Nel panorama delle proprietà intellettuali del mondo dei videogiochi ce n’è una che ha vissuto un via-vai talmente ingarbugliato da aver messo a più riprese in difficoltà anche chi cercava di capirci qualcosa; d’altronde, da quando Jason Rubin e Andy Gavin crearono Crash Bandicoot, come primo grande prodotto di punta di Naughty Dog, ne è passata di acqua sotto i ponti. L’azienda americana ha completamente abbandonato l’idea dei platform, proprio in concomitanza dell’abbandono da parte del suo fondatore – Rubin – aprendo la strada ad Uncharted e The Last of Us.

Crash e Jak divennero due lontani ricordi, recuperati di recente soltanto grazie alla remastered sviluppata da Vicarious Vision, che si era già occupata di alcuni capitoli della saga, sotto il marchio Activision. Crash, già dai tempi del capitolo Bash, aveva iniziato il suo peregrinare tra le varie software house, finendo dapprima in Eurocom e poi, per l’appunto, in Activision. Adesso a occuparsi del suo ufficiale ritorno, completamente nuovo, sarà Toys for Bob, già al lavoro della Reignited Trilogy di Spyro: andiamo quindi a scoprire cosa aspettarci da Crash Bandicoot 4: It’s About Time.

 

Crash Bandicoot 4: It's About Time

 

La trilogia di Crash è stato un piacevole esperimento, un modo per capire se era possibile svecchiare uno dei platform più famosi della prima PlayStation e prendere l’importante decisione di uscire dalla propria comfort zone e realizzare qualcosa di completamente nuovo, che potesse anche mettere da parte i capitoli che avevano spinto il marsupiale arancione a vedersela con i Titani.

L’idea al centro del nuovo capitolo è chiaramente il tempo, il cercare ancora una volta di giocare su quello che è il leitmotiv dell’intera esperienza di Crash, costretto a viaggiare tra le varie ere alla ricerca dei cristalli rosa, delle gemme colorate e anche delle reliquie del tempo, per ordine del malvagio Cortex. Diversamente da quanto ci si poteva aspettare, seguendo un po’ la direzione intrapresa da Spyro all’epoca e rivista nella Reignited Trilogy, Crash continuerà a essere il marsupiale in viaggio verso lande sperdute, ma su binari, con una telecamera posizionata alle spalle del personaggio, il che ci fa facilmente immaginare la presenza di quegli hub con le Warp Room pronte a portarci nei vari livelli da affrontare e, al termine dei cinque o sei stage proposti, alla battaglia del boss di turno.

Lo schema non necessitava di essere svecchiato, proprio perché funzionava all’epoca e continua a funzionare adesso: pretendere un open world per Crash sarebbe stato poco sensato, trattandosi di un platform che ci metteva dinanzi a diverse situazioni e diverse difficoltà a seconda del livello da affrontare. Lo stesso Yooka-Laylee nel 2019 ha continuato a proporre una soluzione del genere, offrendoci però un hub leggermente più dinamico: potremmo quindi aspettarci anche qualcosa del genere da Crash Bandicoot, con la possibilità di aprire scrigni e ottenere power up da un eventuale mercato interno, piuttosto che vincerli dalle boss battle di volta in volta.

 

Crash Bandicoot 4: It's About Time

 

Toys for Bobs rinnoverà la presenza di Coco all’interno di It’s About Time, così come confermerà tutte quelle animazioni che facevano parte del game over classico, da Crash che cadendo in un fiume ghiacciato ne riemerge in formato cubetto oppure pronto a essere abbrustolito nel caso in cui dovesse trovarsi a passare sopra dei carboni ardenti o della lava. Da quel punto di vista le animazioni hanno sempre sottolineato l’ironia di Jason Rubin, che siamo sicuri sia pronta a fare scuola anche in casa Activision.

