Sapevamo che lo State of Play di agosto (che potete vedere o rivedere cliccando qui) non sarebbe stato foriero di novità e di grandi contenuti, soprattutto perché nuove IP non ne sarebbero state annunciate. Ciò nonostante, Sony ha avuto l’ardire di iniziare con un potentissimo gameplay di Crash Bandicoot, esordendo poi con alcuni contenuti PlayStation VR di buon livello, sebbene ci saremmo aspettati un roster di proposte più vasto. Con grande attenzione per il mondo indie, quindi, andiamo a infilarci in quelle che sono le novità presentate da Sony, che, come era facile immaginare, non cesserà il supporto all’attuale generazione in favore della prossima, anzi continuerà a gestirle in maniera parallela per tenere alto quel supporto alla base installata di PlayStation 4 alla quale sarebbe poco furbo rinunciare da Natale in avanti.

Era impossibile non aspettarsi, come detto, del gameplay aggiunto di Crash 4, che ha mostrato un nuovo personaggio giocabile: Dingodile. Quello che era stato uno dei boss della prima trilogia è pronto ora a tornare come personaggio giocabile accanto al Dottor Neo Cortex, anch’egli con delle particolari abilità da attivare in determinati livelli. Oltre questo, ancora conferme per le maschere che Coco potrà utilizzare, mostrando nuovamente la possibilità di andare a intervenire sulla gravità oltre che sul tempo stesso, ma anche una precisazione sui 100 livelli a disposizione, che saranno in alcuni casi dei reskin delle medesime ambientazioni, ma affrontate con poteri diversi e con abilità adeguate a quelle che saranno le richieste del level design. Grande attenzione a quest’ultimo aspetto, proprio per esaltare la volontà, da parte degli sviluppatori, di mostrare le proprie capacità creative, potendosi finalmente distaccare dal Crash Bandicoot originale e da tutti i paletti che erano stati posti in origine dalla direzione di Jason Rubin in Naughty Dog.

 

 

IO Interactive aveva da farsi perdonare uno show sottotono, durante il quale avevano solo annunciato l’arrivo di un nuovo Hitman, senza però fornire maggiori dettagli: l’arrivare durante lo State of Play rendendo nota la modalità PlayStation VR permette alla software house di attirare l’attenzione su di sé e spingere tutti a farsi qualche domanda in più sulla qualità del prodotto. Giocare in prima persona l’intera trilogia dell’Agente 46, il prossimo gennaio 2021, potrebbe essere un ottimo modo per svecchiare una saga che potrebbe arrivare a fare dell’immersione la propria arma finale, nell’andare a uccidere con l’ennesimo espediente l’avversario di turno. Sono tante le domande che nascono dopo aver visto la modalità VR di Hitman: come sarà gestibile lo stealth, come andremo a cambiare abiti per mimetizzarci all’interno dello scenario e così via, tutti aspetti che non fanno altro che potenziare la curiosità che riserviamo alla proposta di IO Interactive.

E dal tempo di Crash Bandicoot si passa a un altro tipo di riavvolgimento del tempo, tornando indietro di tanti anni, a quando avevamo avuto l’occasione di giocare a Braid, pronto a tornare adesso con la Anniversary Edition, una riedizione della versione pubblicata nel 2008, con maggiori dettagli degli sprite e di tutta l’ambientazione: dal creatore di The Witness, un’esperienza davvero imperdibile, che si propone a tutta quella platea di videogiocatori che non aveva avuto l’occasione di giocarci più di dieci anni fa e di godere di un’esperienza che fece quasi da apripista a quel mondo indipendente che oramai è una realtà florida della nostra industria videoludica.

 

 

Un po’ incerta, invece, la presentazione riguardante The Pathless, un titolo che probabilmente non avrebbe meritato così tanto spazio all’interno di uno State of Play: a metà strada tra l’esplorazione di Journey e un platform-adventure, il gameplay ha saputo incuriosire solo nell’utilizzo di un flow legato alla presenza di alcuni talismani ai quali appendersi a ritmo, quasi come se fossero dei rampini ai quali affidarsi seguendo le onde d’urto. Un combattimento, quello durante la boss battle, che è sembrato più votato al level design che al vero e proprio combat system, spinto in secondo piano. Per quanto il concept possa sembrare molto interessante, ci sarà molto da scovare sotto la pellaccia dei mostri messi in campo e che arriveranno al lancio con PlayStation 5.

