Sentenziare perentoriamente, non senza un pizzico di supponenza, che Microsoft avrebbe potuto e dovuto fare di meglio, è certamente facile. Sbavature, cadute di stile e dimenticanze, non sono certo mancate, come non mancheranno mai in show di questo genere. Eppure, muovere delle risentite lamentele significa peccare di ingordigia, quando non di faziosità, visto l’arsenale sfoderato, mantenendo sempre un ottimo ritmo, tra l’altro, nell’ora e mezza di conferenza che ha ufficialmente dato il via all’E3 della casa di Redmond.

Pur libero dall’ingombrante presenza di Sony, il publisher americano ha ben deciso di non tradire la sua strategia, di non rinunciare a quell’identità che sta (ri)costruendo da ormai tre anni a questa parte, proseguendo nel piano a lunghissimo termine che, E3 dopo E3, ha visto e vede, ancora una volta, un’unica vittima: Xbox One.

Autentica console di passaggio, bruciata e compromessa agli occhi dell’utenza sin dal giorno della sua presentazione, nell’ormai lontanissimo 2013, il colosso che fu di Bill Gates non si è mai scomposta eccessivamente, arrivando persino ad ignorare le richieste dei suoi fan, pur di tenere fede alla programmazione pattuita ai piani alti, un progetto di ampio respiro che all’epoca della sua gestazione e presentazione era certamente prematuro, troppo avanti con i tempi, precursore di tutto ciò a cui stiamo assistendo oggi, tra gioco in streaming e servizi di abbonamento che mettono a disposizione dell’utente decine e decine di titoli.

Xbox Elite Wireless Controller Series 2

Xbox Elite Wireless Controller Series 2 promette di imporre nuovi standard qualitativi per quanto riguarda i controller dedicati al pro gaming

Laddove qualsiasi altro colosso dell’industria sarebbe corso ai ripari mettendo in cantiere ambiziosi tripla A realizzati da software house interne, o varando costosi accordi commerciali per accaparrarsi qualche esclusiva, Microsoft ha deciso di proseguire sulla sua strada, al prezzo di una generazione di console per lunghi tratti deludente, avara di soddisfazioni, povera di contenuti che potessero realmente fare la differenza.

“La conferenza andata in onda ieri in tarda serata  rappresenta a tutti gli effetti la fine di questo lunghissimo rodaggio perdurato in questa generazione di console”Il cambio di rotta, in questo senso, è iniziato con Xbox One X e con tutto ciò che si è portata dietro, da specifiche tecniche finalmente all’altezza della concorrenza, sino a Game Pass, ormai cardine e fulcro dell’ecosistema Xbox, termine che definisce sempre più un servizio, già sbarcato su PC, per vie traverse sdoganato persino su Nintendo Switch.

La conferenza andata in onda ieri in tarda serata, da questo punto di vista, rappresenta a tutti gli effetti la fine di questo lunghissimo rodaggio perdurato in questa generazione di console.

Con Game Pass abbinato a quasi tutte le nuove uscite; con il nuovo servizio Ultimate, abbonamento pressocché irrinunciabile per i veri appassionati; con ben sessanta giochi mostrati durante lo show; Microsoft ha mostrato sul palcoscenico l’immediato futuro della compagnia, un futuro che regalerà un po’ di gloria a Xbox One, grazie ai molti studi acquisiti, a cui si aggiunge Double Fine, ma che soprattutto si concretizzerà in Project Scarlett, pronta a debuttare ufficialmente tra un anno circa, equipaggiata di specifiche tecniche da capogiro.

Tanti nuovi titoli in arrivo, servizi all’avanguardia, persino una spruzzatina di next-gen. Manca qualcosa? Sì, xCloud, che sembra avere tutte le carte in regola per mandare già in pensione l’incerto Stadia di Google. La piattaforma, che potremmo già provare a partire da ottobre, non solo permetterà lo streaming dei propri giochi su più device, ma consentirà di utilizzare la propria Xbox One X o il proprio PC come server, con tutta una serie di vantaggi anche in termini di stabilità.

Gears 5 non promette benissimo, la comparsata del T-800 è lì a dimostrarlo; avremmo gradito certamente qualche video di gameplay in più; dello stesso Halo Infinite non abbiamo visto praticamente nulla. A voler trovare dei difetti, se ne potrebbero trovare tantissimi nello show di Microsoft.

Age of Empires II: Definitive Edition screenshot

Sarà solo un remake, ma la presentazione di Age of Empires II Definitive Edition è stato l’ennesimo grande momento di una conferenza densa di emozioni

Eppure, tra graditi ritorni, Battletoads, infervoranti sorprese, Flight Simulator, e colpi ben assestati, come l’esclusività di Psychonauts 2, di carne sul fuoco ce n’è tantissima. È certamente mancato il vero colpo da maestro, magari una nuova IP dal forte impatto, ma considerando i prossimi 12 mesi, chi ha un’Xbox ha di che esultare, soprattutto se ha l’interesse di seguire Microsoft anche nella next-gen.

Dopo una generazione tutt’altro che esaltante, la casa di Redmond è finalmente pronta a raccogliere ciò che ha (lentamente) seminato negli ultimi tre anni. La conferenza che ha inaugurato l’E3 del 2019 è stato un evento assolutamente soddisfacente, onnicomprensivo, a suo modo esaltante.

Avremo voluto vedere di più, ma Microsoft ha preferito la quantità, dando prova di forza, guardandosi bene dal trascurare uno qualsiasi dei tanti affluenti che danno vita all’ecosistema Xbox, un ecosistema già pronto al domani, pronto a giocarsela ad armi pari con qualsiasi concorrente.

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