Star Wars Jedi: Fallen Order è esattamente il gioco di cui avevamo bisogno | Recensione

Di Star Wars Jedi: Fallen Order ve ne abbiamo parlato molto nelle ultime settimane, entrando nello specifico del viaggio di Cal e della sua evoluzione nel corso dell’avventura targata Respawn Entertainment.

Oggi, però, non siamo qui per raccontarvi quello che si dice sul web, ma per farvi sapere il nostro personalissimo parere sul viaggio del giovane Padawan, interpretato dal bravissimo Cameron Monaghan. Abbiamo passato gli ultimi giorni tra combattimenti con spade laser e viaggi interstellari, trattenendo gli insulti per qualche sezione particolarmente impegnativa, sospirando come degli innamorati per gli splendidi omaggi alla saga cinematografica ed emozionandoci come raramente ci era capitato in un videogioco di Star Wars al termine di ogni singolo scontro.

Star Wars Jedi: Fallen Order è una gigantesca lettera d’amore nei confronti di un franchise che da più di quarant’anni conquista ripetutamente il cuore di nuovi appassionati. Appassionati che sono pronti a sognare un’avventura nello spazio, armati di una spada laser e con un’importante missione da compiere. Appassionati che ora, finalmente, potranno realizzare i loro sogni.

 

Star Wars Jedi Fallen Order

 

Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana… c’era un giovane Padawan di nome Cal. L’apprendista Jedi, in seguito al celeberrimo Ordine 66, fu costretto a nascondersi sul pianeta Bracca nella speranza di sfuggire all’Impero e di far perdere le proprie tracce ai suoi inseguitori. Le cose, ovviamente, non andarono come previsto e, per salvare la vita a un amico, Cal fu costretto a utilizzare i propri poteri, attirando così l’attenzione degli Inquisitori, squadra d’élite al servizio del possente Darth Vader. Ora Cal è di nuovo in fuga, ma – per la prima volta da troppo tempo – il ragazzo ha trovato anche uno scopo: recuperare l’Olocron Jedi che cela la lista dei bambini sensibili alla Forza, in modo da impedire che finisca nelle mani sbagliate.

La trama di Star Wars Jedi: Fallen Order, sin dal primo capitolo, riesce a mescolare sapientemente una discreta dose di fan service con una sceneggiatura tanto semplice, quanto ben raccontata. Impossibile, infatti, non voler bene a Cal e a tutti i personaggi secondari che affollano l’avventura del giovane Padawan, sempre ben caratterizzati e dotati di un background fuso perfettamente con la lore dell’universo espanso del brand. Sia chiaro: qualche sequenza narrativa viene risolta un po’ troppo velocemente e, Seconda Sorella a parte, i villain non presentano una caratterizzazione psicologica particolarmente approfondita, ma questo non danneggia minimamente l’esperienza di gioco.

Il titolo Respawn decide di puntare tutto sulla maturazione di Cal Kestis e ci riesce alla grande, regalandoci un protagonista che non solo vorremmo rivedere in futuri capitoli della serie, ma che speriamo di poter incontrare anche in carne e ossa in un prossimo film o, più probabilmente, in una futura serie tv. Un plauso particolare alla regia di un paio di scene che, soprattutto nel finale, ha saputo emozionarci davvero molto, grazie anche ad alcune scelte che sicuramente gli appassionati apprezzeranno. Nel corso dell’avventura, gli sviluppatori si sono divertiti, infatti, a inserire numerosi omaggi alla saga cinematografica, che vanno dalla vera e propria comparsa di personaggi importanti a frasi sconnesse dette dai vari Stormtrooper sparsi per le aree di gioco.

Tra gli altri elementi narrativi che abbiamo particolarmente apprezzato, non possiamo non nominare l’enorme cura riposta nella scrittura di tutti documenti nascosti nel mondo (o meglio, i mondi) che abbiamo visitato. I suddetti file servono non solo ad ampliare la storia principale, ma anche a entrare nel dettaglio di flora e fauna dei luoghi in questione, che guadagnano così una sorta di “personalità”, in grado di rendere importante l’ambiente al pari degli esseri viventi che lo abitano.

 

Star Wars Jedi Fallen Order

 

Una volta passati sopra alla trama avvincente, al mai troppo abusato fan service e alla magnifica ambientazione tipica della serie di George Lucas, cosa può offrire Star Wars Jedi: Fallen Order?

