Se il primo Assassin’s Creed ha gettato le basi per la celeberrima serie targata Ubisoft, è senza dubbio grazie ad Assassin’s Creed II che il brand ha preso la giusta piega verso il successo. Le meccaniche ideate dalla sofware house francese nel titolo datato 2009, infatti, sono state riprese non solo dai successivi episodi del franchise, ma anche da una miriade di altre produzioni videoludiche.

Assassin’s Creed II è arrivato come un fulmine a ciel sereno, conquistando non solo gli amanti del primo capitolo, ma anche coloro che hanno trovato le avventure di Altair non all’altezza delle aspettative che si erano create attorno all’IP. Ambientato nell’Italia del Rinascimento, il secondo episodio della faida tra assassini e templari vanta sia una storia di vendetta estremamente coinvolgente, che un gameplay perfettamente funzionale e appagante.

 

 

Non nascondiamo, inoltre, che gran parte del carisma della produzione provenga dal suo protagonista: Ezio Auditore da Firenze. Nonostante le avventure di Desmond Miles proseguano nella linea temporale del presente, Ezio riesce a rubare la scena sempre e comunque, guadagnandosi nel tempo il titolo di “miglior personaggio della serie” dalla maggior parte dei videogiocatori.

Per cercare di capirne il motivo e per ricordare le gesta del figlio di Giovanni Auditore e Maria Mozzi, abbiamo quindi deciso di ospitare Ezio all’interno dell’episodio di questa settimana di Vite Digitali. Per coloro che non lo sapessero, stiamo parlando della nostra rubrica domenicale dedicata ai personaggi principali dell’industria dei videogames e al loro impatto su noi utenti. Il tutto, anche questa volta, senza il benché minimo spoiler, per evitare di rovinare l’esperienza a chi non ha ancora avuto occasione di giocare al titolo in questione.

 

 

Per chi non lo sapesse, Ezio Auditore è nato il 24 giugno 1459 a Firenze, secondo di quattro figli provenienti dall’amore dei succitati genitori Giovanni e Maria. Fino ai 17 anni, Ezio visse una vita tra gli agi della propria famiglia nobiliare, alternando scappatelle amorose a risse e sregolatezze di vario genere. Un giorno, però, la vita del giovane fiorentino andò in pezzi, privandolo della figura del padre e di due suoi fratelli. Accecato dalla vendetta, Ezio intraprese la strada degli assassini, che lo portò a intrecciare il proprio destino con personaggi illustri del calibro di Leonardo Da Vinci e Umberto Alberti.

Nel corso del nostro “riassunto” siamo stati volutamente vaghi, per dare la possibilità ai giocatori di recuperare Assassin’s Creed II senza rovinar loro l’esperienza. Quel che possiamo dire sin da subito, però, è come Ezio sia un personaggio che, attraverso i tre capitoli del brand che lo vedono come protagonista, sia stato in grado di mutare profondamente. Abbiamo già affermato come il giovane Auditore fosse, in passato, un ragazzo scapestrato e dal futuro incerto. Il fascino di questo particolare episodio del franchise Ubisoft, però, sta proprio nel prendere un protagonista dalla dubbia morale, per farne un uomo maturo e dai valori saldi. Impeccabile è proprio l’evoluzione psicologica del personaggio, che accompagneremo (letteralmente) dalla nascita, sino ai suoi ultimi giorni di vita.

La giovinezza perduta di Ezio, infatti, corrisponde con il ritrovamento di un proprio posto nel mondo. Un posto che, con il passare del tempo, permetterà al ragazzo d’intraprendere un’avventura che lo porterà a fare i conti con il proprio passato, mantenendo lo sguardo fisso verso il futuro. Ezio Auditore imparerà presto come il mondo non ruoti attorno a lui, ma come, anzi, sia lui stesso a far parte di qualcosa di molto più grande.

 

 

Ecco perché il protagonista di Assassin’s Creed II è tanto apprezzato dal pubblico: perché si tratta di un personaggio carismatico, ma in costante mutazione. La capacità di crescere, maturare, sbagliare e apprendere dai propri errori, infatti, è alla base dei videogiochi, ma siamo troppo spesso abituati a eroi incapaci di dimostrare una vera e propria evoluzione nel corso del gioco. Possono cambiare idea e agire diversamente, senza dubbio, ma è molto raro che le azioni compiute vadano a modificare sostanzialmente il carattere di un protagonista.

Questo non vale per Ezio Auditore, che dalla prima all’ultima scena del gioco, subirà netti cambi di rotta. Dopotutto, la vita reale ci porta a modificare i nostri atteggiamenti in base al nostro background e Ubisoft non ha fatto altro che prendere questo concetto e trasportarlo all’interno del gioco. Un dettaglio apparentemente piccolo, ma che ha reso il secondo capitolo di Assassin’s Creed uno dei più grandi prodotti della scorsa generazione videoludica.