Ad un primo sguardo sembra che Hope Cunty non sia cambiata. Boschi rigogliosi ammantano le pendici di sontuose montagne, ruscelli allegri e floridi ne bagnano i pendii, un placido fiume, sulle cui sponde si abbeverano piccoli branchi di antilocapre, si incunea dolcemente tra le colline più a sud. Il bellissimo Montana di Far Cry 5 sembra, in Far Cry New Dawn, immutato, come se non fossero passati diciassette anni, come se non ci fosse stata una terribile apocalisse nucleare. Ma le testimonianze di quanto accaduto si scorgono presto. Sono la terra riarsa e gli alberi carbonizzati che segnano il limitare della valle, i capanni dei cacciatori strappati e devastati, le piccolissime cittadine rase al suolo. L’impressione generale, ed è un uno dei meriti che vanno appuntati alla produzione, che in questo aspetto denota una certa originalità, non è comunque mai quella di un mondo post apocalittico, ma di uno che si è già ricostruito. C’è una nuova natura, dai colori a volte quasi fluorescenti, tra onnipresenti distese di fiori rosa, corsi d’acqua di un azzurro incredibile e un’aurora boreale che sfuma il cielo anche di giorno; c’è un’umanità che aveva trovato una sorta di equilibrio, prima dell’arrivo dei Guerrieri della strada.

Le colonne di fumo che si alzano in lontananza sono il segno del caos portato in un mondo dall’apparentemente ritrovato ordine da una banda di scellerati dediti solo al saccheggio, violenti e crudeli. Sono le esalazioni dei loro avamposti, dal gusto orribile, tutti graffiti e colori fluo, tra le cui lamiere rimbombano brani inascoltabili. A guidarli sono due gemelle, Mickey e Lou, che per quanto non rientrino sicuramente tra i migliori villain che la serie abbia concepito hanno la capacità di rendersi particolarmente odiose, pertanto risulterà particolarmente piacevole prendere a calci i loro sgherri e cacciarli in malo modo dalle postazioni che hanno stabilito.

Far Cry New Dawn screenshot

Il colpo d’occhio è notevole, anche per merito di una palette di colori di impatto

Nelle meccaniche fondanti di Far Cry New Dawn non si trovano infatti particolari innovazioni rispetto alla tradizione della serie. Si tratta, ancora, di un FPS open world, nel quale la progressione passa attraverso missioni disseminate per la mappa, ma anche per la liberazione degli avamposti occupati dai nemici, la cui conquista garantisce un apprezzabile numero di risorse, mai così importanti. Nel mondo post nucleare la moneta non ha più importanza, la ha l’etanolo, necessario per praticamente ogni edificio e attività. È fondamentale per ampliare Prosperity, il luogo nel quale gli abitanti della contea si sono rifugiati, migliorandone le strutture, in maniera da poter avere così accesso ad armi e veicoli più potenti e a tutta una serie di possibilità.

“Dove Far Cry 5 trovava la sua ragion d’essere, in una storia interessante, anche al netto di alcuni passaggi a vuoto, in una serie di missioni secondarie che andavano dallo stimolante al clamoroso ed in un pittoresco contorno Far Cry New Dawn mostra la corda”È questa la base della leggera componente ruolistica della produzione, che nelle intenzioni degli sviluppatori ne avrebbe dovuto rendere più profondo il gameplay ma negli effetti lo banalizza, a tratti. Una volta conquistato un avamposto infatti questo può (deve, in realtà) essere smantellato per avere ancora più etanolo, a quel punto i Guerrieri della strada lo riprenderanno, più forti di prima; riconquistarlo garantirà ancora maggiori risorse, e allora un altro smantellamento, poi un’altra riconquista, in un circolo necessario per avere accesso alle armi migliori e a potenziamenti praticamente indispensabili, visto che i nemici aumentano di tignosità nel corso del gioco, ma fin troppo ripetitivo. Se poi consideriamo che la varietà degli avamposti e la loro costruzione siano nettamente inferiori a quelle del predecessore e che la meccanica di liberazione sia uno degli elementi della serie che maggiormente richiederebbero una svecchiata il quadro non è propriamente idilliaco.

Dove Far Cry 5 trovava la sua ragion d’essere, in una storia interessante, anche al netto di alcuni passaggi a vuoto, in una serie di missioni secondarie che andavano dallo stimolante al clamoroso ed in un pittoresco contorno Far Cry New Dawn mostra la corda, facendosi realmente apprezzare solo nei momenti che praticamente ricalcano quelli del suo predecessore. Ci sono ancora i mercenari dai quali farsi aiutare in combattimento, più o meno azzeccati, ma che è sempre divertente sentire berciare, le cacce al tesoro, nelle quali utilizzare un minimo di cervello, ma che sono infinitamente meno elaborate e complesse, e anche alcune novità, come le spedizioni, missioni da completare in pochi minuti in ambientazioni lontane dalla valle, ma l’esperienza di gioco raramente ha sussulti. Quando arrivano è per merito di sequenze molto poco giocate, ma che collegano in maniera evocativa i due capitoli, nelle quali si ritrovano vecchi nemici.

Far Cry New Dawn screenshot

Libera l’avamposto, smantella, libera, smantella, libera, smantella…

Far Cry New Dawn riesce però in determinati aspetti anche ad essere migliore del suo predecessore. Nel ritmo, innanzitutto, che beneficia di una mappa molto più ristretta, ma anche nella varietà delle sparatorie, visto che mette in mano al giocatore una serie di armi più o meno folli, ma tutte letali. Perché limitarsi a pistole, fucili d’assalto e di precisione, shotgun, quando si può avere uno sparaseghe? Dove invece vi risulta praticamente identico è nel comparto tecnico. Tutto, dai modelli all’illuminazione alle texture agli effetti sonori è di uguale livello qualitativo. Se Far Cry 5 riusciva però spesso a togliere il fiato, con scorci particolari, Far Cry New Dawn esibisce una minor varietà nelle ambientazioni e quindi è di minor impatto visivo.

Non era di certo questo l’episodio che doveva reinterpretare le dinamiche della serie, nonostante in alcuni aspetti, come l’esile struttura ruolistica, Ubisoft abbia provato a sperimentare, per quanto non con particolare successo. Far Cry New Dawn è quindi solido, grazie ad un impianto di gioco collaudatissimo, ma dotato di scarsa profondità, quasi fosse il cartonato del suo predecessore, con giusto qualche colore in più. Far Cry 3 Blood Dragon e Far Cry Primal stanno lì a testimoniare come gli episodi in formato minore della saga abbiano bisogno di diversi contesti e immaginari per essere realmente interessanti, questo lo è principalmente per il prosieguo e la conclusione della storia del predecessore.

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VOTO7
Tipologia di gioco

Far Cry New Dawn è un FPS open world ambientato diciassette anni dopo gli eventi di Far Cry 5.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto un codice per il download da PlayStation Store.