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La scelta della struttura di gioco rimane sospesa in un limbo senza molto significato. Viene abbandonata, finalmente, la struttura aperta, quella dei cosiddetti Metroidvania, ma non c’è un ritorno alle origini, ad una serie di livelli di completare

Recensito l'episodio portatile della serie MercurySteam

La riuscita della trasposizione nelle tre dimensioni della serie di Castlevania è il più grande merito che si può attribuire ai ragazzi di MercurySteam, che con Castlevania: Lords of Shadow riuscirono dove Konami stessa aveva fallito, ovvero sfornare un buon episodio della saga al di fuori della familiare bidimensionalità nella quale, chi più, chi meno, tutti i titoli della serie avevano raccolto consenso. Con Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate, il team ha effettuato il processo inverso, ovvero trasponendo in una struttura di gioco 2D gli elementi del titolo con protagonista Gabriel Belmont, con un esito non paragonabile ma comunque apprezzabile.

Se il primo Lords of Shadow può senz'altro essere definito un ottimo gioco, questo Mirror of Fate, disponibile per Nintendo 3DS, è un prodotto solo discreto, che ha il merito di allontanarsi abbastanza dall'ormai troppo stantìa struttura degli episodi portatili precedenti, il coraggio di abbandonare la struttura aperta a favore di una ibrida, a metà tra la divisione in livelli e zone liberamente esplorabili, ma manca di particolari sussulti nella formula di gioco, affidandosi a una progressione senza picchi qualitativi.

Spostare il sistema di combattimento del titolo originale da un contesto tridimensionale a uno bidimensionale è un'operazione riuscita a metà alla squadra capitanata da Dave Cox. La natura prettamente action di Lords of Shadow, con il suo vasto comparto di mosse, risulta più a suo agio in ambientazioni dove ci si può muovere a 360°, quasi fuori contesto quando inserita in un impianto bidimensionale, che richiederebbe una precisione maggiore. I frequenti scontri con i nemici non sconfinano affatto nel mero button mashing, ma rendono evidenti i limiti di tale scelta, risultando meccanici, poco ritmati, con le numerose e spettacolari combo che appaiono quasi futili in un contesto che avrebbe giovato magari non della precisione pixel perfect data dall'utilizzo degli sprite al posto dei modelli poligonali, ma quantomeno di una calibrazione delle mosse e di una pulizia nelle collisioni che sono state effettuate solo in minima parte. Sono invece in genere apprezzabili i combattimenti con i boss, nel quale il classico meccanismo di memorizzazione dei pattern d'attacco viene coniugato a semplici quick time event.

Anche la scelta della struttura di gioco rimane sospesa in un limbo senza molto significato. Viene abbandonata, finalmente, la struttura aperta, quella dei cosiddetti Metroidvania, ma non c'è un ritorno alle origini, ad una serie di livelli di completare. La mappa è un ibrido di queste due soluzioni, per niente complessa, con alcuni percorsi alternativi di rapida risoluzione, non riuscendo a sfuggire ad un discorso di sostanziale linearità e fallendo nell'esibire un certo grado di esplorabilità; peccato che manchi anche quello che dovrebbe valorizzare la scelta opposta, ovvero una componente platform all'altezza, necessaria qualora ci si affidi alla progressione scandita da livelli. Anche in questo suo aspetto, quindi, la produzione MercurySteam non trova la sua identità, e si barcamena con incertezza tra la tradizione di stampo Konami della serie e la più recente interpretazione personale del team spagnolo.

Dove probabilmente Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate trova la sua ragion d'essere è nell'approfondire ulteriormente la storia che il primo episodio ha iniziato a raccontare e Lords of Shadow 2 chiuderà definitivamente. Per chi non avesse giocato il titolo originale, il consiglio è quello di saltare totalmente ed immediatamente questo paragrafo, per non incorrere in pesanti spoiler; gli altri invece sapranno la triste conclusione dell'avventura di Gabriel Belmont, ora divenuto nientemento che Dracula. Contro di lui, il giocatore impersonificherà, in tre atti diversi, Simon Belmont, Alucard e Trevor Belmont, e la tormentata storia della dinastia di ammazzavampiri proseguirà, con colpi di scena nella trama certamente prevedibili, ma decisamente significativi, che hanno il coraggio di rompere e modificare la tradizione narrativa della serie tradizionale. Per quanto prevedibile, ci si lascia catturare dalla narrazione, ed una volta concluso il gioco non si vede l'ora di vederne il compimento nel prossimo Lords of Shadow 2.

Persino dal punto di vista tecnico Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate mostra quell'alternanza qualitativa già evidenziata dal gameplay. Il titolo non è affatto brutto da vedersi, tutt'altro, offre spesso visioni d'insieme molto gradevoli, seppur mai impressionanti, e sfrutta, nella normalità dell'azione, agendo sui fondali, così come nella regia delle scene di gioco, dando sempre profondità a quick time event e brevi intermezzi, la tecnologia 3D dello schermo superiore della console. La direzione artistica delle fasi di gioco però stride, ugualmente a come avveniva nei DLC del primo Lords of Shadow, con quella delle scene animate che raccontano la storia, realizzate con un convincente cel shading, che probabilmente applicato sull'intera produzione avrebbe fatto gridare al capolavoro artistico. Il giudizio sul comparto tecnico è concluso da un'analisi sulla componente audio del titolo, nella quale le cose migliori provengono dal doppiaggio, mentre la colonna sonora davvero non riesce a prendere, con brani certamente di qualità, ma affatto memorabili.

In conclusione, Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate, è un titolo tutto sommato divertente da giocare, ma che soffre di scelte non precise riguardo la struttura di gioco e non offre momenti memorabili al giocatore. Comunque un discreto action platform, da non trascurare se si è già apprezzato la reinterpretazione di MercurySteam della saga Konami.

 

Tipologia di Gioco:

Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate è un action adventure bidimensionale, nel quale, in tre atti diversi, s'impersonificano diversi personaggi storici della serie: Simon Belmont, Alucard e Trevor Belmont.

Come è Stato Giocato:

Nintendo ci ha fornito il codice per il download da eShop di una copia del gioco, che abbiamo completato in una decina di ore di gioco.

VOTO7