Xenoblade Chronicles: Definitive Edition, tutto pronto per il ritorno dell’RPG di Monolith | Anteprima

L’atemporalità che da diversi anni contraddistingue le console di Nintendo, ormai totalmente disimpegnate da un diretto confronto con la concorrenza, soprattutto in termini prestazionali, avvolge e contraddistingue anche i giochi che ne vanno a comporre le rispettive line-up.

Super Mario continua incessantemente a salvare la Principessa Peach, ignaro che il resto del mondo abbia abbandonato da tempo i platform 3D; sebbene i sistemi di input alternativi non abbiano mai realmente fatto presa sul mercato, la Grande N, fiera di un primato sconosciuto a Move e Kinect, continua imperterrita a farci agitare periferiche in aria; nonostante il genere dei trainer fisici e cerebrali sia tramontato già da tempo, la scommessa di Ring Fit e l’impronosticabile ritorno del Dottor Kawashima sono l’empirica dimostrazione che per l’azienda di Kyoto certe sperimentazioni sono tutt’altro che completate.

Porto sicuro per i nostalgici, ricca fonte di bizzarre scoperte per i videogiocatori a caccia di esperienze inusuali, con Nintendo Switch sembra essersi creato un ecosistema quasi perfetto, habitat sufficientemente attraente, in termini di vendite, anche per le terze parti, tutt’altro che restie a proporre porting e remastered.

 

Xenoblade Chronicles Definitive Edition screenshot

 

Proprio relativamente a queste ultime, neppure lo stesso publisher nipponico è riuscito a resistere alla tentazione di proporre comodi, ma spesso desideratissimi, riadattamenti. Se molti giochi originariamente pubblicati sullo sfortunato Wii U meritavano effettivamente una seconda possibilità, visto il successo del secondo capitolo, era doveroso recuperare anche il capitolo originale della saga sviluppata da Monolith Soft, episodio che ha esordito su Wii ben dieci anni fa.

Inevitabile chiedersi quanto e se Xenoblade Chronicles: Definitive Edition risulti oggi fuori tempo massimo, indigesto alle nuove generazioni, ormai sintonizzate su declinazioni ancor più marcatamente action di RPG, imbolsito agli occhi di chi conserva ricordi indelebili della strepitosa avventura fruita sulla bianca console di Nintendo.

Sebbene la risposta definitiva sapremo darla solo tra qualche giorno, in occasione della recensione in cui valuteremo più nel dettaglio novità e soprattutto l’inedito finale, l’atemporalità di cui sopra ha certamente colpito di nuovo, preservando il gioco da buona parte degli effetti indesiderati che solitamente comporta l’invecchiamento.

Del resto, se non si può certamente paragonare il colpo d’occhio a un The Witcher 3 qualsiasi, inteso nell’edizione per le console Sony e Microsoft, ovviamente, l’aggiornamento della definizione, la pulizia d’immagine e il generale restyling dei modelli poligonali regalano splendidi scorci su un qualsiasi televisore HD. Va un pelo peggio sul piccolo display della console in modalità portatile, soprattutto negli ampi spazi aperti dove i contorni delle figure si impastano tra loro, rendendo il tutto meno nitido, ma indiscutibilmente avremo a che fare con un titolo ancora in grado di ammaliare, suggestionando grazie alle dimensioni degli ambienti esplorabili e a un art design a suo modo originale, pur non celando la sua chiara matrice nipponica.

In termini di gameplay, siamo di fronte ad un combat system che propone un interessante mix tra azione e strategia certo disorientante sulle prime, dal momento che la velocità d’azione vi sembrerà troppo alta per gestire al meglio mosse speciali e supporto del resto del party, ma che schiude tutta la sua profondità un po’ alla volta, incrementando progressivamente statistiche, skill e item da tenere in considerazione.

 

Xenoblade Chronicles Definitive Edition screenshot

 

In termini prettamente ludici, le novità saranno comunque contenute, visto il desiderio degli sviluppatori di riproporre lo stesso feeling dell’originale, limitandosi a una limatura superficiale.

Xenoblade Chronicles: Definitive Edition già da ora sembra l’occasione perfetta per recuperare un grande classico, un campione del genere che a suo modo ha fatto epoca e scuola, uno dei picchi qualitativi più alti raggiunti dalla softeca di Nintendo Wii.

Se apprezzeremo la remastered solo per il suo valore museale, se tutt’ora si tratta di un ottimo RPG, capace di fare la gioia anche di chi solitamente si tiene a distanza dai giochi di ruolo, sapremo dirvelo solo tra qualche giorno, nella nostra recensione che pubblicheremo a ridosso della release del titolo programmata per il prossimo 29 maggio.