Con ogni probabilità, sarà un E3 leggermente dimesso, più prevedibile e dai toni meno roboanti del solito. Non solo perché salvo sorprese dell’ultimo minuto non ci saranno console mid-gen ad infiammare la folla, ma perché la nuova strategia di produttori di hardware e publisher sembra quella di sparare buona parte dei colpi, magari non proprio i migliori, a ridosso della fiera losangelina, tra leak che leak non sono e strategie di marketing che non fanno altro che sgonfiare l’hype, dilazionando le gioie che di anno in anno ci regala l’evento dedicato ai videogiochi più seguito di tutti.

Sì, perché a ben vedere sappiamo già tantissime cose. Ci sarà Fallout 76, nonostante si debba ancora capire se si tratterà di un MMO o di un capitolo canonico; Days Gone ha già fatto vedere di che pasta è fatto; non mancherà Assassin’s Creed: Odyssey, ambientato nell’antica Grecia; quasi di sicuro faranno la loro comparsa Devil May Cry 5, Just Cause 4, il remake di Resident Evil 2. Sarà insomma l’E3 delle conferme, possibilmente dei video di gameplay per alcuni progetti presentati da tempo, ma ancora avvolti dal mistero più fitto.

Parto subito con il mio most wanted, quel Death Stranding che ad ogni trailer non fa che confondere sempre più le acque. Se proprio devo esprimere un desiderio, vorrei che finalmente il sommo Kojima ci spiegasse come si giocherà, di cosa tratterà, magari quando uscirà. Poco male se slitterà al 2020, eventualmente. Purché si faccia e si faccia bene.

BloodBorne screenshot 2

Un seguito di Bloodborne non mi farebbe schifo

Sempre su questa scia, nutro estrema curiosità per l’oscuro progetto che dovrebbe presentare FromSoftware, sviluppatore per cui nutro sentimenti estremamente contrastanti. Spaventato dalla difficoltà media dei loro giochi, mortalmente attratto ed affascinato dai contesti narrativi che sanno amalgamare, sarei davvero felice se si trattasse di una IP tutta nuova, che magari sviluppi un gameplay più alla portata di tutti, pur non rinunciando ad un grammo della cura ed attenzione che lo studio solitamente ripone nella creazione di ambientazione e trama. Ci andrà bene lo stesso se, alla fine, si tratterà solo di Bloodborne 2.

Sarebbe anche l’ora di vedere qualcosa in più di Metroid Prime 4, titolo chiamato a fare la parte del leone, insieme a Super Smash Bros., nell’E3 della Grande N. Personalmente non mi aspetto grossi stravolgimenti sotto il profilo prettamente ludico, credo che in caso contrario non avrebbero tirato in ballo la saga di Prime, ma vista la recente tendenza di Nintendo a rivoluzionare le sue saghe più longeve, The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odyssey parlano da soli in questo senso, mai dire mai.

F-Zero GX screenshot

Il sogno proibito

Contrariamente alla maggior parte di fan e addetti ai lavori, prevedo un buon E3 da parte di Microsoft. Non mi aspetto che annunci, finalmente, gustose e imperdibili esclusive, sia chiaro. Uno tra Halo, Gears of War e Forza Motorsport farà la sua comparsa, questo è quasi scontato, ma credo che proseguiranno sulla propria strada, impostando con rinnovata forza e vigore la strategia che già da qualche anno sta lentamente portando l’Xbox a trasformarsi da console a servizio, giocando d’anticipo, pure troppo, sulla diretta rivale Sony. Mi auspico, dunque, un focus ancora maggiore sulla retrocompatibilità, sull’assicurarsi che tutti gli sviluppatori sfruttino a dovere il potente hardware di Xbox One X, che Game Pass diventi il fulcro principale su cui basare le future strategie della casa di Redmond.

Il capitolo sogni proibiti, invece, si apre e si chiude con il puntuale ripresentarsi di un’improbabile annuncio riguardante un nuovo F-Zero, con uno Star Fox sviluppato come si deve sul modello di Lylat Wars, magari con un teaser trailer del nuovo The Legend of Zelda, giusto per ribadire che sì, in fin dei conti sono follemente e irrimediabilmente innamorato della Grande N. Tirando le somme, mi aspetto un E3 poco sorprendente ed esplosivo, ma comunque sostanzioso e soddisfacente. Anche perché, vuoi o non vuoi, Naughty Dog ci presenterà a dovere The Last of Us: Part II. Il che è già più che sufficiente per alimentare il personalissimo treno dell’hype del sottoscritto.

 

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