Dopo aver annunciato l’arrivo a settembre di Spelunky 2 e di Geshin Impact durante l’autunno, lo State of Play ha continuato il proprio novero di titoli indie per PlayStation 5, con la riproposizione di un titolo che già all’evento di presentazione della line-up della nuova generazione aveva fatto tanto discutere: parliamo di Bugsnax, che sarà un titolo di lancio, nonostante i tanti dubbi che ha fatto emergere soprattutto dal punto di vista tecnico. Un titolo che molto probabilmente strizza l’occhio a un target molto più infantile di quello che persegue i titoli tripla A da Sony e che farà in modo di rendere PlayStation 5 una console per l’intera famiglia, com’è giusto che d’altronde sia.

 

 

505 Games arriva, insieme con Remedy, a mostrare uno dei pezzi forti dello State of Play: il nuovo DLC di Control, la seconda espansione. Pronti a tornare nuovamente in quella struttura onirica, il 27 agosto prossimo, dovremo andare nuovamente ad affrontare Alan, reduce probabilmente da una non facile epopea dall’ultima volta che l’abbiamo incontrato. Uno dei titoli più affascinanti dello scorso anno torna, quindi, per mostrare il suo gameplay sopraffino, dalle idee e dalle proposte sempre interessanti e valide, per un finale d’estate davvero affascinante insieme con quel dinamismo tipico del mondo di Control.

E continuando l’alternanza tra titoli di alto livello e indie, ci ritroviamo dinanzi a un puzzle molto basic, ma affascinante per come proposto, basato molto sull’approccio alla carta e ai segnali stradali, che quasi si trovano a prendere forma con The Pedestrian, in arrivo su PlayStation 4 a gennaio del prossimo anno, a dimostrazione del fatto che il supporto all’attuale generazione non verrà meno, come detto poc’anzi. Focus Home Interactive per PlayStation 5, invece, ci mostra il suo viaggio nel medioevo, tra armature e armi bianche, ma anche arrampicate, tra assassini armati di pugnali e mastini pronti a dilaniare il nemico di turno: una squadra di rinnegati organizzata per trovare un bottino direttamente dalla sala del trono. Un possibile multiplayer a squadre che ci metterà nell’ambientazione di Hood – Outlaws and Legends, in arrivo nel 2021 e pronto, in moltissime proposte, a ricordarci il For Honor di Ubisoft, con una suddivisione in classe che ci porterà a vestire i panni di uno dei personaggi e affrontare probabilmente, in attesa di conferme, delle sessioni che potrebbero creare degli scenari procedurali da affrontare con l’obiettivo di raggiungere il bottino.

 

 

Grande spazio anche a TemTem, che arriva su PlayStation 5, per accontentare tutti quei giocatori che da anni anelano a un Pokémon-like anche su console Sony, non contenti di quanto potuto avere con Digimon. TemTem, d’altronde, nasce con l’obiettivo di proporsi come un’alternativa al titolo di Game Freak, e dopo aver conquistato il PC ora si prepara a farlo anche con la PlayStation 5.

Grande spazio, subito dopo, a Godfall, con una sessione di gameplay molto intensa, in grado di mostrarci qualche elemento in più per fugare ogni possibile dubbio su quanto avevamo già visto durante la prima presentazione. Il nuovo titolo prodotto da GearBox sarà un action game ambientato in un mondo fantasy, basando grande attenzione alla fase di looting, ma anche concentrandosi in maniera molto possente su un gameplay frenetico, nonché verace, cattivo. Sebbene manchi ancora l’originalità che ci aspettavamo da un titolo che si propone di affondare le proprie mani nel fantasy più sfrenato, Godfall ha provato a proporre qualcosa di unico, unendo l’action RPG al looter-smash, quindi un sistema di progressione molto basato su quello che andremo a raccogliere durante le battaglie, da aggregare alle cinque armi a disposizione.

Mancano ancora, però, degli elementi utili per rendere Godfall interessante come gli sviluppatori vorrebbero: l’action non ci ha mostrato una grande fluidità e sebbene il livello tecnico fosse ovviamente modellato per la presentazione, quindi compresso, in fin troppi momenti ci siamo trovati ad assistere a delle combo incerte.

 

 

Mantenendo quindi le promesse della premessa, Sony ci ha mostrato qualche piccola novità che andrà a impreziosire la proposta del parco-giochi di PlayStation 4 da qui fino a gennaio e mostrando anche qualche piccola interessante e sparuta parentesi indie che andrà ad arricchire anche la proposta della prossima generazione. Non era questo il banco di prova della line-up di Sony, ma sicuramente qualche novità particolare l’abbiamo apprezzata, mentre altre continuano a non convincerci del tutto. I prossimi State of Play, quelli in cui finalmente potremo assistere a quella che è la produzione first-party di PlayStation, da Spider-Man al tanto atteso Elden Ring, avranno modo di mostrarci qualcosa di più profondo e intenso.