Scrivere di un’espansione di Hearthstone non è mai un’operazione immediata e lineare: è necessario testare più deck possibile, provare molteplici soluzioni, trovare dei counter, attendere un assestamento del meta e cominciare a conoscere le giocate degli avversari, altrimenti si rischierebbe di condividere un parere affrettato e poco approfondito, certamente non in linea con il lato competitivo del card game.

Nel caso di Ceneri delle Terre Esterne, l’analisi si è fatta più ingarbugliata del previsto, colpevole l’aggiunta della nuova classe Cacciatore di Demoni con una serie di bilanciamenti proposti dalla Blizzard nelle prime due settimane di gioco. 

Il 7 aprile, infatti, si è chiuso l’Anno del Drago, meritevole di aver portato nella Locanda il primo cenno di rinascita del gioco con le espansioni Ascesa delle Ombre, Salvatori di Uldum e Discesa dei Draghi, e si sono aperte le danze per l’Anno della Fenice, un simbolo di resurrezione a tutti gli effetti, un collegamento concettuale con le ceneri di quelle Terre Esterne che titolano l’espansione di cui state leggendo. Nello stesso giorno sono state mandati in pensione i tre set del controverso Anno del Corvo, quindi Boscotetro, Operazione Apocalisse e Rastakhan, lasciando campo libero alla nuova visione del Team 5 cominciata, appunto, l’anno scorso con l’Anno del Drago, e che nei prossimi mesi dovrebbe trasformare Hearthstone ponendo le basi per vera e propria una seconda vita del gioco di carte. 

 

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Prima di addentrarci nel dettaglio di Ceneri dalle Terre Esterne, però, è necessario considerare il lavoro svolto da Blizzard nell’ultimo anno, inaugurato con un taglio netto al passato, mandando anticipatamente nel formato Selvaggio carte monopolizzanti come Baku e Genn, e con la volontà di rendere il gioco più libero da meccaniche fino ad allora troppo opprimenti. Dopo le tre ottime espansioni dell’Anno del Drago, di cui vi abbiamo parlato a più riprese, gli sviluppatori hanno deciso di mettere ordine nel loro card game e di fare un passo in più in direzione della community. Come? Innanzitutto, cercando di invogliare i giocatori veterani (così come i novizi) a tornare su Hearthstone, regalando un mazzo a scelta e rivedendo completamente il sistema di ranked, aggiungendo ricompense a ogni step e cercando di creare match-up sempre bilanciati per il livello dei giocatori. In secondo luogo, intervenendo sulla possibilità di trovare carte doppie o triple (o peggio) nelle buste fino al completamento della collezione, a seconda della rarità, facilitando la vita di tutti gli utenti free to play. Poi annunciando ben tre avventure gratuite distribuite nel corso dell’Anno della Fenice, seguite da uno schema programmatico il quale ha anticipato sorprese a cadenza mensile o poco più.

HearthstoneInfine, c’è stato il tanto chiacchierato ingresso in campo del Cacciatore di Demoni, con il volto di Illidan Grantempesta, di cui parleremo in maniera più approfondita tra poco, con due set Base e Apprendista ottenibili gratuitamente da ogni giocatore. Va da sé, quindi, che chiunque ha potuto mettere le mani su quella che – al momento – è ancora la classe più performante del gioco, con uno scarto di solamente 15 carte che compongono il set aggiuntivo di Ceneri dalle Terre Esterne. Una bomba a mano alla portata di tutti, per dirla in parole povere. 

Da questi paragrafi avrete sicuramente dedotto come la volontà di riprendere le redini di Hearthstone da parte di Blizzard sia ormai innegabile, e dopo gli ottimi risultati già visti lo scorso anno, tutto lascia presupporre un 2020 a dir poco scoppiettante, con molte idee e un bel po’ di olio di gomito per metterle in pratica. 

E a proposito di idee, il Cacciatore di Demoni è la più rivoluzionaria di queste. 

