River City Girls: la recensione

È una via tutta particolare quella che WayForward ha scelto per il ritorno della storica serie picchiaduro a scorrimento River City, della quale River City Girls, come lascia ben intendere il titolo, è una promanazione al femminile, visto che le due protagoniste, Misako e Kyoko, sono le fidanzate dei due volti maschili storici della saga, Kunio e Riki. Ma la particolarità non sta tanto nella scelta di buttare nella mischia due gentili donzelle, che tanto gentili non sono, visto il caratteraccio della prima e la pericolosa gelosia della seconda, quanto piuttosto nella costruzione della struttura di gioco, che prova a sperimentare sostituendo ai classici livelli un mondo costituito da zone collegate tra loro. Non un mondo aperto, si badi, ma comunque qualcosa di più complesso rispetto agli standard del beat ‘em up.

Sovvertendo i classici stilemi narrativi sono i due uomini quelli in pericolo, rapiti da qualcuno di non ben identificato. Quando la notizia giunge alle orecchie di Misako e Kyoko le due decidono immediatamente di entrare in azione, mettendo in campo tutta la loro energia e determinazione, continuamente sottolineate nel gioco non solo dalle scene di intermezzo, realizzate come fossero tavole di un manga, e dai dialoghi, ma anche da animazioni che ne evidenziano subito il carattere e da un doppiaggio in tal senso ugualmente efficace. Le amiche sono davvero una forza della natura e non solo quando prendono a pugni (calci,schiaffi, ginocchiate, e tanto altro ancora) i cattivi, il giocatore è catturato dal loro forte spirito, dalla loro coinvolgente simpatia e anche dalle loro piccole e adorabili nevrosi. Ci vuole quindi pochissimo per capire che River City Girls ha carattere, eccome, bastano le primissime ore di gioco.

River City Girls screenshot

Le due protagoniste hanno moveset diversi e molto ricchi

La stimolante attrattiva immediatamente esercitata da una produzione che sbandiera un’identità particolare e irresistibile in ogni momento aiuta di certo a superare il piccolo trauma che potrebbe colpire coloro che si aspettavano un picchiaduro a scorrimento più tradizionale. La progressione è dettata da obiettivi, gli obiettivi conducono attraverso i corridoi di una scuola, le strade e le case di River City, cantieri e altro ancora, pescando da un immaginario consolidato sia dalla tradizionale iconografia giapponese sia dal genere di appartenenza. Il giocatore si sente all’inizio un po’ spaesato dal dover slegare la sua personale sensazione di andare avanti dallo spingere semplicemente lo stick analogico o la croce direzionale verso destra, picchiando il picchiabile lungo la via, ma ci fa subito il callo, perché il mondo di gioco è per nulla intricato e una comoda mappa rende facile l’orientamento. Piuttosto, continuerà a chiedersi forse per la maggior parte del gioco cosa di fatto tale impostazione aggiunga all’esperienza, perché di fatto oltre che dall’andare in giro a soddisfare le richieste ora dell’uno, ora dell’altro personaggio, e dal rivisitare stanza di ambientazioni già attraversate non è giustificata da particolari soluzioni ludiche.

“in River City Girls venire alle mani è davvero gustoso, per quanto dal feeling nettamente diverso rispetto a quello dei congeneri più classici”È questa però probabilmente una struttura necessaria al substrato che sicuramente contribuisce alla profondità di gioco, quello ruolistico. Sconfiggere i nemici vuol dire ottenere punti esperienza attraverso i quali accedere a nuovi livelli e quindi a nuove mosse, ma anche soldini necessari per acquistare ulteriori tecniche di mazzuolamento (in un dojo gestito dal Jimmy Lee di Double Dragon, che chicca). Vien da sé quindi che andare avanti nel gioco significa avere a che fare con nemici sempre più forti, soprattutto i boss, e qui arrivano le grane più grosse, perché molto spesso, proprio come in un gioco di ruolo, sarà necessario livellare, stendendo gente per strada, per avere ragione di loro. Si tratta di una problematica che spezza la progressione in maniera innaturale, che davvero poco appartiene alla fluida scorrevolezza del picchiaduro a scorrimento.

River City Girls screenshot

Ovviamente è presente la modalità per due giocatore, in locale

Nonostante ciò in River City Girls venire alle mani è davvero gustoso, per quanto dal feeling nettamente diverso rispetto a quello dei congeneri più classici. È una questione di sprite e animazioni e collisioni, che a tratti restituisce l’impressione di impatti belli pesanti, altre (meno) sembra lesinare in precisione degli hit box. Nessuno metta comunque in dubbio una tecnica pregevole, che evidenza per l’ennesima volta quanto WayForward ci sappia fare con il 2D e tira fuori, inaspettatamente, una colonna sonora che si fa notare persino più dell’ottima estetica, con un alcuni brani strepitosi. Fa drammaticamente crollare la presentazione del piatto una localizzazione in italiano tremenda, ma passare all’inglese è un attimo ed è del tutto indolore, perché qua c’è poco da leggere e molto da menare. E sarà pure un menare un po’ strano, ma insomma, alla fine chi se ne importa, fin quando c’è gente da stendere bene.

VOTO7,5
Tipologia di gioco

River City Girls è un picchiaduro a scorrimento bidimensionale. Stavolta i tradizionali protagonisti maschili della serie, Kunio e Riki, dovranno essere salvati dalle loro fidanzate, Misako e Kyoko.

Come è stato giocato

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