Edition Nintendo Switch screenshot

I combattimenti sanno essere spettacolari e brutali

“Darksiders II: Deathinitive Edition era old school quando uscì e lo è ancora di più oggi”Darksiders II Deathinitive Edition era old school quando uscì e lo è ancora di più oggi. Ci sono i dungeon con gli enigmi ambientali che si risolvono esattamente in un modo e uno soltanto, con tanto di chiavi per le porte e mappe da trovare. La mappa non è ovviamente open world (sebbene ci siano location segrete con collezionabili), ma si esplora in un preciso ordine che va di pari passo con la storia. Il combattimento invece è più movimentato, come accennavamo, avvicinandosi leggermente agli action più classici.

È possibile scatenare attacchi leggeri e potenti, questi ultimi con un’arma diversa dalle falci di Morte. Si possono equipaggiare asce, martelli, artigli, pugni di ferro e altre armi, con statistiche di attacco differenti e bonus vari, come maggiori possibilità di infliggere un colpo critico. Infine, si può effettuare l’aggancio sugli avversari così da schivare con più precisione (fondamentale soprattutto per i combattimenti con i boss) oppure attaccare liberamente.

Darksiders II: Deathinitive Edition Nintendo Switch screenshot

A distanza di anni, il character design rimane ancora notevole

Non serve questa versione del gioco per sapere che Darksiders II è un ottimo action adventure. Purtroppo, però, il porting su Nintendo Switch ha evidenti problemi tecnici. In modalità portatile si gioca molto bene, i colori sono vividi e l’azione di gioco sempre leggibile, ma quando si usa la console nel dock c’è un evidente calo di prestazioni.

La risoluzione è ferma a 720p, con i dettagli dello scenario ancora più sgranati già sulla medio-breve distanza. Una prestazione francamente poco giustificabile, considerando il livello tecnico delle produzioni che girano attualmente su Nintendo Switch. Inoltre, i caricamenti che erano già in abbondanza erano presenti nel gioco originale ci sono ancora e in alcune occasioni sono anche di svariati secondi. Il frame rate è invece inchiodato a 30 FPS, con sporadici cali nelle situazioni più concitate.

Se Darksiders II Deathinitive Edition è stato un esponente ottimo del franchise, purtroppo questa conversione per Nintendo Switch non gli rende giustizia. Non è un porting completamente scadente, ma nel 2019 si fa fatica ad accettare con leggerezza dei lavori del genere. Visto cosa c’è attualmente nella softeca di Nintendo Switch recuperatelo solo se desiderate ardentemente di mettervi in pari con la serie.

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VOTO7
Tipologia di gioco

Darksiders II Deathinitive Edition è un action adventure old school, riedizione del capitolo della serie originariamente uscito nel 2012.

Come è stato giocato

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