Respawn Entertainment è riuscita nell’abile intento di pescare meccaniche già esistenti e di fonderle con sapienza per creare qualcosa che non sembri una copia, ma una vera e propria evoluzione del genere. Esplorare i vari pianeti nei panni di Cal, infatti, ci ha ricordato molto non solo le avventure di Nathan Drake, ma anche la più recente incarnazione di Lara Croft, vista la cura maniacale per il level design. Ogni nuova area presenta differenti percorsi su più livelli che, soprattutto nelle sezioni avanzate di gioco, obbligano il giocatore a utilizzare tutte le proprie abilità per spostarsi nell’ambiente virtuale. Il perfetto intreccio delle mosse di Cal, quando compreso a fondo, risulta ritmico e calcolato come un delicato balletto, permettendoci di concatenare salti, corse sui muri, capovolte in aria, utilizzare le liane in volo e numerose altre azioni con incredibile naturalezza. La varietà del succitato level design, inoltre, impedisce anche all’utente più smaliziato di staccare le mani dal pad per tutte le 15 ore di durata della campagna. Ore che, nel caso si decidesse di affrontare l’avventura a difficoltà elevate, aumentano considerevolmente.

Prima di cominciare il gioco, infatti, ci è stato chiesto a quale difficoltà avremmo voluto affrontare la storia, presentando 4 diversi tipi di approccio. Il primo è consigliato a chi vuole semplicemente godersi la trama, senza avere l’ansia di morire nemmeno nelle sezioni più complicate. Il secondo grado di difficoltà è quello standard, consigliato a chi è pratico dei titoli action, ma non di quelli più complessi. Il terzo, chiamato “Maestro Jedi”, è quello che abbiamo selezionato noi, risultando perfettamente bilanciato per la tipologia di gioco alla quale Star Wars Jedi: Fallen Order appartiene e regalando un livello di sfida intenso, soprattutto in alcune boss fight nella seconda metà di gioco. Concludiamo con l’ultimo grado di difficoltà, che aumenta la forza dei nemici e diminuisce la nostra salute, mettendo a serio rischio il povero Cal Kestis. Nonostante sembri che la software house americana abbia lavorato molto sulla differenziazione delle varie difficoltà, in realtà il gioco presenta tre parametri che mutano in base alla nostra scelta: tempismo parata, danni subiti e attacchi nemici. Peccato, però, che inserire il “tempismo parata” tra le variabili del gameplay abbia causato qualche piccolo problema.

Ci spieghiamo meglio: il combat system di Star Wars Jedi: Fallen Order ricorda molto da vicino quello di Sekiro, cosa che implica uno studio del pattern avversario e la necessità di apprendere il momento giusto nel quale ribattere ai colpi dei nemici. Aumentando il range nel quale poter contrattaccare, quindi, crea una fastidiosa sensazione di distacco dal colpo fisico, cosa che potrebbe danneggiare i giocatori nella seconda metà dell’avventura, quando carpire il momento esatto è cruciale per ottenere una parata perfetta e non solamente “buona”. Per questo motivo, infatti, consigliamo di avviare la vostra prima partita quantomeno alla difficoltà Maestro Jedi, in modo da avere una risposta occhio/mano più equilibrata possibile. Certo, sarebbe ancora meglio puntare direttamente alla difficoltà più alta, in modo da ridurre al minimo l’imput lag, ma ci rendiamo conto che la sfida potrebbe rivelarsi troppo impegnativa anche per i giocatori più navigati.

Come appena accennato, Star Wars Jedi: Fallen Order prende ispirazione dal combat system di Sekiro, ma lo semplifica leggermente per venire incontro a un pubblico più mainstream, giustamente attirato dal franchise a cui il gioco Respawn fa riferimento. I combattimenti serrati, che portano rapidamente alla morte se non viene prestata particolare attenzione, possono essere ammorbiditi dai vari poteri della Forza. Rallentare gli avversari, spingerli oltre i precipizi o attirarli a noi per poi trafiggerli con la spada, sono solo alcuni dei metodi con i quali abbiamo potuto affrontare il vasto parco nemici messo a disposizione dalla software house americana. Durante gli scontri è possibile curarsi tramite l’aiuto di BD-1 (il droide che accompagnerà Cal in tutta l’avventura) attraverso un gameplay molto simile a quello dei più noti soulslike, cosa che costringe il giocatore a trovare i punti di meditazione per ripristinare le proprie energie. Proprio come i falò di Dark Souls, abbiamo trovato dei punti sparsi per la mappa che non solo ricalcano gli stim di guarigione del piccolo aiutante robotico, ma ripristinano la Forza e la Salute di Cal, a patto di veder ricomparire i nemici sconfitti nel mondo di gioco. È possibile, inoltre, spendere i punti esperienza per comprare nuove abilità che, man mano, trasformano il giovane Padawan in un Jedi a tutto tondo. Nel caso un nemico ci uccidesse, invece, s’impossesserebbe di una parte dei nostri punti esperienza, ma, a differenza dei titoli From Software, basterebbe un solo colpo per tornarne rapidamente in possesso.

