Tra le esclusive uscite su PlayStation 4, The Order: 1886 è stata senza dubbio una delle più controverse. Sviluppato dai ragazzi di Ready at Dawn, il titolo è un TPS dalla forte anima narrativa, del tutto privo di una qualsiasi modalità multigiocatore. L’assenza di quest’ultima, combinata cona ridotta longevità della campagna, spinsero molti giocatori a svalutare il risultato finale e spinsero addirittura Sony a ridurre del 33% il prezzo di vendita del gioco. Si trattò senza dubbio di un brutto colpo per gli sviluppatori, che furono costretti ad abbandonare l’idea di realizzare un seguito. Un seguito del quale, visto il finale aperto, The Order: 1886 avrebbe avuto bisogno.

Nonostante l’impatto iniziale non fosse stato dei migliori, col passare dei mesi cominciarono però a comparire sempre più giocatori convinti della bontà dell’opera targata Ready at Dawn. Dopotutto, come ci piace sempre evidenziare, sia la trama che il world building messo in piedi dal team americano sapevano mantenere alta l’attenzione degli utenti durante il gioco. Il gameplay, per quanto vincolato alla regia, vantava momenti davvero riusciti e il comparto grafico è tutt’ora in grado di far impallidire la maggior parte delle produzioni videoludiche.

 

 

The Order: 1886 è un’opera tormentata, sfortunata e incompleta, ma non per questo priva di fascino. A far da tramite per i misteriosi eventi che avvolgono la distopica Londra vittoriana è Sir Galahad, membro dell’Odine dei Cavalieri Reali di Sua Maestà che ha il compito d’investigare su alcuni misteriosi omicidi. Sir Galahad, il cui vero nome è Grayson, è un personaggio affascinante e carismatico, perfettamente coerente con l’ambientazione nella quale si svolge il racconto.

Proprio grazie alla determinazione con la quale porta avanti la propria missione, ci è sembrato giusto trattare la sua figura nel corso dell’episodio di questa settimana di Vite Digitali. Per coloro che non lo sapessero, Vite Digitali è la rubrica domenicale dedicata ai principali personaggi dei videogames e al loro impatto sul grande pubblico. Il tutto, ovviamente, senza il benché minimo spoiler sulla trama del gioco trattato, per evitare di rovinare l’esperienza a coloro che volessero recuperare il titolo in futuro.

Per quanto riguarda il background di Sir Galahad c’è ben poco da dire. Il membro dell’Ordine tende a non parlare mai del proprio passato, limitando i pochi ricordi alle missioni affrontate insieme ai propri uomini. La scoperta fatta da Grayson nel corso del gioco, però, distruggerà tutte le certezze del nostro protagonista, spingendo Sir Galahad a rivalutare non solo la propria posizione nel mondo, ma anche il mondo stesso.

 

 

Come abbiamo già avuto occasione di affermare, gran parte del fascino del protagonista dell’episodio di questa settimana di Vite Digitali sta proprio nel mistero che avvolge la sua figura. Il suo carattere serio, maturo e di totale fedeltà nei confronti dell’Ordine lo rende un guerriero abile e in grado di affrontare qualsiasi minaccia gli si pari davanti. Abituati spesso a personaggi sopra le righe e dal fare sbruffone, è interessante trovarsi di fronte a un eroe dal fascino quasi cavalleresco, tanto nobile, quanto pericoloso in battaglia.

Gli sceneggiatori, infatti, hanno pescato a piene mani dal Galahad del ciclo arturiano, ovvero dall’unico cavaliere della Tavola Rotonda in grado di raggiungere il Santo Graal. Il motto inciso nello scudo dell’eroe delle leggende, inoltre, è “Oltre le tenebre, la verità”. Una frase che ben si sposa con il personaggio ideato da Ready at Dawn, che si troverà costretto a indagare su un mistero tenuto all’oscuro per numerosi secoli. Dispiace solamente che, per scoprire l’origine del succitato mistero, i giocatori dovranno aggrapparsi alla propria fantasia, dato che il titolo rimane del tutto privo di un finale.

 

 

Con questo, ovviamente, non vogliamo dissuadervi dall’idea di intraprendere l’epica avventura di Sir Galahad, che risulta godibile per tutta la sua durata. È innegabile, però, la straniante sensazione d’incompiutezza che si prova una volta raggiunti i titoli di coda. Una sensazione che, ci auguriamo, possa avere prima o poi fine, con l’improbabile annuncio di un secondo episodio del franchise.