Per un caso assolutamente fortuito, più probabilmente perseguito ed architettato ad arte dal destino, la sede di Ubisoft Milan, team nostrano fautore del bellissimo Mario + Rabbids Kingdom Battle, si affaccia su un concessionario Ferrari. Capita, di tanto in tanto, mentre si vaga per il gigantesco open space che caratterizza il cuore pulsante dello studio, che si abbia la fortuna di sentire il potente ruggito di un V8 di una fiammante Ferrari 458, che ci si possa concedere il piacevole ascolto di un paio di sgasate di una vecchia, ma ancor più rabbiosa, F-40.

La casa di Maranello e Ubisoft Milan, è questa l’incredibile affinità che rende tanto speciale la vicinanza geografica del concessionario allo studio, condividono una caratteristica molto italiana, una specificità che ci rende speciali, apprezzati in tutto il mondo, unici: la passione.

 

 

Sì, perché al di là del design strepitoso di ogni modello, al di là della perfezione meccanica di ogni propulsore, il Cavallino Rampante è un marchio stimato, amato e ricercato all’estero proprio perché più di ogni altra casa automobilistica, esprime e sfoggia l’amore e la devozione per i motori, le corse, la gioia di domare un mezzo creato con il solo scopo di essere spinto oltre il limite.

Mario + Rabbids Kingdom Battle screenshot

La colonna sonora del gioco, tra le altre cose, è realizzata da Grant Kirkhope, musicista già a lavoro su Perfect Dark e Banjo-Kazooie.

Non può che essere la passione a renderci tanto speciali agli occhi di chi non vive nella nostra meravigliosa penisola, agli occhi di chi non è offuscato da quelli che comunque sono problemi reali, difetti ormai congeniti, circoli viziosi senza tempo che affossano e ridimensionano il valore di una nazione, di un popolo che nel corso della storia, nonostante tutto, si è sempre distinto.

Del resto, che in noi italiani alberghi uno spirito mai domo e ispirato da suggestioni impalpabili se ne sono accorti in Francia, ai piani alti di Ubisoft per la precisione, persino in Giappone, in quel di Kyoto, dove dal quartier generale di Nintendo è arrivato il definitivo via libera per procedere allo sviluppo di Mario + Rabbids Kingdom Battle.

È un punto su cui Gian Marco Zanna, producer di Ubisoft Milan, torna spesso durante la presentazione del gioco alla stampa: per quanto negli ultimi anni la Grande N si sia dimostrata meno reticente a collaborazioni che prevedessero il coinvolgimento delle sue IP, raramente è capitato che uno studio esterno potesse gestire a suo piacimento, e con pochissime interferenze, un brand di prim’ordine come lo è quello legato a Super Mario.

Lo strategico a turni ha alle spalle una storia bellissima, coinvolgente ed appassionante come l’immagine di Davide Soliani, creative director del gioco, nonché uomo di punta del team, in lacrime al cospetto di Shigeru Miyamoto durante lo scorso E3.

Gian Marco Zanna, durante il suo intervento, scherza e tira in ballo più volte l’episodio che, oltre a strappare un sincero e tenero sorriso tra i presenti, ha il grande pregio di rappresentare efficacemente l’attaccamento e la cura profusa dall’intero team al progetto.

Mario + Rabbids Kingdom Battle rappresenta la genialità, la voglia di distinguersi di noi italiani ed è interessante scoprire che il concept del gioco è stato sviluppato, sul finire del 2013, realizzando un gioco da tavolo, prototipo in tutto e per tutto, per poi essere presentato ai dirigenti di Ubisoft tramite un poster (pseudo)promozionale che aveva il pregio di riassumere efficacemente tutte le caratteristiche salienti dell’avventura.

Giunti a Parigi, al cospetto di Yves Guillemot in persona, Davide Soliani e la sua squadra si affidarono proprio alla locandina per convincere il CEO della bontà della loro idea, rafforzando i concetti salienti con la riproduzione, fisica e reale, di un livello tramite pedine, dadi, mappe disegnate a mano.

È una presentazione di successo, brillante, illuminante che si ripete, mesi dopo, in Giappone, con un poster ancora più grande, si parla di metri e metri, su cui Ubisoft Milan riesce a trascrivere tutte le meccaniche di base che comporranno il gameplay, la struttura ludica di quello che diventerà, di lì a poco, Mario + Rabbids Kingdom Battle.

Mario + Rabbids Kingdom Battle screenshot

L’idea iniziale di Ubisoft Milan era di creare un “Mario Kart che si giocasse a piedi”, cioè di dare forma ad un titolo accessibile a chiunque, spettacolare, profondo, ovviamente senza i kart.

Tra Parigi e Kyoto, giusto per rendere il tutto ancora più emozionante ed epico, al team di sviluppo, nell’aprile 2014, viene commissionata la realizzazione di una demo, da mostrare a Nintendo durante l’E3, evento che si sarebbe tenuto poco più di due mesi più tardi. L’impresa titanica, che si attualizza in un livello interamente giocabile, è uno dei tanti sforzi che non solo sono serviti a convincere Nintendo a permettere lo sviluppo del gioco, ma che testimoniano la determinazione, il talento, la forza d’animo di uno studio che si compone di una sessantina di elementi, un numero non così esorbitante pensando alla quantità di contenuti creati e offerti in Mario + Rabbids Kingdom Battle.

Al termine della bellissima presentazione del gioco, passando nuovamente di fronte al concessionario Ferrari, è stato naturale, per non dire doveroso, farsi pervadere da un insolito orgoglio patriotico. Non solo il gioco è bellissimo, come testimonia la nostra entusiastica recensione, ma è la fulgida testimonianza di ciò che, soprattutto in campo artistico, ci rende speciali, tanto da meritarci la totale fiducia di un’azienda notoriamente severa e intransigente come lo è la Grande N.

La speranza, a questo punto, è che Ubisoft Milan si sia conquistata stima e fiducia che merita, che possa nuovamente provare e comprovare il talento dei suoi membri magari proprio con un Mario + Rabbis 2.