Un aspetto che però ci ha incuriosito molto dal trailer è la possibilità di fermare il tempo: il power-up viene assegnato a Coco, il che potrebbe farci pensare che i due fratelli avranno poteri diversi tra di loro, con Crash che nel terzo capitolo, Warped, si era esaltato al punto da imbracciare un bazooka caricato a frutti Wumpa. La sorellina bionda del marsupiale potrebbe quindi affidarsi alla maschera per poter giocare con il tempo e permettere a entrambi di superare delle sessioni invece ostiche, come per l’appunto quella mostrata nel gameplay trailer, con le lastre ghiacciate da superare durante una caduta libera totale.

Tale power-up, però, a differenza del bazooka che abbiamo nominato poc’anzi, dovrà essere per forza limitata, possibilmente con un cooldown che ne limiti l’utilizzo o che ci permetta di attivarlo solo in presenza della maschera: altrimenti, come sicuramente ricorderete se avete bene a mente le esperienze con Warped, renderebbe Crash eccessivamente over powered, come avveniva dopo aver per l’appunto sbloccato il bazooka.

 

 

Toy for Bobs ha voluto poi provare a darci uno spunto di riflessione in più mostrandoci degli avversari che richiamavano molto le sembianze di Oxide: ve lo ricorderete per aver dato filo da torcere in Crash Team Racing come boss finale. Oltre a tale aspetto, Crash ha avuto la possibilità di indossare un’altra maschera che gli ha donato il potere di controllare la gravità, così da poter raggiungere delle pareti altrimenti irraggiungibili con i salti: questo vi permetterà non solo di ribaltare il platforming, ma anche di cambiare a proprio piacimento le condizioni dell’ambiente e degli oggetti da raccogliere. Un qualcosa che va oltre il tempo. Questo significherà dover superare delle trappole e dei flussi energetici affidandosi proprio al cambio di gravità e immaginiamo che molti livelli, in stadio avanzato, ci costringeranno a essere molto capillari nell’utilizzo dell’inversione di gravità, esaltando non poco questo power-up.

Purtroppo, però, non sappiamo ancora nulla sulla rigiocabilità dei livelli, perché non ci è dato sapere nemmeno se ancora una volta partiremo alla ricerca dei cristalli. Per ora, quindi, niente gemme e niente reliquie, ma siamo sicuri che Toys for Bob non potrà sottrarsi da quella che era una meccanica fin troppo funzionale e funzionante, così come il permetterci di vivere alcuni livelli che avessero dalla loro anche la forza dei veicoli e il ribaltamento della camera, con Crash costretto a scappare da un nemico alle sue spalle (aspetto già leggermente teaserato nel trailer, inoltre).

 

Crash Bandicoot 4: It's About Time

 

Appoggiandosi, quindi, a uno stile grafico che rispetta la natura del Crash Bandicoot che conosciamo, Toys for Bob ci darà la possibilità di andare a riscoprire il mondo del bandicoot più famoso della storia, non solo dei videogiochi. Molto affascinante il design di Cortex, invece, che ancora una volta dovrà affrontare il proprio cruccio che lo mette in eterna lotta tra l’intelligenza da scienziato e la totale incapacità a farla fruttare, con scelte sempre scriteriate. Tra l’altro in una sessione di gioco sembra che potremo avere la possibilità di gestire il malvagio dottore, sfruttando i suoi poteri, sempre affidati a qualche congegno completamente strampalato messo insieme per arrivare al proprio obiettivo: un’aggiunta molto interessante che dovrà però essere spiegata al meglio, per meglio comprendere se sarà in nostro potere scegliere quale personaggio selezionare per un determinato livello o se invece doverci accontentare di quelle che sono le imposizioni del gioco.

Dal punto di vista grafico è molto interessante anche il design assunto da Crash e Coco nel momento in cui si ritrovano a indossare le maschere che danno i power-up, quasi a far loro indossare degli esoscheletri funzionanti a ciò che serve loro. Non sappiamo quante saranno queste maschere, ma è indubbio che il lavoro fatto sia molto affascinante e anche molto ironico, come dimostrata la chiosa finale con la maschera di turno che interroga Crash e Coco su quante volte abbiano già sconfitto Cortex: tre, solo tre. Eppure sembravano molte di più.