Come abbiamo già avuto modo di raccontarvi nelle nostre prime impressioni, è la prima volta dal lontano 2014, anno di esordio di Hearthstone, che nel gioco viene introdotta una nuova classe (proposta che, tra l’altro, mette la pulce all’orecchio per l’arrivo del Monaco e del Cavaliere della Morte da World of Warcraft). Per quanto la community possa essersi spaccata a metà sul gradimento o meno della nuova classe, c’è da dire che aggiungere un tassello così grosso a un puzzle già difficile da incastrare di suo non è una cosa di poco conto. Certo, ci si potrebbe domandare come mai alcune carte e meccaniche della classe non siano state testate meglio e più a fondo dagli sviluppatori, anche quando i pro player e influencer più noti si sono radunati in un Summit a febbraio proprio per testare le nuove aggiunte al gioco, offrendo pareri del tutto unanimi sulla potenza intrinseca di Illidan, ma ormai poco importa e quel che è fatto, è fatto.

Fortuna che, in queste settimane, Blizzard sta dimostrando un’attenzione lodevole nella sua nuova creazione, apportando i primi ritocchi al Cacciatore di Demoni dopo circa 24 ore dalla release, poi con un secondo giro di nerf pubblicato la settimana scorsa. Aggiustamenti che, tuttavia, non sono riusciti a placare del tutto la furia di Illidan (quindi figuratevi prima!), permettendogli di tenere ben saldo il gradino più alto del podio nella percentuale di vittorie.

E sta proprio qui il vero problema di Ceneri delle Terre Esterne, un’espansione dal potenziale altissimo purtroppo (per il momento) offuscato dalla nuova classe.

 

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“Ceneri delle Terre Esterne è un’espansione dal potenziale altissimo, purtroppo offuscato dalla nuova classe”Non fraintendete: l’aggiunta della classe inedita è a tutti gli effetti una ventata di aria fresca, che a sua volta ha aperto le porte a molti cambiamenti e migliorie che in futuro, ne siamo certi, raggiungeranno la Locanda, ma analizzando il gioco in questo primo (quasi) mese di Anno della Fenice, siamo rimasti un po’ delusi nel constatare come la situazione sia ritornata rigida e inquadrata quasi quanto in passato, dove non se non giochi un top tier o un counter non hai praticamente possibilità di vittoria.

Anche qui, per evitare qualsiasi dubbio, non vogliamo esprimerci con “un passo avanti, uno indietro”, perché è altrettanto logico che tentare di bilanciare un gioco con centinaia o migliaia di carte e meccaniche, la maggior parte delle quali assolutamente randomiche, è un’impresa ai limiti dell’impossibile, quindi la nostra fiducia sull’operato di Blizzard non è stata assolutamente messa in discussione. Nella lotta tra chi si sente sfruttato dalla software house come beta-tester e chi non accetta i bilanciamenti per partito preso, ci schieriamo al lato opposto, dove l’importante è vantare una trasparenza e una buona comunicazione con la community, alla quale – inoltre – è stato regalato l’80% di una nuova classe, e che insomma ha ben poco da lamentarsi a riguardo.

HearthstonePerché di mazzi e archetipi e carte potenzialmente validi e divertenti ce ne sarebbero a pacchi, ma il punto è che non riescono a trovare uno spiraglio nel meta attuale. Pensiamo allo Spell Mage, sorprendente, vario, inaspettato, affidato in buona parte al caso ma allo stesso tempo forte di giocate da non sottovalutare, o all’inedito archetipo del Libram Pala, uno dei nostri preferiti, che purtroppo non ha il tempo di esprimersi al meglio vista la rapidità con cui il Cacciatore di Demoni riesce a chiudere una partita.

Nel momento in cui scriviamo questa recensione, solamente tre classi superano il 50% di winrate in Standard, ovvero Cacciatore di Demoni, Ladro e Cacciatore, quest’ultimo sfruttando un Dragon Hunter del tutto identico a quello dei mesi scorsi. Capite bene, quindi, che la varietà – al momento – è un po’ latitante, con alcune classi che sono totalmente ingiocabili (Sciamano e Stregone, quest’ultimo dopo il nerf a Patto Sacrificale), e altre che bazzicano nel guado, come Mago, Sacerdote, Paladino, mentre Druido e Guerriero faticano a tenere il passo, anche se a volte riescono a dire la loro.

