La risposta di SIE Santa Monica Studio a coloro che avevano dubbi riguardo il nuovo corso di God of War è tranciante, come un colpo vibrato da Kratos con la sua nuova amica elargitrice di morte, l’ascia Leviatano. Sì, God of War è diverso dai predecessori, di molto, pur conservandone la natura action ne differisce in una miriade di altri aspetti. No, non è un problema. È un’opera che ferocemente afferma la propria identità, fatta di battaglie intense e sanguinolente, certo, ma anche dotata di un respiro ben più ampio che in passato e caratterizzata da un impatto estetico e emotivo enormemente maggiore. E poi, seriamente, esiste davvero qualcuno che rimpiange i quick time event, finalmente relegati dove meritano, ovvero nell’oblio?

I primi momenti di God of War sbalordiscono, ammaliano più che esaltano, perché di azione ce n’è poca in quei frangenti, ma si rimane comunque a bocca aperta. È impossibile rendersi conto di quanto impatto abbia la nuova telecamera fin quando non la si vede in azione: sempre e solo una singola inquadratura, che però allarga e riduce il proprio campo, scorre, rotea, avendo come focus principalmente Kratos. Non c’è praticamente soluzione di continuità tra il giocato e gli eventi d’intermezzo, ed è quanto fa più presa nel fruitore dell’opera, che raggiunge un livello di immersione assoluto. Non è solo per la vicinanza dell’inquadratura, ma è proprio per un taglio enormemente più efficace della più curata delle visuali in prima persona.

God of War screenshot

In battaglia Atreus è un valido alleato, da sfruttare con intelligenza

Il secondo colpo dell’uno-due con il quale si viene piacevolmente storditi è quello rappresentato dal comparto tecnico e dalla direzione artistica che lo domina. God of War è uno dei videogiochi più belli da vedere di sempre. L’abbandono del background legato alla mitologia greca, a favore di quella norrena, non solo permette di dipingere ambientazioni totalmente nuove nelle quali collocare la nuova avventura di Kratos, ma porta in dote anche una maggiore raffinatezza nella maniera in cui vengono rappresentati personaggi e luoghi. Abbandonati gli eccessi persino trash dei predecessori, il nuovo capitolo si appoggia a un fantasy poco canonico (i nani e gli elfi di God of War non li avrete visti da nessun’altra parte) ed estremamente affascinante. C’è dietro un lavoro enorme, del quale l’abbondanza poligonale, la pulizia e il dettaglio delle texture, la cura negli effetti particellari sono, paradossalmente, il meno. La tecnica è sontuosa, ma stupisce persino meno della visione di uomini, dei, mostri e spazi infusa nel gioco.

“dopo le prime fasi dell’avventura, il gioco si allarga nelle ambientazioni, permette di prendersi delle pause esplorative dall’incedere della storia principale. In sintesi si dota di una inaspettata struttura adventure”Sarebbe bastato collocare la stessa struttura dei precedenti capitoli della serie in quanto appena descritto per avere un capolavoro, ma non è quanto SIE Santa Monica Studio ha fatto. God of War è ancora un action, senza ombra di dubbio: anche nel modo di combattere di Kratos c’è maggior misura, ma lo stesso scontri violenti e coreografici e smembramenti costituiscono l’ossatura del gameplay, che non sarà profondissimo, ma è prima di tutto divertente, e poi offre comunque un certo grado di personalizzazione e quindi di profondità, nella possibilità di dotarsi di nuove mosse, quelle più affini al proprio stile di combattimento. A sorpresa, però, dopo le prime fasi dell’avventura, il gioco si allarga nelle ambientazioni, permette di prendersi delle pause esplorative dall’incedere della storia principale. In sintesi si dota di una inaspettata struttura adventure, che incoraggia la deviazione, la premia attraverso risorse, pezzi di equipaggiamento, enigmi ambientali, storie secondarie. Non si ritrova la complessità di un qualunque action adventure classico, ma tale introduzione espande comunque sensibilmente l’offerta contenutistica della produzione.

God of War screenshot

God of War non è una storia, è una serie di storie. Anche quella di una strega e del suo cinghiale

Se siamo giunti fin qui senza parlare di un’altra novità del gioco, la presenza del figlio di Kratos, Atreus, è perché volevamo darle un apposito spazio. La preoccupazione che molti avevano (scrivente in primis) era che nel gameplay si dovesse far quasi da balia all’inesperto ragazzino e che la sua presenza monopolizzasse storia, tematiche e approccio ad esse. Niente di tutto ciò. Viene raccontato il viaggio di un padre e di suo figlio, ma la narrazione non è totalmente incentrata sul loro rapporto, né si lascia andare a scontati sentimentalismi, e ciò non era per nulla scontato. È chiaro che si va a comporre, passo dopo passo, un rapporto tra l’uomo e il ragazzo, che i dialoghi tra i due assumono sfumature più sfaccettate, ma non è lì che si esaurisce quanto God of War vuole esprimere. E negli scontri il ragazzo è elemento strategico, non fastidio, essendo utile a stordire i nemici, con le sue frecce, e a tenerli impegnati con i suoi attacchi. Soprattutto, non può morire, quindi non occorre preoccuparsene particolarmente.

Ed eccolo quindi, il nuovo corso di God of War, nel quale è riconoscibilissima l’impronta di una serie che ha sempre incanalato la violenza e l’ira nel combattimento action e che continua a farlo, ma che forse solo qui arriva alla maturità, e non solo perché, come si potrebbe supporre grattandone solo la superfice, si fa più densa nella narrazione, più profonda nelle tematiche e maggiormente impattante nell’esperienza complessiva, ma perché compie coraggiosi passi verso un gameplay più strutturato, vario, ricco, denso. E pazienza se alcune delle soluzioni implementate sanno di già visto, se il respiro adventure non è ampissimo: SIE Santa Monica Studio ha trasformato God of War, e la sua nuova forma è già la più bella.

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VOTO9
Tipologia di gioco

God of War è un action adventure. Sì, non più solo un action, come i suoi predecessori, rispetto ai quali ha una struttura più aperta e un’offerta di contenuti enormemente più ricca.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto da Sony un ricco press kit, con il gioco e vari bonus.