Call of Duty: Black Ops IIII è un successo. Nonostante le perplessità che, ogni anno, accompagnano il nuovo titolo della serie relative alla sua staticità, l’episodio di Treyarch sta ricevendo delle valutazioni molto positive da critica e pubblico. La filosofia boots on the ground, la volontà di tornare a calcare le scene eSport più importanti e in generale di offrire un’esperienza puramente competitiva (il single player non esiste), un’ottima modalità Zombie sono le carte vincenti, l’asso nella manica è sicuramente la modalità Blackout, ovvero la battle royale in salsa Call of Duty.

A questo proposito, un altro parametro per capire il successo di un videogioco è la sua popolarità su Twitch. Il portale di streaming è la cartina tornasole per tutti i videogiochi incentrati sulla competizione multigiocatore. Se Overwatch è calato moltissimo, League of Legends e Counter-Strike mantengono la loro posizione, facendo a spallate con DOTA 2, e PUBG viene superato dal Just Chatting (i vlog dal vivo, sostanzialmente), il campione Fortnite è stato scalzato dalla vetta proprio dal nuovo capitolo della serie Activision.

Il giorno prima del lancio c’erano oltre centomila spettatori su Twitch intenti a guardare le partite di Black Ops IIII, ma al day one il divario tra questi e quelli su Fortnite è aumentato oltre ogni aspettativa. È triplicato, per la precisione. Questi i numeri del 12 ottobre scorso: oltre 250mila spettatori per Call of Duty e poco meno di 85mila per Fortnite.

Call of Duty: Black Ops IIII Twitch

I numeri da Twitch “raffreddati”, ma sempre interessanti

È normale che, al lancio, la community di Twitch si concentri sul fenomeno del momento. Sono gli stessi streamer di punta a creare la moda, in maniera del tutto similare al VIP di turno che indossa la marca di abbigliamento del momento. Se Ninja vuole giocare a Black Ops IIII, allora è il gioco del momento e 1) gli altri streamer devono variare il loro contenuto per rimanere al passo, 2) il pubblico si sposterà di conseguenza. Tutto questo è ovviamente frutto di una serie di circostanze molto ovvie. A metà tra i testimoniali ed i gamer onesti, gli streamer decidono un po’ per volontà, ma soprattutto per necessità quale videogioco seguire di volta in volta. Sono gli stessi publisher, a volte, a spingere gli streamer più influenti verso i propri prodotti. In fondo proprio PlayerUnknown’s Battlegrounds è riuscito ad emergere grazie a queste dinamiche.

L’euforia, però, potrebbe non durare. Nel momento in cui scriviamo (17 ottobre) i numeri sono abbondantemente calati, come potete vedere dallo screenshot poco sopra. Togliendo League of Legends che, in quel momento, era protagonista di una serie di eventi eSport importanti, Black Ops IIII è ancora davanti a Fortnite, con un divario però di molto inferiore rispetto al lancio.

Cosa è successo? Buona parte della portata del fenomeno risiede nell’effetto novità. YouTube, Twitch, ed in generale il mondo dell’informazione videoludica sono i modi preponderanti attraverso i quali i giocatori si informano riguardo le novità. Per vedere com’è un titolo, come gira, ma soprattutto quanti e come ci giocano (problema da tenere sempre sott’occhio). C’è anche la curiosità di vedere con i propri occhi se il nuovo Call of Duty è davvero così buono (dopo anni di polemiche) come tutti dicono, ed ecco spiegato il segreto del sorpasso in termini di follower.

Call of Duty: Black Ops IIII Twitch

La modalità Blackout è già apprezzatissima

Ma quanto durerà? Difficile dare una stima reale. Fortnite ha, di base, una community molto più ampia in termini di età e numero, che l’ha fatto diventare un vero e proprio fenomeno di costume prima che solo un videogioco molto seguito su Twitch. Fenomeni così solidi è difficile che crollino, ma pensavamo lo stesso di PUBG fino a poco più di uno anno fa, ed allo stesso tempo quella di Fortnite è una community per sua stessa natura volubile, fatta di giocatori mediamente molto giovani abituati a giocare gratis, con tante persone, al videogioco giusto, quello del momento. Un tipo di cliente che Activision, con la sua potenza manageriale e di marketing, potrebbe portare con sé facilmente.

Non è difficile immaginare un’offerta da parte del publisher verso gli streamer più importanti. Call of Duty è, tra l’altro, anche un fenomeno eSport molto più radicato di Fortnite, e proprio sulla componente competitiva potrebbe giocarsi la battaglia. Proprio la storia di PUBG ci fa capire che, come non mai, il futuro di questi due titoli su Twitch è legato unicamente agli streamer. Già alcuni dei più influenti si sono spostati verso il titolo di Treyarch, aggiungendo peraltro delle considerazioni molto positive al riguardo.

Potremmo dire quindi che il corteggiamento degli streamer più influenti sarà uno degli elementi più importanti nel futuro prossimo. Ma c’è una cosa che Activision potrebbe fare per dare una zampata furiosa alla situazione: rendere Blackout una modalità gratuita. Avere una battle royale con la struttura ludica di Call of Duty, che, non ce ne vogliano i fan di Fortnite, è sicuramente più solida e accessibile a tutti, potrebbe rischiare seriamente di mandare il titolo di Epic Games nel dimenticatoio, a fare compagnia a PUBG.