Dopo un rodaggio durato fin troppo, No Man’s Sky è finalmente entrato nella sua piena maturità, un traguardo raggiunto a suon di aggiornamenti, tutti gratuiti per fortuna, che hanno progressivamente stravolto e rivoltato da capo a piedi quella che può definirsi a tutti gli effetti una beta, un prototipo, spacciato come titolo già dotato di una propria autonomia, che raggiunse il mercato il 9 agosto del 2016, un prodotto certamente affascinante, che già metteva in bella mostra un concept quasi inedito e dannatamente coraggioso, ma che all’atto pratico abiurava la quasi totalità delle promesse fatte da Hello Games nei lunghi anni intercorsi nello sviluppo del gioco.

Le critiche, le perplessità, le reticenze, hanno fatto il loro tempo. Pur nella loro legittimità, perché No Man’s Sky è sempre costato come un titolo a prezzo pieno sin dal day one, è innegabile che nella mente di Sean Murray questo lento e prolungatissimo allunaggio fosse già previsto, forse parte integrante dell’esperienza stessa, quasi a voler rendere testimoni e partecipi il pubblico dell’evoluzione e crescita di una creatura fatta di codice binario, poligoni e texture.

L’intenzione di questo sviluppo a porte aperte, insomma, per quanto contorto e certamente inusuale, poteva persino avere un suo senso, una sua validità. Eppure nessuno si sarebbe mai aspettato di iniziare il viaggio così mal equipaggiati, facendo scali piuttosto scomodi, scoprendo troppo tardi che la meta da raggiungere fosse molto più distante di quanto inizialmente preventivato.

No Man's Sky Beyond screenshot

Il Nexus rappresenta in tutto e per tutto la lobby tramite la quale organizzare i party multiplayer

Tre anni dopo il debutto ufficiale, eccoci finalmente al di là, beyond per l’appunto, delle nostre più rosee aspettative. Ad oggi, No Man’s Sky è un’esperienza totalizzante, onnicomprensiva, indiscutibilmente mastodontica ed incline a più livelli di lettura.

Hello Games non ha rinunciato a nulla, non ha abiurato o riscritto il concept di cui si è sempre alimentata l’esperienza. L’esplorazione fine a sé stessa è ancora al suo posto, immacolata, illibata, a disposizione degli aspiranti pionieri, magari solitari, in brodo di giuggiole alla sola idea di dare un nome per la prima volta alle cose, agli animali, ad interi pianeti ancora vergini.

“L’aggiunta più gradita del pacchetto, purtroppo solo ad appannaggio di pochi, consiste senza alcun dubbio nel pieno supporto alla realtà virtuale”Un tipo di approccio simile, certamente fine a sé stesso, abbracciato anche da altri giochi come il divertentissimo Sea of Thieves, è certamente più fedele alla visione originaria di Hello Games, ma con Beyond, ultimo aggiornamento gratuito del gioco, non è il solo, né tantomeno il prediletto.

Il Nexus, una gigantesca stazione spaziale richiamabile in qualsiasi momento, da qualsiasi punto dell’universo ci si ritrovi, amplia e dona legittimità al multiplayer, finalmente degno di questo nome e funzionale al gameplay. In gruppo, la raccolta delle risorse diventa una piacevole attività foriera di scoperte, simpatici scambi di battute, inevitabili gag. Le missioni, affrontabili anche in solitaria beninteso, finalmente solide ed instradate all’interno di un’avventura dai toni allegorici, ma comunque appassionante, sono il perfetto espediente per innescare fasi più movimentate, vivacizzate dal desiderio di raggiungere un obiettivo comune. La costruzione di nuove strutture ed edifici diventa una pratica da svolgere in comune accordo, sentendosi parte di un progetto che si sviluppa e realizza con una certa velocità, visto l’apporto di più braccia coinvolte.

Beyond, in questo senso, rende la fase di crafting e costruzione quanto mai immediata, comprensibile, snella. Lo fa sia rendendo l’hud user friendly, finalmente generosa di informazioni e puntualizzazioni, sia migliorando l’interfaccia durante la creazione vera e propria.

Inutile girarci intorno, tuttavia: l’aggiunta più gradita del pacchetto, purtroppo solo ad appannaggio di pochi, consiste senza alcun dubbio nel pieno supporto alla realtà virtuale, un plus non da poco, soprattutto quando ci si ritrova ai comandi della propria astronave e si ha la fortuna di azionare leve e pulsanti direttamente con le proprie mani, affidandosi ai controller che lo permettono come i Move, utilizzabili ovviamente in combinazione su PlayStation 4, via PlayStation VR.

No Man's Sky Beyond screenshot

Sul modello classico di PlayStation 4, giocando in modalità VR la perdita di qualità d’immagine è davvero notevole, purtroppo

In queste fasi, esattamente come accade già con Ace Combat 7: Skies Unknown, si resta letteralmente con la bocca aperta, ipnotizzati durante gli avvitamenti o non appena ci si accorge che basta voltare la testa per individuare più facilmente i pirati spaziali che tallonano il nostro velivolo. Anche sulle superfici del pianeta si assiste ad uno spettacolo difficilmente descrivibile, nonostante la perdita di definizione sporchi l’armoniosa fusione cromatica che contraddistingue l’art design del gioco.

Beyond attesta la completa maturità di No Man’s Sky, che da zoppicante ed elitaria esperienza largamente incomprensibile, si è fatto gioco stratificato, contenutisticamente mastodontico, indirizzato ad un pubblico neofita, grazie soprattutto ad un rinnovato tutorial che, finalmente, espone bene i cardini su cui si basa il gameplay.

Sia che vogliate semplicemente esplorare pianeti mai visti prima, sia che preferiate tentare di risolvere il mistero che si cela dietro l’universo procedurale creato da Hello Games, da soli o magari in compagnia, No Man’s Sky ha moltissimo da offrire a chiunque. Provvisti di visore per la realtà virtuale, poi, preparatevi ad uno spettacolo difficilmente dimenticabile.

Consigliati dalla redazione