Inevitabile, per chi si è gustato la versione per Wii U, l’iniziale straniamento, la raggelante delusione, sconfortante e annichilente, nel non essere accolti da quella tiepida brezza, rassicurante ed avvolgente, spirata e ispirata da un art design soffice, colorato, tutto da attorcigliare, toccare, stringere tra le mani.

Yoshi’s Woolly World, maestosa produzione di cui abbiamo parlato benissimo nel giugno del 2015, nel pieno rispetto della tradizione inaugurata da Nintendo, impartì la solita lezione di game design a fan e addetti ai lavori, ma fu con la sua ammaliante grafica che si fece spazio nei cuori dei videogiocatori che gli diedero una chance, avvicinandosi, anche da questo punto di vista, al padre spirituale di questo platform bidimensionale, il mai troppo lodato Super Mario World 2: Yoshi’s Island, anch’esso caratterizzato da uno stile inconfondibile che ha segnato un’epoca, oltre che l’infanzia e l’adolescenza di una generazione di appassionati.

Su Nintendo 3DS era naturalmente impossibile riproporre il livello qualitativo esibito nella controparte pubblicata sulla console casalinga. Inutile, persino controproducente aspettarsi di ritrovare la stessa definizione e pulizia d’immagine, la stessa densità poligonale, le stesse texture che rendevano il mondo di gioco morbido, spugnoso, quasi tangibile.

Raccogliendo tutti i gomitoli di lana presenti in un livello, ridarete vita ad uno Yoshi contraddistinto da colori e fantasie specifiche. Volendolo potrete vestirne i panni nel proseguo dell’avventura.

Il paragone è impietoso, ma al tempo stesso ingiusto e ingiustificato vista la distanza, concettuale e di hardware, che intercorre tra i due sistemi. Più giusto godersi Poochy & Yoshi’s Woolly World senza cercare il confronto, nella piena consapevolezza che, trattandosi di un porting fondamentalmente privo di vere e proprie novità, ha come target un pubblico neofita che non ha avuto il piacere (e l’onore) ai tempi, su Wii U.

“Nell’economia di Poochy & Yoshi’s Woolly World, per goderselo appieno s’intende, i salti millimetrici hanno lo stesso impatto e valore di un’attenta perlustrazione dello scenario.”

Sgomberata la mente da qualsiasi raffronto, ci si immerge a poco a poco in un’avventura leggera, semplice da portare a termine, difficile da completare. Come ormai di consueto, Nintendo opta per un level design stratificato, capace di dialogare e di interfacciarsi con diverse tipologie di videogiocatori. Chi vuole solo raggiungere i titoli di coda, per scelta o necessità, interagirà con un titolo accondiscendente, lievemente più complesso nell’ultima parte dell’epopea, continuamente ravvivato da nuove meccaniche ludiche che si incastrano alla perfezione sul canovaccio fatto di salti e di uova da lanciare per abbattere nemici o liberare il passaggio. Gli esperti, dal canto loro, dovranno usare tutto il loro intuito e l’esperienza accumulata negli anni per scovare i tantissimi collezionabili sparsi in ogni livello, (ri)scoprendo i ritmi di un platform che si allontana dalla frenesia di certi episodi di Super Mario, per rifugiarsi in una dimensione più propria dei capitoli in cui Yoshi è protagonista assoluto, dove la progressione nei livelli si fonde indissolubilmente con la risoluzione di piccoli enigmi e con l’attenta osservazione dello scenario a caccia di sentieri alternativi in cui si nascondono monete o fiori da raccogliere.

Poochy & Yoshi's Woolly World screenshot

Poochy Dash è una sorta di Super Mario Run semplificato in ogni ambito. Si tratta comunque di un gustoso riempitivo, divertente al punto giusto.

Non che manchino sezioni più movimentate, magari incentivate da qualche trasformazione del simpatico draghetto in sottomarino o moto, ma nell’economia del gioco, per goderselo appieno s’intende, i salti millimetrici hanno lo stesso impatto e valore di un’attenta perlustrazione dello scenario. Anche e soprattutto in questo modo si apprezzano i piccoli colpi di genio lesinati, non sempre con equilibrio, da Good-Feel.

Sì, perché andando a caccia di qualcosa che non funzioni nel migliore dei modi in questo Poochy & Yoshi’s Woolly World si scova una certa disarmonia interna nello sviluppo dell’avventura. Laddove su Wii U la linearità dei primi mondi e di certi livelli era controbilanciato dal piacere estetizzante di un comparto grafico semplicemente abbagliante, su Nintendo 3DS li lamentano maggiormente alcuni passaggi a vuoto, rare, ma evidenti sezioni in cui è chiaramente mancata l’ispirazione, innescando una progressione che si fa più lenta e faticosa del previsto.

Come già anticipato, questo porting non è particolarmente ricco di novità. Le funzionalità integrate con gli Amiibo sono state potenziate, triplicando il numero di statuine che doneranno a Yoshi abilità particolari. Sono stati introdotti tutta una serie di deliziosi cortometraggi incentrati su simpatici siparietti tra Poochy e il draghetto di Nintendo. Per aiutare ulteriormente i neofiti è stata studiata una modalità dedicata in cui, fondamentalmente, ogni collezionabile verrà prontamente scovato da alcuni personaggi deputati al compito. Infine, il Poochy Dash: una manciata di livelli in pieno stile endless runner, in cui raccogliere monete e altri collezionabili, semplicemente saltando al momento giusto per imboccare il sentiero prescelto o per evitare gli ostacoli lungo il percorso. Stuzzicanti feature inedite, non c’è che dire, ma sicuramente non sufficienti per giustificare una seconda run.

Poochy & Yoshi's Woolly World screenshot

Grazie ad un comodo editor potrete colorare a piacimento il vostro Yoshi preferito, scegliendo persino di utilizzare un materiale diverso dalla classica lana.

Poochy & Yoshi’s Woolly World paga sicuramente lo scotto di un comparto grafico meno stupefacente rispetto all’edizione originale. Le novità introdotte, inoltre, non aggiungono chissà quale sostanza al materiale già visto su Wii U. Preso di per sé, tuttavia, è un mirabile platform bidimensionale, degno erede di quel Super Mario World 2: Yoshi’s Island che rappresenta uno dei picchi più alti mai toccati dal genere. Non manca qualche passaggio meno ispirato, né sezioni dai ritmi fin troppo soporiferi. Tuttavia la vivacità del level design, l’efficacia dello stile grafico e un comparto sonoro orecchiabile al punto giusto, sono più che sufficienti per regalarci un’avventura ammaliante, divertente e “morbida” come non capitava dai tempi di Rayman Origins.

Imperdibile per gli appassionati di console portatili, salti millimetrici e dinosauri che sparano uova. Tutti gli altri, potendoselo permettere, farebbero comunque bene a recuperarne la versione per Wii U.

VOTO8
Tipologia di gioco

Poochy & Yoshi’s Woolly World è un platform bidimensionale con protagonista il famoso dinosauro di Nintendo. Si tratta di un porting diretto di un gioco pubblicato originariamente su Wii U.

Come è stato giocato

Nintendo ci ha fornito un codice del gioco, raggiungendo i titoli di coda nel giro di una decina di ore, pur lasciandoci alle spalle un numero enorme di collezionabili di ogni tipo.