Yooka-Laylee and the Impossible Lair, il platform secondo Playtonic | Recensione

Era il 2017 quando sul mercato arrivava Yooka-Laylee, il platform realizzato da Playtonic Games e da parte del team originale di Rare, che nella sua storia più nota aveva lavorato a Banjo-Kazooie. Una vicenda molto particolare quella che ha portato parte dell’azienda che aveva fatto grande l’epoca del platform su Nintendo 64 a realizzare un sequel spirituale del loro titolo principale: una vicenda che ha avuto dalla sua una forza tale da condurre Playtonic a proseguire sulla propria strada, proponendo una nuova versione della loro creatura. Presentato come un sequel a tutti gli effetti, il nuovo Yooka-Laylee and the Impossible Lair ha più le sembianze di uno spin-off sperimentale, in attesa di un vero e proprio secondo capitolo che possa rievocare le meccaniche del primo. Dalle quali questo nuovo capitolo si discosta completamente.

Dopo esser stato sconfitto nel precedente episodio, Capital B non ha deciso di deporre le armi e si prepara ad attuare un nuovo piano, stavolta ancora più diabolico. I poteri dell’Hive Mind sono dalla sua, permettendogli di soggiogare le menti altrui attraverso questo potente dispositivo. Ora tutti i guerrieri di Queen Phoebee sono ai suoi ordini e la richiesta della regina è abbastanza scontata: Capital B ha saputo imprigionare gran parte delle guardie del corpo di Phoebee all’interno di pagine di libri magici sparsi per il regno, nei quali, poi, le piccole api si sono ritrovate incatenate sotto una sorta di campana di vetro che soltanto Yooka potrà distruggere. Il camaleonte, accompagnato dal pipistrello Laylee, dovrà quindi andare di pagina in pagina a scovare, al termine del livello, l’ape da salvare, liberarla e rimandarla da Queen Phoebee per poter poi colpire e stendere una volta per tutte Capital B.

 

Yooka-Laylee

 

La particolarità della narrazione di The Impossible Lair è che ci ritroveremo ancora più in profondità del canonico in medias res: l’incontro con Capital B ci spingerà immediatamente alla boss battle, che potrebbe essere quella conclusiva, anche per la difficoltà. Proprio quest’ultima ci porta all’inevitabile game over, così da permettere a Queen Phoebee di condurci immediatamente al Royal Stingdom, il nuovo mondo di gioco nel quale è ambientata l’avventura di Yooka-Laylee, e dare il via alla nostra missione di recuperare tutte le guardie del corpo, in totale quarantotto. Più api avrete più potrete sacrificarne nella battaglia con l’antagonista di turno, che potrete ripetere quando vorrete nel tentativo di uscirne vincitori. Dopo questo avvio molto brusco, però, che lascia quasi disarmati dinanzi al fatto di dover partire da quella che sembra a tutti gli effetti una conclusione, il platform di Playtonic si rimette sui giusti binari, alternando due momenti specifici di gameplay.

Yooka-Laylee and the Impossible Lair compie un’importante rottura con il precedente titolo e con i platform riproposti nell’ultimo periodo, Spyro su tutti. Niente più open world, bensì un’esperienza mista che sembra voler strizzare l’occhio alla nostalgia di tutti gli amanti del genere. Da un lato un’esplorazione di ambienti in 3D, con enigmi ambientali da risolvere e un hub dinamico che porta in dote NPC con potenziamenti e vari eventi da portare a termine, dall’altro lato un’offerta a scorrimento laterale, che ci permette di affondare i piedi e il nostro corpo nei vari livelli del gioco. Quell’hub che fa da collante ai vari livelli, quindi, ci permette di scegliere anche fin dove spingerci e in che ordine poter affrontare le varie sezioni singole: nel caso in cui voleste superare un livello, magari perché troppo ostico o semplicemente per una scelta vostra, potrete tranquillamente continuare la vostra esplorazione fino a rintracciare una nuova sfida, a patto di potervi inoltrare così in avanti nell’ambiente di gioco, che non sin da subito completamente aperto. Va da sé che il cambio di rotta che compie il gioco di volta in volta offre un concept abbastanza particolare e crea un mix interessante che riesce a smorzare l’eventuale monotonia che sarebbe scaturita dinanzi a una proposta interamente a scorrimento laterale e, diciamolo senza alcun problema, anche abbastanza semplice se affrontata con lentezza e precisione.