Tutte queste semplificazioni permettono a Star Wars Jedi: Fallen Order di mantenere un discreto grado di sfida, ma senza risultare eccessivamente complesso per tutti coloro che non sono cresciuti, negli ultimi anni, a pane e soulslike.

 

Star Wars Jedi Fallen Order

 

Visivamente, l’opera targata Respawn sprizza Star Wars da tutti i pori. Il design di ogni singolo elemento trasmette passione e amore per il brand come non si vedeva da troppo tempo e, grazie alla potenza dell’Unreal Engine 4, lo riesce a fare in grande stile. I modelli dei personaggi convincono quasi sempre e il colpo d’occhio generale è di quelli che lasciano a bocca aperta per la gran parte del tempo. Impossibile, invece, non notare alcune incertezze per quanto riguarda le animazioni di Cal, che talvolta risultano un po’ impacciate e, addirittura, quasi ridicole. Impeccabile il comparto audio, che vanta una colonna sonora riuscita, ispirata e dalla giusta dose di rimandi verso l’opera magna di John Williams. Di ottimo livello anche il doppiaggio italiano, forte di un’ottima interpretazione che non sfigura troppo rispetto al lavoro di Cameron Monaghan, impeccabile dalla prima all’ultima scena di gioco. Il giovane attore californiano, infatti, risulta perfetto per la parte di Cal Kestis, mettendo in scena un personaggio ricco di sfaccettature che, ne siamo certi, non potrete non amare e che merita di entrare nella cerchia dei Guerrieri Jedi più affascinanti del franchise.

Tocca ora a una nota dolente: la presenza di bug e di qualche problemino tecnico particolarmente fastidioso. Sia chiaro, non ci riferiamo ai lunghi tempi di caricamento che verranno presto sistemati con una patch, ma alla presenza di pop-up dei nemici che, in più di qualche occasione, ci è capitato di veder comparire in scena in ritardo, con tanto di braccia aperte, come se fossero ancora in una fase embrionale del lavoro di modellazione. La cosa non accade troppo spesso, ovviamente, ma su Dathomir ci ha strappato più di qualche amara risata, della quale avremmo volentieri fatto a meno. Immancabili, visto l’utilizzo del già citato Unreal Engine 4, i caricamenti secondari delle texture e i cali di frame, che in qualche cambio area ci sono sembrati eccessivamente pesanti e, per tre volte, ci hanno obbligato a chiudere l’applicazione del gioco, per riavviarlo del tutto.

 

Star Wars Jedi Fallen Order

 

Star Wars Jedi: Fallen Order è un titolo riuscito sotto quasi tutti i punti di vista. L’opera firmata Respawn Entertainment riesce a emozionare, divertire, intrattenere, stupire e, il più volte, a esaltare il giocatore grazie a una trama ben raccontata e a un gameplay che pesca a piene mani dal meglio sul mercato, ma che non per questo risulta come riciclato. Lo sappiamo che molti di voi puntano semplicemente al voto qui sotto, ma fidatevi quando vi diciamo che se avete mai avuto una leggera passione per Star Wars, questo è il titolo che stavate aspettando da anni. Se, invece, siete alla ricerca “solo” di un buon prodotto action/adventure, la storia di Cal potrebbe non coinvolgervi così tanto, ma lo stesso non si può dire per il combat system, che siamo certi apprezzerete in ogni caso. Peccato che qualche piccola imperfezione non permetta al titolo di diventare un capolavoro immortale, ma in fin dei conti si tratta di dettagli, di fronte a un’opera tanto grande.

 

Consigliati dalla redazione

VOTO8.5
Tipologia di gioco

Star Wars Jedi: Fallen Order è un action/adventure in terza persona che pesca a piene mani da titoli come Uncharted e Sekiro, trovando comunque una propria identità e risultando emozionante dalla prima all’ultima ora di gioco.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto un codice di download per il PlayStation Store.