La gamescom 2019 non ha riservato grandissimi sorprese, ma SEGA ha trovato comunque modo e spazio per lanciare una nuova IP. Si tratta di Humankind, progetto sviluppato da Amplitude Studios, team francese che ha raccolto nel suo grembo molti talenti ex Ubisoft, uniti tutti dalla passione per Civilization. Una passione che è impossibile non notare in Humankind, per quanto il titolo sia riuscito, almeno nella prima dimostrazione alla quale abbiamo assistito, a trovare qualche idea originale dal punto di vista sia della costruzione della città che dell’organizzazione dell’esercito stesso. Sì, perché se non si fosse capito, ci troviamo dinanzi a uno strategico storico.

La base di Humankind è quella classica dei 4X e analoghi: non scomodiamo Total War, ma molti degli elementi in gioco ci sono sembrati tutti già visti, come d’altronde è anche abbastanza lecito aspettarsi da titolo del genere. La mappa esagonale permetterà di controllare cosa accade intorno a noi e muovere le nostre truppe alla ricerca di nuove zone da conquistare o eventualmente di nuove battaglie da affrontare, la tecnologia da sviluppare e le fucine nelle quali potenziare i nostri schieramenti bellici. Ci ritroveremo a controllare sin dal neolitico un gruppo di uomini preistorici che hanno appena scoperto cosa si nasconde al di fuori della propria caverna, abbandonando per la prima volta la loro comfort zone, verso l’altrove. Sarà fondamentale come priorità assoluta, ancor prima di lanciarsi in tecnologie sopraffine come la ruota o il fuoco – sperando in Prometeo e la sua rapidità d’azione e di pensiero – sopravvivere e trovare un mammut da stendere.

Humankind screenshot

La scelta sarà tra varie civiltà, ognuna con le proprie caratteristiche

Questo viaggio si è sviluppato fino all’Età del Bronzo, seguendo la realtà storica. La demo che ci è stata mostrata aveva i suoi tempi velocizzati proprio per farci apprezzare l’evoluzione rapida e indolore della nostra specie, ma immaginiamo che la durata sia molto più diluita e dilazionata, così da permetterci di percepire davvero l’impatto delle grandi scoperte. Una volta giunti in questo nuovo segmento storico, Humankind metterà il giocatore dinanzi a un’amplia scelta, tra dieci civiltà (assiri, ittiti, micenei, egiziani, babilonesi e altre ancora), ognuna con le proprie culture, conoscenze e necessità. Gli assiri potranno costruire edifici che gli egiziani non saranno in grado di erigere, ma i secondi potranno arrivare a realizzare le piramidi. I babilonesi dalla loro avranno ancora altre alternative, ma tutti dovranno prima o poi confrontarsi con l’età moderna, conservando le proprie caratteristiche e ottenendone delle nuove.

“Humankind sembra essere finalmente la commistione totale della storia”Ovviamente Humankind, nel suo voler creare una vasta commistione di culture e di società, tutte pronte a unirsi in un crogiolo di evoluzione storica, non può dimenticarsi dell’aspetto bellico, fondamentale per poter dimostrare la propria forza sul campo. Se dal punto di vista della costruzione della città ci siamo ritrovati in un insediamento con una piramide, un anfiteatro greco e delle fabbriche che sputavano vapore, immaginatevi come potrebbe essere un esercito figlio di tale commistione. È chiaro quindi che non potrete mai schierare una falange romana pronta a realizzare la famosa testuggine, così come non avrete un esercito composto di soli balestrieri napoleonici, perché sarà tutto un mix di culture e di periodi storici: ma questo se da un lato può infastidire i puristi della storia, dall’altro non può che esaltare la grande libertà che il team di sviluppo ha voluto dare al giocatore, andando a distruggere – finalmente, oseremmo dire – quelle gabbie e quei compartimenti stagni storici all’interno dei quali Total War ha sempre collocato i propri titoli. Humankind sembra essere finalmente la commistione totale della storia, in un’evoluzione che già Will Wright tanti anni fa aveva provato a realizzare con Spore, raccontandoci l’evoluzione umana: stavolta si parla di cultura e di civiltà, a tutto tondo.

Humankind screenshot

Nel gioco saranno presenti varie ambientazioni reali

Humankind ha tante meccaniche che dovranno essere ancora chiarite e che soltanto una prova più approfondita, soprattutto un hands-on, potrà effettivamente risolvere. Da valutare ci sarà tutta la parte bellica, con gli scontri che dovranno necessariamente dimostrarsi pronti a supportare tutto il resto della struttura proposta, così come la parte diplomatica, fondamentale in qualsiasi tipologia di titolo di questo genere. Alla vittoria finale, in ogni caso, si arriverà grazie all’accumulo di Punti Fama, aspetto che però dovrà essere ancora maggiormente chiarito. Per ora con tanta curiosità ci apprestiamo ad attendere maggiori novità sul gioco, con la felicità di sapere che dopo tanti anni anche gli strategici potrebbero riuscire a svecchiarsi.

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