Nato nel 2006 dalle abili mani di Hiro Mashima, Fairy Tail è stata una serie che ha catturato l’attenzione di una vasta fetta di appassionati di manga. Nonostante non brilli particolarmente per quanto riguarda la narrazione pura, l’autore noto per aver realizzato Rave – The Groove Adventure ha saputo creare dei personaggi carismatici e ai quali è molto facile affezionarsi rapidamente. La magia di Fairy Tail, infatti, sta proprio nel disfunzionale gruppo di maghi che da il nome alla serie. Un gruppo che litiga spesso, ma che non smette mai di volersi bene, come se tutti facessero parte di una grande famiglia allargata.

Non stupisce, quindi, che l’annuncio di un JRPG dedicato a Natsu & Company abbia scaldato gli animi dei fan, desiderosi di mettere le mani su un prodotto potenzialmente molto interessante. Sviluppato da GUST Studios, una branca interna di Koei Tecmo, e disponibile dal 30 luglio su PlayStation 4, Nintendo Switch e PC, Fairy Tail è quindi approdato sul mercato, lasciandoci, purtroppo, convinti solo a metà.

 

Fairy Tail

 

A colpire negativamente è proprio la narrazione alla base dell’opera dedicata alla celebre gilda dei maghi. Salvo un inedito episodio extra, la storia di Fairy Tail riprende abbastanza fedelmente una determinata sezione del manga. Riuscendo a identificarla meglio con gli episodi dell’anime ed evitando qualsiasi tipo di spoiler, diciamo che il videogioco ripercorre gli eventi a partire dalla fine delle quarta stagione della serie animata.

In questo particolare momento della trama, infatti, la gilda di Fairy Tail è costretta, in un certo senso, a ripartire da zero, creando una situazione che si sposa alla perfezione con le meccaniche inserite dagli sviluppatori. Il problema è che non viene fornita alcuna spiegazione ai giocatori, che si troveranno costretti a confrontarsi con personaggi in possesso di un background già ben definito. Anche i rapporti tra i vari membri del gruppo – sin dai primi minuti di gioco – potrebbero apparire completamente insensati, creando una sorta di distacco emotivo difficilmente recuperabile. Nonostante la presenza di un’enciclopedia pensata per descrivere gli eventi accaduti nelle prime tre stagioni, il gioco targato GUST Studios crea una difficile barriera d’accesso. Una barriera che, per gli estranei all’opera di Hiro Mashima, potrebbe risultare troppo complessa da superare.

Nel caso riusciate a superare questo primo scoglio, è molto probabile che vi scontrerete con il secondo problema della narrazione: la regia goffa e antiquata. Trattandosi di un titolo dal budget evidentemente ridotto, era inevitabile non aspettarsi un prodotto vicino a Final Fantasy VII Remake, ma le animazioni legnose e il taglio delle varie scene risultano spesso imperdonabili.

Vi facciamo un esempio: in una scena abbiamo visto Elsa arrabbiarsi con Natsu, picchiandolo per il suo comportamento sopra le righe. Dopo un dialogo che ha lasciato l’espressività al balloon di testo con il volto della ragazza, lo schermo è diventato nero, abbiamo udito il rumore degli schiaffi, per poi vedere direttamente Natsu a terra. Questa è una scelta registica che capita spesso nel corso dell’avventura, lasciando alla fantasia del giocatore il collegamento tra le varie scene.

Si migliora di poco con le cut-scene, che risultano comunque scadenti per la maggior parte del tempo. Innegabile, però, il carisma dei personaggi, rimasto del tutto immutato dal manga e dall’anime e che spesso è riuscito a strapparci qualche sorriso.

 

 

Il discorso cambia sensibilmente, fortunatamente, quando si parla del lato ludico. Come già accennato in apertura, Fairy Tail è un JRPG e, come tale, si basa sulla personalizzazione dei personaggi e su un combat system a turni.

