Hades è l’ennesima riconferma del talento di Supergiant Games | Recensione

Nonostante la pubblicazione in sordina, lontano dalle luci della ribalta che pur meriterebbe, Hades ha tutte le carte in regola per sdoganare il genere dei roguelike nei confronti del grande pubblico, solitamente refrattario ad epopee che sottendono l’eterna ripetizione, un lento apprendistato, l’incerta possibilità di giungere ad una conclusione, sempre che un epilogo sia previsto.

Ci sono innumerevoli dettagli, grandi e piccoli, che rendono il titolo l’ennesimo capolavoro partorito da Supergiant Games, gli stessi del bellissimo Transistor e dell’ancor più sorprendente Bastion, opera che già ostentava quelle che sarebbero divenute le cifre stilistiche di un team guidato da una ben precisa poetica che si declina a piacimento, senza spezzarsi, a seconda della tipologia di gioco proposta.

Art design, tecniche narrative utilizzate, lo stesso combat system, sono molti i punti di contatto di Hades con le passate produzioni dello studio, similitudini che attivano un simpatico ed implicito gioco di rimandi, apprezzabile soprattutto dal fan della prima ora.

Ambientato negli Inferi della mitologia greca, l’avventura narra del dramma del figlio di Ade, determinato a raggiungere la superficie, scalando una tappa alla volta l’aldilà. A motivarlo, oltre al desiderio di evadere da un posto che sente sempre più come una prigione, il bisogno di scoprire le sue reali origini.

Hades screenshot

Tra lance, scudi e archi, cambiando l’arma il combat system si modifica piuttosto notevolmente

Pur essendo un roguelike, difatti, tra una run e l’altra si sviluppa una trama che si arricchisce progressivamente di nuovi, intriganti, dettagli. Ciò che all’inizio sembra un debole espediente per dare un senso alle cicliche morti e resurrezioni del protagonista, in breve diventa uno stuzzicante intreccio narrativo che lega tra loro ogni personaggio che si presenta sulla scena.

Gli amanti dei classici e della mitologia si divertiranno due volte tanto ad intrattenere conversazioni con Achille, Bacco, Zeus stesso. Nonostante un plot non così originale, nonostante personaggi che non hanno modo di esprimere tutte le loro sfaccettature, grazie anche all’irrinunciabile ricorso di una voce narrante onnisciente, che spesso rovina la sorpresa al protagonista stesso, Hades vi incuriosirà a tal punto da incentivare anche i meno avvezzi al genere a giungere sino ai titoli di coda.

Lo stesso gameplay, del resto, sembra tagliato su misura per invogliare continuamente i videogiocatori a concedersi un’ulteriore possibilità, rassicurati della reale e tangibile certezza di essere più forti, abili, esperti rispetto al tentativo precedente.

A differenza di molti altri roguelike, Hades ha una progressione insolitamente diluita. Nonostante virtualmente sia possibile completarlo già dalla prima partita, a mano a mano che raggiungerete zone superiori degli Inferi, che abbatterete boss di fine livello, che interagirete con alcuni personaggi, potrete ottenere nuovi potenziamenti, abilità passive, oggetti e armi, che potrete riutilizzare a piacimento run dopo run.

Ad ogni morte dovrete ricominciare da capo, certo, ma tramite la specifica hub potrete potenziare il personaggio, cambiarne l’equipaggiamento, scegliere un’arma più adatta al vostro stile di combattimento.

Tra un piano e l’altro, inoltre, nell’arco della stessa partita potrete ottenere un gran numero di risorse e poteri. Ogni divinità potrà potenziare i vostri attacchi, mentre monete, anime e cristalli vi torneranno utili, tra un game over e l’altro, per rafforzare il personaggio.

In ogni caso, preparatevi a vivere battaglie sempre più frenetiche, puntualmente in inferiorità numerica ed incalzati da una buona varietà di nemici, e trappole, che vi fronteggeranno nei modi più disparati. Tra attacchi speciali, a distanza e corpo a corpo, chiunque troverà il modo migliore e più efficiente per approcciarsi alla battaglia.

Anche in termini puramente ludici, Hades è un piacere per dita e occhi proprio grazie ad un combat system quanto mai immediato, eppure al tempo stesso profondissimo. Con l’aumentare dei poteri in vostro possesso, vedrete aumentare le strategie utilizzabili per abbattere gli avversari, rendendo al contempo meno complesso superare un boss poc’anzi ritenuto imbattibile.

A differenza dei Soulslike, Hades premia la costanza del videogiocatore. L’esperienza, l’abilità più o meno forgiata dal fuoco di mille battaglie, hanno ovviamente il loro peso. Eppure nuovi power-up e potenziamenti, rendono l’avventura completabile praticamente da chiunque.

Hades screenshot

Ogni livello è generato proceduralmente come vuole la tradizione

Ed è proprio questo a rendere così speciale la produzione di Supergiant Games, l’essere un roguelike fedele ai cardini del genere, ma al tempo stesso potenzialmente fruibile da chiunque. Serve pazienza, certo, ma dove non arriva la confidenza con il pad, ci pensa il gameplay; dove la frustrazione di dover ricominciare da capo potrebbe influenzare negativamente l’esperienza, giunge in aiuto una storia ben costruita a fornire nuove motivazioni ad andare avanti.

In tutto questo, non bisogna ovviamente dimenticarsi del magnificente comparto artistico. Grafica e soundtrack proseguono pedissequamente sulla scia dei predecessori. Le ambientazioni ostentano colori e dettagli tanto più incredibili, quanto più il display su cui si gioca è a suo agio con l’alta definizione. L’OST, dal canto suo, si compone di tracce ispiratissime che mescolano sonorità chill-out con il rock.

Hades è senza mezzi termini un assoluto capolavoro, un roguelike imprescindibile per gli amanti del genere, consigliatissimo ai neofiti incuriositi dallo splendido art design o dalla personale attrazione per la mitologia greca.

Profondo nel gameplay, strepitoso nell’art design, è un acquisto che va fatto senza se né ma.

VOTO9
Tipologia di gioco

Hades è un roguelike ambientato negli Inferi della mitologia classica greca.

Come è stato giocato

Abbiamo acquistato il gioco su Epic Games Store.