Ne siamo certi: Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise è un titolo che, esattamente come il primo episodio, riuscirà a trovare il proprio pubblico, nonostante la miriade di innegabili difetti. È altrettanto vero, però, che ci troviamo di fronte a un prodotto acerbo sotto tutti i punti di vista, oggettivamente indifendibile e inaccettabile per la maggior parte dell’utenza.

Ma come è possibile che queste due informazioni convertano sullo stesso gioco?

Uscito nel 2010, il primo Deadly Premonition divenne una piccola opera di culto grazie a un’atmosfera vicina alle opere di David Lynch, una trama avvincente e un protagonista dannatamente carismatico. Poco importava se il titolo fosse pieno di bug, con un gunplay agghiacciante e datato a livello tecnico: il fascino alla base del progetto del game designer SWERY (Hidetaka Suehiro) riuscì comunque a crearsi una propria nicchia di appassionati. Appassionati che, all’annuncio del secondo capitolo in esclusiva per Nintendo Switch, reagirono con grande gioia, trainando anche gran parte di coloro che non hanno avuto occasione di giocare al primo capitolo.

 

Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise

 

Una volta avviato Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise ci si rende subito conto di come la narrazione tra passato e presente sia intrecciata in modo molto cinematografico, permettendo alla produzione di essere sia un sequel che un prequel del titolo datato 2010. Nel presente vestiremo i panni dell’agente del FBI Aaliyah Davis, intenta a interrogare l’ex detective Francis York Morgan, mentre nel passato interpreteremo proprio il succitato protagonista del primo capitolo. Il setting principale della storia è La Carré, una cittadina della Louisiana caratterizzata da una ricca famiglia che sembra possedere non solo gran parte degli edifici, ma che tiene in pugno anche gli abitanti grazie alla propria influenza. L’omicidio della figlia più giovane di questa famiglia attira l’attenzione di Francis, di semplice passaggio per il paese e da subito interessato al delitto.

Ha così inizio una storia che mescola il thriller con l’horror, introducendo anche alcuni elementi sovrannaturali che andranno a fondersi con gli eventi del primo Deadly Premonition. Peccato, però, che la storia appaia sin dalle prime battute eccessivamente diluita, andando a perdere definizione con il proseguire dell’avventura e tornando interessante solamente in alcuni momenti chiave della narrazione. Una narrazione che tenta di dare una risposta non necessaria ad alcune domande, rovinando parzialmente la sensazione di mistero e il surreale che avvolge l’intera produzione.

Anche il carisma di Francis York Morgan, tanto caro ai fan del titolo del 2010, risulta meno brillante che in passato, affascinando con le continue citazioni cinematografiche, ma presentando una caratterizzazione troppo macchiettistica. Discorso molto simile per i personaggi secondari, talmente assurdi da risultare poco interessanti e, spesso, addirittura fastidiosi.

Il primo Deadly Premonition è stato un evento unico, dove la sorpresa di trovarsi davanti a una produzione tanto affascinante a livello di atmosfera è riuscita a galvanizzare l’attenzione del pubblico. Un pubblico che ora è diventato esigente e che pretende, dallo stesso game designer, di venir nuovamente sorpreso e non di mettere le mani su un more of the same, addirittura meno interessante del predecessore.

 

 

Una volta messo da parte il comparto narrativo, subentrano i veri problemi dell’opera di SWERY. Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise è un (limitato) open world all’interno del quale svolgere missioni primarie, secondarie ed eventi meno importanti. Se l’idea di base può risultare interessante e la varietà di situazioni proposte non è del tutto da scartare, è la resa a lasciarci semplicemente sbigottiti.

“Le sezioni horror sono quanto di peggio si sia visto negli ultimi anni”Le sezioni investigative, infatti, risultano piatte e banali, con tanto di “abilità speciale” in grado di puntare direttamente alla soluzione dell’enigma. Gli elementi tipici dei TPS, invece, funzionano ancora peggio e risultano a tratti antidiluviane. Le sezioni horror, dove Francis è chiamato a combattere contro misteriose creature, sono quanto di peggio si sia visto negli ultimi anni. Le hitbox dei nemici non coincidono con i modelli 3D, il sistema di mira è a dir poco antiquato e la presenza di una sola arma e di un solo setting rende il tutto un brutto ripetersi degli scontri a fuoco. Persino le boss fight, potenzialmente interessanti, non riescono a salvare la situazione, mettendo in mostra tutta la legnosità del gunplay.

Persino gli elementi ruolistici, come la gestione della fame e del sonno o dei potenziamenti, offrono pochi stimoli al giocatore, senza risultare mai una vera e propria sfida. Poco coerente, infine, la struttura delle missioni con la meccanica del tempo che passa all’interno del mondo di gioco. Ci è capitato spesso, infatti, di doverci piegare a questa feature, inserita chiaramente senza fini ludici, ma solamente per allungare il brodo di una produzione che non lo necessitava.

 

Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise

 

“I modelli 3D dei personaggi sarebbero risultati datati nel 2010”Arriviamo quindi all’aspetto tecnico del titolo, del tutto ingiustificabile a livello grafico. Nonostante l’utilizzo del Cel Shading, gli sviluppatori non sono riusciti minimamente a valorizzare il risultato finale. I modelli 3D dei personaggi sarebbero risultati datati nel 2010, le animazioni provengono direttamente da due generazioni videoludiche fa e il frame rate supera raramente i 20fps. Spesso, soprattutto tra le vie di La Carré, ci siamo trovati ad affrontare dei cali di frame talmente imponenti da vedere il gioco bloccarsi e riprendere pochi secondi dopo, spingendoci contro un muro o facendoci superare il punto di arrivo che stavamo cercando di raggiungere. A questo si somma un ambiente spoglio, poco dettagliato e artisticamente non ispirato, con location spesso ripetute e con nemici dal character design goffo e monotono. Questo, di conseguenza, danneggia anche l’atmosfera generale del titolo, allontanandosi di molto dai toni horror di alcuni momenti del primo Deadly Premonition.

Alti e bassi, invece, per il comparto sonoro, che presenta una soundtrack molto valida, ma un doppiaggio in inglese dimenticabile. Sono presenti, per i non anglofoni, i sottotitoli in italiano.

Segnaliamo, infine, la miriade di bug che popolano il gioco. Bug che vanno da problemi grafici a suoni che si ripetono all’infinito, passando per i classici crash di sistema, che ci hanno spinto a riavviare più volte il titolo.

 

 

Ormai lo avrete capito, Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise è un’opera oggettivamente indifendibile, che prende quanto di buono fatto nel primo capitolo e ne peggiora quasi ogni elemento. Nonostante questo, siamo certi che ad alcuni di voi potrebbero venire attratti dal comparto narrativo, dalla regia di SWERY e dal “fascino” retrò della produzione, ma si tratta di caratteristiche che lasciamo al vostro personale giudizio. È innegabile, però, come una produzione di questo calibro sia quasi del tutto imperdonabile nel 2020, risultando non solo fuori tempo massimo, ma popolata da problemi e da scelte ludiche semplicemente inaccettabili.

 

VOTO4,5
Tipologia di gioco

Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise è un avventura in terza persona dai toni horror che mescola sezioni investigative con parti più action.

Come è stato giocato

Abbiamo giocato a Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise grazie a un codice fornitoci cortesemente da Nintendo.