“La varietà dei personaggi è certamente uno dei punti di forza della produzione”A differenza di altre opere, però, GUST Studios ha ben pensato di posizionare i nemici all’interno di una griglia, fornendo ai personaggi del giocatore una serie di mosse in grado di colpire solamente alcuni riquadri della succitata griglia. Questo fornisce una varietà interessante agli scontri, spingendo a cambiare spesso i maghi all’interno della squadra, caratterizzati da diversi approcci all’azione. La varietà dei personaggi presenti, ben quindici, è certamente uno dei punti di forza della produzione, che intrattiene per tutta la sua durata.

È interessante notare come gli sviluppatori abbiano deciso di puntare maggiormente sulle abilità magiche dei vari maghi. L’utente è quindi costretto a calcolare meglio le proprie mosse, per evitare di rimanere senza MP e per cercare di colpire l’avversario attraverso le sue debolezze elementali. Nel caso si riesca in quest’ultima azione, infatti, il nemico lascerà cadere delle sfere di energia, in grado di ripristinare i Punti Magia e ripristinare l’equilibrio in battaglia.

La possibilità di potenziare i maghi attraverso le Lacrime e di migliorare la gilda per ottenere differenti vantaggi commerciali sono due elementi alla base di un’evoluzione dei membri del party a tratti davvero interessante. Affrontare le missioni primarie e secondarie, spesso troppo simili tra loro, fornisce al giocatore dei punti utili non solo a scalare nuovamente la classifica delle squadre di maghi più potenti. Sarà possibile, infatti, far salire di livello i vari personaggi, sbloccando nuovi spazi per l’equipaggiamento delle succitate Lacrime, nuove abilità e anche inediti costumi con i quali vestire i nostri eroi.

Ogni singolo momento di Fairy Tail, infatti, vive del fan service nei confronti dell’opera di Hiro Mashima. Un fan service che non colpirà certo tutti, ma che potrebbe regalare grandi soddisfazioni agli amanti del manga o dell’anime.

 

Fairy Tail

 

Per quanto riguarda il comparto tecnico, Fairy Tail offre alti e bassi. Se la grafica in cel-shading riprende il riuscito design di Mashima, lo stesso non si può dire delle animazioni, sottotono per la maggior parte del tempo. Gli ambienti, inoltre, risultando spesso spogli e poco convincenti, esattamente come il character design dei nemici che si incontrano nelle varie aree di gioco. Notevole, invece, il sonoro del gioco, in grado di colpire con uno stile folk che vi farà apprezzare ancora di più le numerose battaglie che sarete chiamati ad affrontare per portare a termine l’avventura.

Segnaliamo, infine, la mancata localizzazione in italiano, che limita la produzione GUST Studios alla lingua giapponese e ai sottotitoli in inglese. Una ulteriore prova di come il titolo non sia stato pensato per tutti, ma per una specifica fetta di giocatori. Nel corso delle nostre sessioni di gioco, inoltre, abbiamo notato qualche saltuario calo di frame, ma nulla che vada a danneggiare sensibilmente l’esperienza.

 

 

Fairy Tail è titolo potenzialmente davvero interessante, caratterizzato da un combat system riuscito e da un sistema di upgrade dei personaggi per la maggior parte convincente. Peccato, però, che gli sviluppatori abbiano attuato alcune scelte narrative e tecniche in grado di tagliare fuori una vasta fetta di giocatori. La trama e i vari personaggi, in primis, fanno davvero fatica a legarsi con l’utente, perdendo quella magia che dovrebbero offrire i giochi di ruolo di stampo nipponico. In poche parole, Fairy Tail è un’opera consigliata solo ai fan di Hiro Mashima, che potrebbero apprezzare il fan service presente nella produzione GUST Studios. Per tutti gli altri, il nostro suggerimento è di recuperare questo titolo solo nel caso siate particolarmente bisognosi di un nuovo JRPG da giocare questa estate.

 

VOTO6,5
Tipologia di gioco

Fairy Tail è un JRPG caratterizzato da interessanti combattimenti a turni e da un valido sistema di crescita dei personaggi.

Come è stato giocato

Abbiamo giocato all’opera targata GUST Studios grazie a un codice per PlayStation 4 cortesemente fornitoci da Koch Media.