HearthstoneEd è davvero un peccato, perché in fase di therorycrafting non vedevamo l’ora di mettere le mani su alcune Leggendarie Supreme, nuova aggiunta del set in grado di rimescolare nel mazzo una seconda copia potenziata del servitore di classe, ma che nella stragrande maggioranza dei casi risultano troppo lente e si finisce per non pescarle mai. Anche le Quest rilasciate con Salvatori di Uldum sono finite nel dimenticatoio, perché ridurre il mulligan per tenersi in mano una giocata morta (che spesso e volentieri non riuscirete a completare) si dimostra un’idea folle in più di un’occasione.

Anche i deck Highlander, fieri delle generiche Zefris e Regina Alexstraza, non stanno brillando nel nuovo meta, per il solito motivo: troppo lente dinnanzi a una classe come il Cacciatore di Demoni che, sostanzialmente, non ha degli eclatanti punti deboli.

Già, perché Illidan pesca che la metà basta grazie alla nuova meccanica di classe Ripudio, si cura con armi e magie, attacca con la faccia, ha minion che sciamano prendendo il controllo in board e allo stesso tempo dei ciccioni non da poco, tutto giocabile nello stesso mazzo, tanto che le generiche utilizzate nei deck Demon Hunter si contano sulle dita della mano destra di Capitan Uncino. E, lo ripetiamo, è un peccato.

In ogni caso, uno dei punti di forza di Hearthstone è da sempre il supporto continuo al gioco, ed è già successo più volte in passato che il meta fosse monopolizzato da un’unica classe e dai suoi counter (il più recente è stato lo Sciamano nella prima settimana de La Discesa dei Draghi, poi prontamente riportato con i piedi per terra dalla Blizzard). È questo il motivo per cui ci sentiamo di lodare a pieni voti la voglia di sperimentare e rinnovare, così come le nuove meccaniche e moltissime (ma veramente tante!) delle carte di Ceneri delle Terre Esterne, ma ci prendiamo anche la libertà di bacchettare Mamma Blizzard sul dorso delle mani, perché realizzare un set così vario e divertente sulla carta, passateci il gioco di parole, e metterlo contro a un implacabile schiacciasassi come il Cacciatore di Demoni, è l’equivalente di guidare una Ferrari in autostrada rimanendo inchiodati sulla terza marcia in corsia di sorpasso. Sminuente e fastidioso.

 

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Come detto in apertura, scrivere di un’espansione di Hearthstone non è mai un’operazione immediata e lineare, ecco perché il voto che troverete qui sotto – mai come in questo caso – non può essere del tutto rappresentativo dell’espansione in questione e della situazione attuale del gioco, capace di cambiare pelle e rimettere tutto in prospettiva in una manciata di giorni. L’ha già fatto in passato e lo rifarà ancora, e ancora, in futuro. Se quindi dovessimo valutare esclusivamente la ventata di novità introdotte su Hearthstone e le potenzialità di Ceneri delle Terre Esterne, probabilmente il voto si avvicinerebbe pericolosamente al 10 pieno; se invece dovessimo prendere in considerazione lo scenario strettamente attuale, troppo statico quindi noioso e, sì, a volte un po’ frustrante, non potremmo far altro che appioppare un sonoro 5 in pagella a questo meta dominato da Illidan. Il nostro voto, ve lo spoileriamo, è un 7.5 carico di speranza e di buone vibrazioni, una valutazione in bilico, che in seguito a qualche altro ritocco potrebbe impennarsi vertiginosamente o potrebbe cadere nel baratro nel caso non si riuscisse a trovare una quadratura del cerchio.

Una quadratura che – l’abbiamo ribadito più volte – siamo certi non tarderà ad arrivare, seguita a ruota dalle prossime due espansioni dell’Anno della Fenice e da tutti gli altri assi nascosti nella manica di Hearthstone. Ceneri delle Terre Esterne è un’espansione da avere a tutti i costi in collezione, un set che forse ci metterà un po’ più del previsto a ingranare e che, quando riuscirà a liberarsi dalle catene che lo trattengono, si riprenderà di diritto il proprio posto sotto i riflettori. D’altronde, a suo tempo, siamo stati messi in guardia dallo stesso Illidan. Non eravamo pronti.

 

VOTO7,5
Tipologia di gioco

Hearthstone è un gioco di carte collezionabili, Ceneri delle Terre Esterne è l’ultima espansione in ordine di uscita.

Come è stato giocato

Abbiamo testato i mazzi sia su PC che su mobile, anche grazie ai pack di preorder gentilmente forniti da Blizzard.