 

Yooka-Laylee

 

I livelli a scorrimento laterale di Yooka-Laylee hanno un’ispirazione molto forte dai platform classici di un tempo, tra cui anche Donkey Kong Country, il più forte degli archetipi del platform. Ovviamente i nostri comandi saranno tutti incentrati su Yooka, così come all’interno dell’hub: il camaleonte verde salta, rotola – sia per attaccare che per passare nei cunicoli o sotto qualche ostacolo – e può afferrare oggetti con la sua lingua per poi lanciarli contro altri nemici. Ovviamente le combinazioni di movimento sono tantissime, d’altronde ci troviamo dinanzi a un platform completo: cercare quindi di realizzare dei salti molto più lunghi sarà fondamentale per raggiungere dei luoghi altrimenti difficili su cui atterrare, e in questo caso vi verrà in aiuto la combinazione tra la rotolata e il salto immediatamente successivo. Ad accompagnare Yooka c’è chiaramente Laylee, che così come Sparx con Spyro, non fa altro che regolare quella che è la vita del camaleonte: una volta subito un colpo, infatti, il pipistrello si allontanerà impaurito e nel caso in cui non si dovesse riuscire ad acciuffarlo nei pochi secondi successivi bisognerà attendere di recuperarla suonando una campana seminata nell’arco del livello. Ovviamente senza la protezione di Laylee, nel caso in cui dovessimo subire un altro colpo, sarebbe Game Over per Yooka e per noi.

Sebbene i livelli non brillino per originalità, è stato abbastanza sorprendente notare come il team di sviluppo abbia deciso di inserire all’interno del level design una componente dinamica molto importante: ciascuno scenario, infatti, può essere modificato e portato a una versione alternativa andando a rivedere quelle che sono le condizioni dell’hub di gioco. Capiterà, infatti, di poter intervenire sui fogli del libro cambiando quella che è la condizione meteorologica esterna, che andrà a riversarsi sul livello interno: pensate, ad esempio, a poter rovesciare acqua sulle pagine del libro così da far comparire delle zone molto scivolose. Ovviamente non si tratta di un aspetto esclusivamente estetico, perché ogni livello ha delle zone di difficile raggiungimento, soprattutto a fronte del fatto che Yooka non compie dei salti in grado di farvi toccare grandi alture: facendo cadere delle sostanze appiccicose sulle pagine del libro questo vi permetterà di avere a disposizione, nella modalità alternativa, la possibilità di scalare determinate pareti. Un aspetto che ci ha sorpreso e che abbiamo apprezzato, perché non solo giustifica una rigiocabilità dei vari livelli, aumentando la longevità del titolo, ma la rende anche più dinamica di quanto sarebbe potuta essere in altri platform che costringono a un backtracking eccessivo. Persino un titolo come Rayman Origins, il più riuscito platform a scorrimento orizzontale degli ultimi anni, ad esempio, soffriva di una monotonia nella riproposizione dei vari livelli, soprattutto nel momento in cui diventava fondamentale recuperare i Lum mancanti.

 

Yooka-Laylee

 

Yooka-Laylee and The Impossible Lair, passando all’aspetto prettamente tecnico, è un titolo che riesce a offrire un buon effetto grafico: i 60fps sono assicurati, in maniera sempre molto salda e stabile, ma artisticamente non sembra mai volersi scostare da degli archetipi abbastanza scontati dei platform multi-universo. Basti pensare alle scenografie oramai trite e ritrite di ambienti in legno oppure con uno stile molto tropicale. Ciò che resta nell’anonimato più totale, però, è il bestiario che ci troveremo ad affrontare di livello in livello: la presenza degli avversari è totalmente ridondante e quasi ci si dimentica di averli dovuti sconfiggere, anche perché privi di alcun tipo di varietà d’attacco. Gli stessi aiutanti (che troveremo nell’hub e che ci permetteranno di potenziare anche le nostre abilità e caratteristiche sfruttando delle ampolle che donano varie abilità a Yooka) si presentano come privi di alcun mordente. Per questo motivo sarete costretti a procedere per l’intera avventura esclusivamente per il piacere ludico dei vari livelli, là dove il titolo di Playtonic viene meno in tutto ciò che dovrebbe creare una cornice gradevole di accompagnamento.

 

Yooka-Laylee

 

Yooka Laylee and the Impossible Lair è un ritorno gradevole del tandem generato da Playtonic due anni fa: sfruttando quelle che sono le reminiscenze del team Rare, gli sviluppatori hanno voluto creare un vero e stacco dal passato, creando un mix di due diversi momenti ludici che riescono a dare una buona diversificazione all’offerta complessiva. I livelli a scorrimento laterale a lungo andare daranno l’impressione di trito e ritrito, aiutati però dalla possibilità di subire le variazioni di struttura e di condizione climatica. L’offerta è comunque molto completa, con numerosi livelli che vi condurranno a recuperare i 48 guerrieri della regina Phoebee, assicurandovi una longevità comunque molto vasta: inoltre l’anima del collezionismo presente in Yooka-Laylee vi permetterà anche di occupare gran parte del vostro tempo nel recupero dei tonici, delle monete dorate e delle piume dorate, elementi che non aggiungeranno profondità al gameplay quanto alla longevità.

 

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VOTO8
Tipologia di gioco

Yooka- Laylee and the Impossible Lair è un platform game realizzato da Playtonic Games, autore del primo Yooka-Laylee pubblicato nel 2017.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto una copia del gioco da parte del publisher italiano.